Sulcis: minatore si ferisce al polso per protesta. Napolitano: vi sono vicino

Mercoledì, 29 agosto 2012 - 17:01:00

 

Sulcis protesta miniera (11)

Un operaio della Carbosulcis si e' ferito tagliandosi le vene di un polso durante un incontro con i giornalisti nella miniera di Nuraxi Figus.

Immediatamente soccorso dai compagni di lavoro, l'uomo e' stato accompagnato in superficie e trasferito immediatamente all'ospedale di Carbonia.  "E' questo quello che dobbiamo fare?", ha detto Stefano Meletti, della Rsu Uil, mentre si feriva davanti ai giornalisti. Il minatore e' poi svenuto ed e' stato trasportato all'ospedale privo di conoscenza. E' stato raggiunto anche dalla moglie che e' stata informata del suo gesto disperato. Gli animi all'interno della miniera di Nuraxi Figus sono sempre piu' esasperati a causa di notizie, che circolano da ieri, su un presunto disinteresse del governo al progetto di rilancio della miniera.

Tre minuti per dare pieno sostegno alla vertenza Carbosulcis e alla lotta dei minatori: tanto e' durata la seduta del Consiglio regionale di questa mattina, con l'approvazione all'unanimita' dei presenti (45 consiglieri) dell'ordine del giorno che impegna la Giunta a sollecitare il Governo nazionale al rispetto delle decisioni del Parlamento dando immediata attuazione alla legge del 2009 che prevede di costituire nel Sulcis un polo tecnologico europeo dell'energia "zero emission".


NAPOLITANO -  "Ritengo che l'incontro in sede nazionale annunciato per venerdi' debba costituire un'occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni gia' compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenita' e fiducia in un momento cosi' drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondita' della miniera". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Nello stesso tempo - prosegue Napolitano - sono sicuro che non manchera' da parte di nessuno, e tanto meno da parte delle forze del lavoro in Sardegna, la realistica e coraggiosa consapevolezza dell'esigenza di trovare per i problemi cosi' acutamente aperti soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitivita' internazionale in un mondo radicalmente cambiato rispetto a decenni orsono".

"Vorrei che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero - prosegue Napolitano - come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie. La loro storia e' parte integrante della storia del lavoro in Sardegna ed e' espressione specialissima di attaccamento alla loro terra e di impegno umano e professionale, anche nelle condizioni piu' pesanti, nell'interesse generale della Regione e del Paese. Capisco percio' fino in fondo la volonta' di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le loro famiglie. In occasione della mia visita in Sardegna lo scorso febbraio, e incontrando i lavoratori di tutte le aziende a rischio, rilevai pubblicamente come la Sardegna sia stata colpita da una crisi che investe piu' che in qualsiasi regione un intero assetto produttivo e occupazionale. Di qui la necessita' di un profondo ripensamento delle politiche di sviluppo seguite nel passato e di rilancio su basi nuove e piu' solide dell'economia regionale. Questa esigenza e' stata riconosciuta sia dal governo regionale sia da quello nazionale, ed e' in atto da mesi uno sforzo per aprire nuove prospettive".



 "Ritengo che l'incontro in sede nazionale annunciato per venerdi' debba costituire un'occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni gia' compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenita' e fiducia in un momento cosi' drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondita' della miniera". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Nello stesso tempo - prosegue Napolitano - sono sicuro che non manchera' da parte di nessuno, e tanto meno da parte delle forze del lavoro in Sardegna, la realistica e coraggiosa consapevolezza dell'esigenza di trovare per i problemi cosi' acutamente aperti soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitivita' internazionale in un mondo radicalmente cambiato rispetto a decenni orsono".

"Vorrei che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero - prosegue Napolitano - come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie. La loro storia e' parte integrante della storia del lavoro in Sardegna ed e' espressione specialissima di attaccamento alla loro terra e di impegno umano e professionale, anche nelle condizioni piu' pesanti, nell'interesse generale della Regione e del Paese. Capisco percio' fino in fondo la volonta' di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le loro famiglie. In occasione della mia visita in Sardegna lo scorso febbraio, e incontrando i lavoratori di tutte le aziende a rischio, rilevai pubblicamente come la Sardegna sia stata colpita da una crisi che investe piu' che in qualsiasi regione un intero assetto produttivo e occupazionale. Di qui la necessita' di un profondo ripensamento delle politiche di sviluppo seguite nel passato e di rilancio su basi nuove e piu' solide dell'economia regionale. Questa esigenza e' stata riconosciuta sia dal governo regionale sia da quello nazionale, ed e' in atto da mesi uno sforzo per aprire nuove prospettive".



"I minatori del Sulcis stanno continuando la protesta, con forme di lotta sempre piu' dure ed estreme. I lavoratori del Sulcis stanno urlando un grido di dolore, di chi vede a rischio il proprio posto di lavoro senza avere alcuna prospettiva: come mai il governo fa finta di non sentire? Perche' il ministro del Lavoro non si reca nel Sulcis ad incontrare i lavoratori per prendere impegni chiari sull'occupazione?". Lo chiede Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra.  "Questo e' purtroppo un governo molto attento ai voleri dei poteri forti - aggiunge Ferrero - e completamente sordo alla voce dei lavoratori. Occorre un intervento pubblico immediato per accogliere le istanze dei lavoratori del Sulcis, per tutelare l'occupazione - quel poco che ne rimane - e ridargli slancio, creare nuovi posti di lavoro e rilanciando l'economia con piani di ristrutturazione che siano rispettosi dell'ambiente".

"Siamo molto preoccupati. Il Governo e le istituzioni locali devono assolutamente sbloccare la situazione della miniera del Sulcis. Occorre evitare che la rabbia e l'esasperazione dei lavoratori sardi possa sfociare in un dramma collettivo". E' l'appello lanciato dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Stiamo seguendo con grande apprensione e partecipazione la vicende della miniera del Sulcis. I minatori, a cui va tutta la nostra solidarieta' ed il nostro appoggio, hanno bisogno - prosegue Bonanni - di risposte immediate e convincenti dal governo e dalle istituzioni locali".

DE VINCENTI: NESSUNO VERRA' LASCIATO SOLO
- "Capiamo l'angoscia dei lavoratori e siamo loro vicini, e proprio per questo li invitiamo a sospendere questa forma estrema di protesta perche' nessuno di loro verra' lasciato da solo". E' quanto ha detto a Sky TG24 il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti. "Insieme - ha aggiunto - dobbiamo ragionare su come dare un futuro al Sulcis e questo futuro deve passare per lo sviluppo di realta' imprenditoriali che siano in grado di stare in piedi dal punto di vista economico. Vogliamo ragionare venerdi' con la Regione e la Provincia anche sull'insieme della situazione del Sulcis e sulla situazione della miniera".

VERTICE CAPPELLACCI-TAJANI 
- Venerdi' si svolgera' a Roma un vertice tra il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e il vice presidente della Commissione europea, responsabile per l'industria e l'imprenditoria, Antonio Tajani, per fare il punto sulle azioni urgenti e di prospettiva per la difesa e il rilancio della realta' produttiva del Sulcis. Tra i temi prioritari che verranno affrontati nell'incontro - si legge in una nota - anche l'ipotesi di un sostegno europeo alle iniziative per il contenimento dei costi energetici legati all'insularita' e alla garanzia di una maggiore sicurezza energetica e sostenibilita' ambientale.




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