Treni e disagi. Un ritornello che si ripete da anni.
Affaritaliani ha chiesto chiarimenti al coordinatore del comitato pendolari della tratta Torino- Milano,
Cesare Carbonari.
Dottor Carbonari che cosa succede ai treni utilizzati dai pendolari?
Sono problematiche che non cambiano mai e da anni sono sempre le stesse. La sicurezza dei passeggeri ci preoccupa molto perché il materiale rotabile è ormai obsoleto. i treni sono vecchi anche di 30, 35 anni, e rotti. Pensi che manca anche il materiale per ripararli e la manutenzione non esiste. Senza contare che, soprattutto negli orari di punta, i vagoni diventano un calvario per i pendolari a causa della riduzione dei posti. Sulla Torino Milano Trenitalia ha tagliato tre carrozze
E di chi è la colpa?
Il problema è dovuto alle regioni. Quando trenitalia gestiva i treni forse si stava meno peggio. Ora chi fa il pendolare si trova davanti ad un muro. Bisogna considerare che ha la precedenza sui binari l'ha sempre la regione più forte a causa delle normative diverse (sulla tratta Torino-Milano n.d.r). Se si viaggia sulla Torino Milano bisognerebbe che il tempo usato fosse uguale per tutto il viaggio. Invece arrivati a Novara da Torino inizia il ritardo perchè i convogli vengono fermati per dare precedenza agli altri. Insomma i treni regionali sono sempre tartassati
Ma è un problema anche di materiale...
Sì, il materiale rotabile va selezionato, bisogna iniziare ad eliminare dei convogli e soprattutto Ferrovie deve mettere mano al portafoglio e fare una programmazione per cambiare i treni. Non delle promesse che poi sistmaticamente non vengono mantenute.
Che cosa si deve fare per migliorare la situazione?
Sicuramente creare un programma sul trasporto ferroviario che in Italia non abbiamo. E' più utile fare strade e autostrade perchè lo Stato ha molti introiti. Mentre invece non ne ha sui treni.
E....
E' ora di cambiare. E' ora che si capisca che questa dei treni è una vera emergenza sociale. Sui treni viaggiano persone di ogni estrazione sociale, dall'avvocato allo studente. E le persone si stressano se il sistema non funziona. Insomma i problemi delle ferrovie si rigirano sempre sull'utenza. E' ora di dire basta.
Floriana Rullo