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Cronache
Strage in Kenya, 5 arresti. Due sono guardiani del campus

Tra i cinque arrestati, sospettati di aver a che fare con la strage nell'università di Garissa, in Kenya, due lavoravano all'interno del campus. Lo riferiscono le autorita' keniane sottolineando che uno dei due e' un guardiano "keniano di origini somale" di nome Osma Ali Dagane. L'altro e' un tanzaniano, Rashid Charles Mberesero, e aveva nascosto nel soffitto dell'universita' delle bombe.

NUOVE MINACCE - Il terrore in Kenya non è ancora finito. "Attacchermeo scuole e case, sarà una guerra lunga e orribile". I terroristi islamici somali al-Shebaab, legati ad al Qaeda, sono tornati a minacciare nuove carneficine in Kenya come quella all'università di Garissa dove giovedì hanno ucciso 150 studenti cristiani. Gli Shebaab, che da anni hanno preso di mira il Kenya per l'intervento armato in Somalia delle truppe di Nairobi, hanno avvertito che le città keniote diventeranno "rosse di sangue" e sarà "un guerra lunga e orribile". "Voi - hanno denunciato gli al-Shabab, rivolti al popolo kenyota - non ci accontentate di lasciare il vostro governo condurre politiche repressive senza protestare, voi sostenere le loro politiche eleggendoli. Per questo pagherete con il vostro sangue".

"Nessuna quantità di precauzioni o di misure di sicurezza potrà garantire la vostra sicurezza, evitare un altro attacco o impedire che avvenga un altro bagno di sangue nelle vostre città", si legge ancora in un comunicato dei terroristi. Le autorità kenyote restano convinte che dietro gli annunci ci sia la mano di Mohamed Mohamud Kuno, conosciuto anche come Dulyadin e Gamadhere. Kuno è un keniano, ex operatore umanitario, che ha insegnato e avuto funzioni di direttore in una scuola teologica proprio a Garissa, l'istituto Madrasa Najah, prima di unirsi alle milizie islamiche somale.

LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI - Helen Titus per salvarsi si è coperta "con il sangue di una vittima di fianco a me". Si è finta morta e oggi è viva, nonostante "ci avevano detto che le donne non sarebbero state toccate, perché il Corano vieta di uccidere le donne. Invece le hanno uccise, ne hanno uccise tante". Salias Omosa, 20 anni, studentessa di pedagogia, ha visto morire due amici, ha assistito alla loro esecuzione, ma si è salvata. E quindi ha potuto anche raccontare che i terroristi "hanno costretto alcuni ragazzi a chiamare casa per dire: 'Noi moriamo perché Uhuru (Kenyatta, il presidente keniano, ndr) persiste a restare in Somalia'". Poi, gli spari. E la morte. Non la sua, ma di 148 persone: oltre a tre soldati e tre agenti, 142 studenti. Praticamente tutti cristiani.

IL BILANCIO DEL MORTI - Il bilancio finale del massacro perpetrato dai miliziani islamisti somali Shebaab nel campus universitario di Garissa, in Kenya, e' di 148 morti. Lo comunica il ministro dell'Interno Joseph Nkaissery, aggiungendo che tra i morti ci sono 142 studenti, 3 poliziotti e 3 soldati. Quattro invece i terroristi uccisi.

Mogherini, Ue rafforzera' sostegno contro terrorismo - "La Ue ribadisce il proprio impegno a sostenere il Governo e il popolo kenyano per combattere la minaccia del terrorismo. La Ue rafforzera' il proprio sostegno agli sforzi del Kenya contro il terrorismo". Lo afferma l'Alto Rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini, sulla strage nel campus di Garissa. Mogherini esprime cordoglio ai familiari delle vittime. L'obiettivo dei terroristi e' minare la possibilita' del Kenya di vivere in pace e nella liberta' religiosa. I terroristi sono contro "l'istruzione e vogliono provocare una divisione tra le differenti fedi religiose".

I VIDEO DELLA STRAGE/ "SPARAVANO ALL'IMPAZZATA. ISLAMICI SEPARATI DAI CRISTIANI CHE SONO STATI DECAPITATI"

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L'attacco e' cominciato all'alba. I jihadisti hanno preso d'assalto il campus intorno alle 04,30 ora italiana: hanno sparato alle due guardie al cancello di ingresso e poi, una volta entrati, hanno aperto il fuoco a caso, prima di asserragliarsi in uno dei dormitori degli studenti. Legati ad al Qaeda e sostenitori di una variante della sharia molto intransigente, gli islamisti somali hanno moltiplicato gli attentati sul territorio kenyano negli ultimi anni, attaccando chiese, localita' turistiche, scuole, causando 200 morti solo nel 2014. Gli attacchi si sono intensificati dopo l'offensiva militare lanciata da Nairobi in terrirorio somalo nell'ottobre 2011, mirata proprio contro gli Shebaab. Le zone piu' colpite sono quella attorno alla lunga e porosa frontiera con la Somalia, 700km, le aree di Mandera, Wajir ed anche Garissa. L'attacco piu' spettacolare nel settembre 2013, quando gli Shebaab misero a ferro e fuoco uno shopping center Westgate nel cuore di Nairobi, uccidendo 67 persone.

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