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Cronache

di Antonino D'Anna

In Vaticano c'è una lobby gay, ci sono santi ma anche corrotti e c'è da preoccuparsi a proposito di un movimento “restauratore” all'interno della Chiesa. Parola di Sua Santità l'attuale Pontefice, Francesco, secondo quanto avrebbe detto parlando a ruota liberto con alcuni esponenti di rango della Conferenza dei Religiosi Latinoamericani (CLAR). Il resoconto è stato pubblicato in questi giorni dal sito cileno Reflexion y liberacion e ripreso sul suo sito dal vaticanista americano John Thavis. Thavis non è uno qualunque, visto che dagli anni '80 al 2012 ha lavorato per il Catholic News Service all'ombra del Cupolone.

 

 

IL DIALOGO- La conversazione è del 6 giugno scorso, a quanto scrive Thavis, e così riassume i fatti. Quel giorno

in Vaticano il Papa riceve tutto il board di presidenza (così afferma anche il sito conservatore Rorate Coeli) della CLAR (precisamente: Confederazione Latinoamericana e Caraibica dei Religiosi e delle Religiose - Confederación Latinoamericana y Caribeña de Religiosos y Religiosas). La conversazione, riferisce Reflexion y liberacion, dice che si svolge “messi tutti in circolo, tra eguali, come nelle prime comunità fondate da Gesù... in un ambiente di confidenza e semplicità, Francesco invitò i leaders della CLAR a non aver paura di continuare a portare avanti la loro misisone fino ai limiti estremi e le frontiere... 'Coraggio! Avanzate verso nuovi orizzonti! Non abbiate paura di correre rischi andando dai poveri e le nuove categorie che emergono nel continente', ha detto Papa Bergoglio”. Si sta parlando – osserva Thavis – probabilmente della controversia tra il Vaticano e le suore americane progressiste della LCWR di cui Affaritaliani ha scritto più volte, e il Papa commenta, a proposito del rapporto tra la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) e gli ordini religiosi: “Loro faranno errori, faranno confusione, ma passerà! Forse anche a voi arriverà una lettera della CDF, dicendovi che avete detto questo e quello... ma non preoccupatevi. Spiegate quello che avete da spiegare, ma andate avanti... aprite le porti, fate qualcosa qui dove la vita chiama. Preferisco una Chiesa che sbaglia perché fa qualcosa anziché una che si ammala perché di richiude su se stessa...”.

“IN CURIA C'E' UNA LOBBY GAY”- Il Papa parla a ruota libera, e qualcuno tra i presenti evidentemente prende nota. Ecco allora che a Bergoglio viene fatto presente quanto sia difficile “fari carico della Curia Romana, e della Commissione cardinalizia che lo aiuterà. E il Papa risponde: “Sì... è difficile. In Curia ci sono persone sante, lo dico davvero, c'è della gente santa. Ma c'è anche una corrente fatta di corruzione, c'è di certo, è la verità... Si parla di una 'lobby gay', ed è vero, sta qui... bisogna vedere che cosa possiamo fare”. Francesco ammette che la riforma della Curia è un lavoro duro, e che già in Conclave ci sono state richieste da parte di quasi tutti i cardinali perché si procedesse alla riforma: “Anch'io l'ho chiesta. Non posso farla da solo, questi temi di gestione... sono molto impreparato (desorganizado), non sono mai stato bravo in questo. Ma i cardinali della commissione continuano a portarla avanti. Qui c'è Rodriguez Maradiaga, che è latinoamericano e guida i lavori, c'è Errazuriz, sono molto ordinati. Anche quello di Monaco è molto ordinato. Saranno loro a portarla avanti”.

“PREGATE PER ME”- Il Papa appare sereno, ricorda il Paolo VI dei suoi diari privati che si faceva coraggio appena eletto in quel lontano giugno del 1963. E infatti il Papa dice: “Pregate per me... perché sbagli il meno possibile”. E ancora, sulla sua elezione: “Non ho perso la serenità in alcun momento, lo sapete? Questo non è da me, io sono uno che che si preoccupa, s'innervosisce... invece non ho perso la serenità in alcun momento. Questo mi conferma che questo è opera di Dio...”. Anche sul suo stile di vita il nuovo Pontefice è chiaro: “Questi gesti... non sono venuti da me. Non mi sono capitati. Non è che io avevo un piano, né che ne abbia fatto uno dal momento che mi hanno eletto. Lo faccio perché ho sentito che era quello che il Signore desiderava. Però questi gesti non sono miei, c'è un Altro qui... questo mi dà fiducia”. Il Papa ironizza quasi sul suo destino: “Ero appena arrivato con i vestiti, li lavo di notte, e all'improvviso questo... (l'elezione, N.d.R.)! Ma se io non avevo alcuna chance! Guardate che per gli scommettitori di Londra ero al 44° posto, certo è che chi ha scommesso su di me ha guadagnato un mare di soldi, chiaro! Questo non viene da me...”.

(Segue: il Papa ha paura dello gnosticismo e di un certo tipo di religiosità in stile 'New Age'. La regola? "Il Vangelo. I poveri sono il Vangelo". E padre Lombardi non commenta il contenuto della conversazione...)

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