A- A+
Cronache

di Antonino D'Anna

Papi

Perché Papa Francesco non ha deciso di smentire le dichiarazioni pubblicate dalla stampa a proposito della lobby gay in Vaticano? Se tutto questo fosse stato falso, Jorge Mario Bergoglio non avrebbe dovuto fare altro che chiedere al suo portavoce, padre Federico Lombardi, di sbugiardare il contenuto delle rivelazioni. E tutto questo non è accaduto. Per quale motivo? Perché era già tutto scritto. Nel dossier di Vatileaks.

AFFARI: INDAGINE NON AUTORIZZATA- Affaritaliani.it ha condotto un'indagine non autorizzata interrogando non poche persone Oltretevere. E alla fine, mettendo assieme le tessere del mosaico, un quadro si è disegnato. Attenzione: non stiamo dicendo che è andata proprio così. Ma stiamo dicendo che c'è chi, all'ombra del Cupolone, racconta tutto questo. E lo riferiamo ai lettori per offrire un altro punto di vista. Ecco allora che tanti piccoli grandi fatti, apparentemente senza senso e legame se letti singolarmente, insieme possono raccontare una storia. Quella che vi offriamo.

2005: IL PIANTO DI BERGOGLIO- Prima di tutto dobbiamo dire che c'è un legame profondo, quasi intimo, tra Francesco e Benedetto XVI. È da questo punto che parte la nostra storia, dalla mattina del 19 aprile del 2005. Il Conclave che sta cercando il successore di Karol Wojtyla, morto il 2 aprile, è ad un punto di stallo. Di votazione in votazione si sta assistendo ad un testa a testa tra due candidati: da un lato l'Arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, dall'altro il roccioso prefetto uscente della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger. Siamo alla quarta votazione, quella mattina: le schede stanno bruciando nella stufa a segnalare la fumata nera, quando il gesuita erompe in un pianto a dirotto: “Non votatemi, vi prego”, dice ai presenti, precisando che: “Se lo farete e mi eleggerete, io rifiuterò”. I confratelli sbigottiti lo ascoltano, poi fanno la loro scelta: nel pomeriggio di quel 19 l'eletto sarà Ratzinger. Qualche giorno dopo, prendendo congedo dall'allora arciprete di San Pietro, cardinale Francesco Marchisano, è quest'ultima eminenza a profetare: “Mario, se la prossima volta toccherà a te, dovrai accettare”. “È a Francesco che ho pensato quando mi hanno eletto”, dirà poi Bergoglio ai suoi intimi poco dopo l'elezione, la sera del 13 marzo 2013.

 

I VELENI DI VATILEAKS- Nel mezzo, tra il 19 aprile 2005 e il 13 marzo 2013, c'è il papato ratzingeriano. Un papato difficile, spesso duro, costellato di amarezze e avvelenato due volte da scandali gravi. Il primo, nel 2010, è rappresentato dagli abusi sessuali; ma il 2012 è l'anno di Vatileaks, dei corvi in azione sui tetti del Vaticano. È allora che Benedetto XVI decide un giro di vite: poco dopo l'arresto di Paolo Gabriele, il maggiordomo colpevole di aver spifferato documenti riservati alla stampa ed al giornalista Gianluigi Nuzzi, che Ratzinger decide di capirci più a fondo. È da questo che nasce il monumentale rapporto Vatileaks, del quale esistono solo quattro copie, e tutte custodite in appositi caveau. Una copia è quella che viene consegnata a pochi giorni dalle dimissioni di Ratzinger da parte della commissione inquirente composta da tre eminenze di provata fiducia del Papa quasi emerito: sono lo spagnolo Julian Herranz, lo slovacco Jozef Tomko e l'italiano Salvatore De Giorgi. Hanno lavorato bene, i commissari: hanno prodotto un corposo volume e interrogato confratelli e personale vaticano. Anche la Gendarmeria ha condotto le sue indagini in materia. E anche se il dossier non è stato usato nel corso del processo a Gabriele, Affaritaliani può chiarire il perché.

Castel Gandolfo, Papa Franc

CHE COSA DICONO LE CARTE DI RATZI- La monumentale indagine voluta da Ratzinger ed ereditata da Bergoglio ha essenzialmente evidenziato tre cose: 1. Corruzione (anche morale) in alcuni settori della Curia; 2. Carrierismo esagerato da parte di alcuni soggetti, che non avrebbero esitato a usare la minaccia e il ricatto anche a sfondo sessuale pur di ottenere un posto di rilievo; 3. L'esistenza di una lobby gay attiva e operativa, col metodo del ricatto, in Vaticano. È il cardinale De Giorgi, insieme ai suoi colleghi tenuti al segreto pontificio (che comporta la scomunica automatica in caso di violazione, da cui può assolvere solo il Papa in persona), che accenna ai risultati dell'indagine Vatileaks. Si tratta di un lavoro condotto come si vede a 360° e non solo a proposito dell'individuazione dei leaks dall'Appartamento papale. De Giorgi parla nel corso delle Congregazioni generali prima del Conclave che deve trovare un successore a Ratzinger, dimissionario dal 28 febbraio 2013. E allude in qualche modo all'indagine che ha compiuto per conto di Benedetto XVI: l'impressione che ne riportano i cardinali è enorme e sconcerta non pochi. Bergoglio, dicono ad Affari, resta molto turbato. E appena eletto riceve il monumentale rapporto, che adesso starebbe da tre mesi compulsando e analizzando insieme a monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato e uomo della sua massima fiducia. Attualmente il Papa starebbe leggendo e meditando gli interrogatori che De Giorgi, Tomko ed Herranz, con celerità ma anche con accortezza, hanno raccolto nel corso della loro indagine.

(Segue: ecco come il Papa emerito e il suo successore collaborano insieme. Si vedono almeno due volte alla settimana o nei Giardini Vaticani. Ma anche la profezia di Fatima toccherebbe Vatileaks. Ecco quali documenti ha consegnato Ratzinger a Bergoglio...)

Tags:
lobby gayfrancescobenedettovatileaks

in vetrina
Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

i più visti
in evidenza
Il fatto della settimana Toninelli visto dall'artista

Culture

Il fatto della settimana
Toninelli visto dall'artista

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.