Terremoto/ Maroni: "Per ricostruire servono 12 miliardi"

Mercoledì, 15 aprile 2009 - 11:23:00

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"Dodici miliardi di euro: questa è la cifra che dovremmo trovare per ricostruire l'Abruzzo, come fu per il terremoto dell'Umbria e delle Marche". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenuto a "Ballaro". Il ministro ha fatto il punto sulla situazione degli aiuti: nell'Abruzzo squassato dal terremoto "si è conclusa la prima fase dell'emergenza e quasi 58.000 sfollati sono stati assistiti e sistemati: di cui 33.900 nelle 5.000 tende allestite dalla protezione civile. Ora si apre la seconda fase, più difficile: la ricognizione degli immobili". Maroni ha ricordando il modello Friuli: "Questo modello è l'obiettivo cui dobbiamo puntare", ha sottolineato Maroni, "in Friuli sono stati ricostruite case e campanili: capisco il forte senso d'identità della popolazione dell'Aquila che chiede di tornare nelle proprie case. E questo deve essere l'obiettivo"

MUTUI - Ma è stata la giornata di importanti decisioni sul fronte economico, come lo stop al pagamento delle rate dei mutui e del credito al consumo. Nessuna commissione su bonifici, pagamenti e operazioni Bancomat. Sono le decisioni adottate dalla commissione regionale dell'Abi Abruzzo e dagli istituti di credito presenti sul territorio a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Il pagamento dei mutui sarà sospeso per tutto il 2009. Le banche, inoltre, non applicheranno nessuna commissione sui bonifici fatti in tutta Italia a titolo di donazione.

CINQUE PER MILLE - Intanto, fa discutere l'ipotesi lanciata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di destinare il 5 per mille alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto: l'idea non piace alle associazioni del volontariato. Marco Granelli, presidente del Csvnet (Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato) spiega che un provvedimento del genere rappresenta «una guerra tra poveri» e penalizzerebbe le organizzazioni non profit che, tra l'altro, stanno partecipando ai soccorsi nelle zone colpite dal sisma. «Lo Stato ha fissato un tetto al cinque per mille di 380 milioni di euro - afferma. - Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano a essere presenti, mi riferisco ai disabili, ai tossicodipendenti, all'assistenza domiciliare per gli anziani e così via». Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi. «Ci teniamo agli abruzzesi, al dramma che li ha colpiti, e lo dimostra la nostra partecipazione nei soccorsi - tiene a dire Granelli - ma se vogliamo fare di più per loro, vanno destinate risorse aggiuntive, non pescare nel fondo già destinato per altre emergenze sociali. Su questo - conclude - ossia sull' ampliamento degli interventi, c'è la nostra totale disponibilità a ragionare».

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