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Viareggio/ Marco Ponti ad Affari: "Il trasporto ferroviario non è pericoloso". Ma la Toscana voleva spostare tutto via mare

Il rischio del trasporto ferroviario è nullo". Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, ad Affaritaliani: "Gli incidenti ferroviari gravi sono rarissimi. La ferrovia è un metodo di trasporto molto sicuro. Ma si può valutare anche il trasporto stradale". Ma la regione Toscana già nel 2000 voleva spostare via mare il traffico di Gpl

Martedí 30.06.2009 17:57

L'INTERVISTA

Trasporti/ L'A.d di Ferrovie Moretti ad Affari: "Non ho tempo per rispondere alle accuse. Devo verificare lo stato dei binari"

APPROFONDIMENTI

Viareggio1/ La legge della Toscana

Viareggio2/ Il rischio del trasporto ferroviario

La tragedia di Viareggio, il cui bilancio si fa di ora in ora sempre più drammatico, provocherà nei prossimi giorni un dibattito sui costi civili e ambientali legati al trasporto di sostanze potenzialmente pericolose. Se è vero che nelle ultime ore è emerso che all’origine del grave incidente ci sia una banale (ma tragica) rottura di un carrello che ha portato al deragliamento del treno e quindi alla fuoriuscita di Gpl con la conseguente e devastante esplosione, è altrettanto vero che non è la prima volta che questo accade. Affaritaliani.it ha chiesto a Marco Ponti, docente universitario di economia dei trasporti al politecnico di Mialno, quali posso essere i rischi che si corrono usando le ferrovie e le soluzioni alternative che si possono utilizzare.

Professore Ponti dopo l'incidente a Viareggio c'è un reale rischio di pericolo?
Il rischio trasporto ferroviario è nullo. Basta guardare le statistiche. Consideriamo l'incidente disperso nell'Atlantico, 219 morti e nessuno si sogna di dire che il trasporto aereo è pericoloso. Perché l'unica analisi che si può fare è di tipo statistico. Gli incidenti gravi ferroviari sono rarissimi, non rari. La ferrovia è un metodo di trasporto molto sicuro. Nessuno ha smesso di prendere aerei…


E il piano alternativo proposto dalla Regione Toscana?
Ma per favore, è fantascienza. I treni sono sicuri, in tutto il mondo. Sono un modo di trasporto molto sicuro. Ci vogliono inchieste, l'unico dubbio che si può avere è che forse il trasporto ferroviario non è più sicuro di quello stradale. Un autocisterna grossomodo è meno di metà del carrocisterna ferroviario. Ma l'autocisterna essendo più piccola e non avendo vicini non fa correre nessun rischio. La sicurezza non è cosi forse diversa tra treno e strada. Ci sono molti più incidenti domestici e sulle strade. Ma cosa facciamo smettiamo di andare in giro. L'analisi tecnica può riguardare solo la statistica

Quindi è un'incidente che si può definire normale?
Non è un incidente normale, ma paradossalmente non lo è perché le ferrovie sono sicure, lo dimostrano le statistiche. Non lascia dubbio. Le ferrovie, con il quale sono in conflitto violentissimo con Moretti, sono sicurissime, e  ha speso moltissimo per la sicurezza. Con questo cambierei tantissimo, tranne la sicurezza.
Il fatto che gli diamo 6mld all'anno, e dichiarano di essere in pareggio, dopo i soldi dati dai contribuenti, questo non mi sta bene.  

 

IL PIANO DELLA TOSCANA- Sembra non pensarla allo stesso modo la Regione Toscana, che in attuazione del trasferimento di competenze operato con la legge "Bassanini", è stata la prima regione ad approvare una legge specifica nel settore delle industrie "a rischio di incidente rilevante".  Già nel 2000 era stata adottata la Legge Regionale n. 30 denominata "Nuove norme in materia di attività a rischio incidente rilevante". Ma la regione oltre ad affrontare questioni legate a rischi provocati da stabilimenti industriali, aveva messo a punto anche  una serie di linee di intervento per la mitigazione dei rischi da incidenti, tra cui il potenziamento delle infrastrutture e degli impianti portuali, destinati alla movimentazione di sostanze pericolose (GPL, prodotti chimici e petroliferi).

Era prevista, in sostanza “la creazione di attracchi alternativi a quelli già utilizzati nel canale industriale notoriamente congestionato da un notevole traffico di natanti, adeguando le banchine e predisponendo il collegamento delle stesse, tramite oleodotti e gasdotti, agli impianti sulla terraferma. La realizzazione di una nuova autostrada del mare avrebbe permesso – si legge ancora in un documento della regione - “una sostanziale riduzione dei rischi di incidente connessi con l’attuale situazione che vede la presenza di tubazioni di trasporto del GPL “fuori terra” in un’area (la darsena Toscana) caratterizzata da cospicui traffici veicolari (movimentazione containers) e ferroviari. Altra questione non legata però ai fatti: il carico è partito con tutta probabilità dalla raffineria di Livorno che accoglie diversi depositi di GPL.

Di Floriana Rullo

 



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