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Cronache
Vaccini, caos totale sul Veneto. Lorenzin contro Zaia

Vaccini: Lorenzin, insostenibile decreto Veneto

"Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non e' sostenibile". A parlare e' il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riguardo alla decisione della regione guidata da Luca Zaia di concedere di fatto una proroga di due anni per la vaccinazione dei bambini da 0 a 6 anni. "Se derogano di due anni - avverte il ministro in un'intervista al Corriere della sera - si assumono la responsabilita' di quello che puo' accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L'epidemia di morbillo non e' finita. Nel 2017 ci sono stati oltre 4.300 casi, non c'e' altro da aggiungere per spiegare la gravita' della situazione". Ma a questo punto, chiede il Corriere, ci saranno bimbi liberi di andare a scuola non vaccinati? "Assolutamente no - risponde Lorenzin - senza vaccini non si entra. E' un divieto sacrosanto. In questa fase scolastica, da 0 a 6 anni, convivono bambini di eta' diverse. Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai piu' grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, che quest'anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale". 

Piu' tempo in Veneto, con la scadenza fissata all'anno scolastico 2019-20, per presentare la documentazione che attesti l'avvenuta vaccinazione dei bambini per l'iscrizione a nidi e scuole dell'infanzia, evitando la decadenza dell'iscrizione stessa. La decisione arriva con un decreto che predispone le 'indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin', firmato dal direttore generale della sanita' veneta, Domenico Mantoan, mentre la Regione attende l'esito del ricorso alla Consulta. A pochi giorni dallo squillo della prima campanella e dalla scadenza fissata all'11 settembre per presentare la documentazione o l'autocertificazione in merito alle dieci vaccinazioni divenute obbligatorie per l'iscrizione a scuola da 0 a 6 anni (per gli altri gradi di scuola, fino ai 16 anni, il termine e' invece fissato al 31 ottobre), si complica dunque il quadro a livello regionale. E se il Veneto opta per la moratoria, la regione Lombardia fa invece 'marcia indietro' e congela la delibera che prevedeva una deroga di 40 giorni dall'inizio della scuola per mettere in regola i bambini iscritti agli asili nido (gli unici di competenza diretta) dal punto di vista delle vaccinazioni. Sull'obbligo vaccinale gia' a partire da questo anno scolastico 2017-18, le ministre dell'Istruzione e della Salute, Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin, hanno pero' piu' volte ribadito di non ammettere proroghe o deroghe, sottolineando l'urgenza di assicurare una uniformita' delle coperture vaccinali nelle scuole. Per facilitare le procedure, la circolare congiunta dei due ministeri dello scorso 1 settembre aveva appunto 'ufficializzato' anche la possibilita' di ricorrere all'autocertificazione.

Il Veneto ha pero' deciso di 'smarcarsi': la scelta della moratoria, in attesa dell'esito del ricorso contro la legge sull'obbligo vaccinale gia' presentato dalla Regione alla Consulta, deriva - informa una nota della Regione - da "incongruenze nella legge Lorenzin che non renderebbero chiari i tempi di applicazione della decadenza dell'iscrizione, evidenziate dai tecnici della Regione Veneto". Al contrario, la Regione Lombardia ha invece annunciato che sta valutando, dopo la nuova circolare del Governo, se approvare o meno l'annunciata delibera sull'applicazione della legge sui Vaccini, valutazione che era prevista nella Giunta che si e' riunita stamane ma che non ha preso una decisione. A chiarire la posizione e' lo stesso presidente Roberto Maroni: "Non voglio lo scontro col Governo - ha detto -. Ho parlato con la ministra Fedeli, ci siamo chiariti. Non c'e' posizione di conflittualita', vogliamo risolvere il problema con la leale collaborazione tra istituzioni". Da parte sua, il ministro Fedeli ribadisce che "tutto il sistema dello Stato ha operato per facilitare l'applicazione della legge, perche' essa ha un valore in se'. Noi - ha sottolineato - abbiamo fatto di tutto per facilitare, informare, coinvolgere, dare anche strumenti concreti, con la circolare congiunta che abbiamo mandato in tutta Italia sulla autocertificazione". L'importante, ha aggiunto, "e' che il genitore sia consapevole della scelta che fa. A me dispiace molto, soprattutto per i bambini, perche' una delle due sanzioni, oltre a quella economica, e' quella che il bambino non puo' frequentare il nido". La tensione resta pero' alta e critiche sono giunte anche da Lega , M5S e Federconsumatori. Intanto, in molte regioni continua la 'corsa' delle famiglie per mettersi in regola in vista dell'avvio dell'anno scolastico, con i centri vaccinali in vari casi presi d'assalto.

L'EX VICEPRESIDENTE DELLA CONSULTA PAOLO MADDALENA: "NORMA DEL GOVERNO ANTICOSTITUZIONALE, E' UN RICATTO AI GENITORI"

Sulla questione è intervenuto anche l'ex vicepresidente della Consulta Paolo Maddalena che ha criticato pesantemente la norma scritta dal governo. "I ricorsi contro i vaccini obbligatori sono da fare", ha detto il magistrato al Fatto Quotidiano. "Bisogna chiedere l’iscrizione all’asilo, ricevere il rifiuto o la mancata risposta e poi impugnare tutto davanti al Tar. Stesso principio per la multa: al termine del procedimento amministrativo previsto dalla circolare, quando si infligge la sanzione, la si può impugnare. Credo ce ne saranno molti. Però mi chiedo: perché intasare i tribunali? Colpa di questa legge che sembra una sorta di ricatto”.

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