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Cronache

Qualche settimana fa sono stati spenti - e lo sono tuttora - gli inceneritori di Scarlino a Grosseto ed una linea di quello di Ospedaletto a Pisa, a causa di emissioni di diossina notevolmente oltre i limiti di legge. Lo stesso era successo tempo fa a Montale in provincia di Pistoia, per non parlare di quello di Falascaia a Lucca, sequestrato dalla magistratura già diversi anni fa: qui addirittura sono state condannate alcune persone dell’azienda di gestione, che avevano il “vizietto” di falsificare scientemente i dati degli inquinanti in uscita dal camino, al fine di non far scoprire alle autorità preposte che tali parametri superavano abbondantemente le soglie stabilite… Ma quello che ci ha particolarmente colpito è una parte del commento - apparso sul Tirreno di Pisa sabato 11 maggio 2013 e relativo allo spegnimento dell’impianto di Ospedaletto - a firma del Dr. Fabrizio Bianchi, esperto epidemiologo/ricercatore del CNR e capofila del Progetto Life + sull’inceneritore di Arezzo. Dopo aver premesso che bisogna prestare attenzione, ma senza creare allarme tra la popolazione, dice (correttamente) che le diossine sono una famiglia di 217 composti diversi (alcuni tossici, altri molto tossici, diversi cancerogeni) quindi prosegue affermando che, prima di emettere giudizi e di preoccuparsi in modo eccessivo, bisogna conoscere quali effettivamente siano (delle 217) quelle rilevate in eccesso al camino.

Ed è proprio qui che egli potrebbe aver commesso un errore, che può “confondere” coloro che seguono attentamente tali questioni: infatti, il limite di emissione degli inceneritori è riferito al valore TEQ (Tossicità Equivalente) di diossine e furani, ovvero alla somma di tutte le diossine e furani identificate nel campione, di cui ciascuna concentrazione viene “demoltiplicata” per un fattore compreso tra 0 e 1, a seconda della tossicità riconosciuta per la particolare diossina e per il particolare furano. Ne consegue che, quando si sa del superamento dei limiti (e per questo le analisi sono lunghe e costose) si conosce già ciascun composto presente nel campione analizzato ed il valore finale ottenuto è riferibile al composto più tossico, ovvero la “Tetraclorodibenzoparadiossina”, da cui appunto la dicitura TEQ, cioè Tossicità Equivalente: quindi, non c'è bisogno di aspettare ulteriori analisi! Tale precisazione è fondamentale, anzi decisiva, altrimenti tra la gente preoccupata si genera anche, involontariamente, un senso di disorientamento: quindi sarebbe bene che il Dr. Bianchi rettificasse quanto dichiarato oppure - se avessimo sbagliato noi con il nostro modesto contributo, da profani, alla discussione - lo rendesse noto.

Gino Caneschi
(Segretario del Circolo del PRC Giusti di Arezzo)

Fausto Tenti
(Segretario della Federazione provinciale di Arezzo del PRC)

Tags:
diossinacaminopericolo
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