Un altro crollo. Ancora morti. Dopo Messina tocca alla bellissima Ischia. Il maltempo la causa, si dice, come in Sicilia. Ma la colpa non può essere della pioggia, del freddo, che caratterizzano da sempre la stagione invernale. La responsabilità è ancora una volta dell'incuria dell'uomo. La natura fa il suo corso, le calamità naturali esistono da che esiste il mondo. L'uomo ci mette del suo per peggiorare le cose.
Ogni volta che piove per 36 ore o poco più, persino città come Milano e Roma si allagano ed entrano in tilt. E regioni "sfortunate" come Sicilia, Calabria, Campania e Puglia iniziano a contare i morti. Case costruite sul precipizio in zone ad altissimo rischio. Certamente non perchè lo voglia la natura. Ma perché questo è un paese senza manutenzione ordinaria, come Affaritaliani.it ha denunciato più volte.
E la politica dov'é? Sempre latitante. Assente, lontana. L'unico onnipresente è il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che oramai assiste a tragedie una volta al mese. Abruzzo, Messina, Ischia. Lui c'è sempre, ma non è spalleggiato da una classe politica decisa a fare qualcosa per risolvere i problemi.
Ad essere colpita, oggi, proprio la Campania, che da Bassolino a Cosentino, sta dando il peggio di sé. Ischia è la metafora dei mali d'Italia, della classe politica assente. Una frana che rischia di diventare nazionale... (vedi il libro Fratelli d'italia? )