"Se tutto fosse accaduto nel pomeriggio adesso saremmo qui a raccontare una catastrofe immane. Nella sciagura bisogna ringraziare Dio". Parola dei vigili del fuoco che, senza sosta, continuano a scavare cercando i superstiti della strage di Viareggio. Quindici i morti tra cui due bambini, 36 i feriti di cui 12 gravissimi, un migliaio le persone evacuate. È il primo bilancio delle tre violente esplosioni e del vasto incendio provocate dalla fuoriuscita di gpl dalle cisterne trasportate da un convoglio merci deragliato vicino alla. Due le palazzine crollate. Centinaia le persone che correvano in strada.
FIAMME ALTISSIME- Dante vive al primo piano dello stabile numero nove. Il fronte della nube di fuoco, trecento metri in tutto, a mezzanotte è arrivato anche da lui. "Mi sono avvicinato alla finestra, ho visto una luce arancione – racconta – stavo per aprirla. Ma mia moglie mi ha gridato di non farlo. Fuori c’erano fiamme altissime, fumo. Sentivo le auto che esplodevano l’una dopo l’altra. Ho aspettato qualche minuto, poi sono sceso in strada".
Federica, studentessa racconta di aver sentito tre esplosioni. La prima più lontana, le altre due in sequenza. "Quando sono scesa in strada il giardino davanti a casa era avvolto dal fuoco – racconta –. Ho visto almeno cinque senza casa che bruciavano. Uno si è salvato perché qualcuno è riuscito a gettarlo a terra e coprirlo con una coperta. Ho visto gente che scavava a mani nude tra le macerie. Si ustionavano, ma continuavano. C’era pericolo di esplosioni, ma loro non si arrendevano. Non si fermavano mai".
"Stiamo cercando due nostre amiche Ilaria e Michela" piange una ragazza che ha passato la notte seduta su un marciapiede ad aspettare notizie. Non rispondono al telefono e abitavano Ilaria e Michela in una delle case incendiate dalle esplosioni lungo la ferrovia.
"Ero in camera da letto - racconta Alessandro, commerciante viareggino che abita vicino alla ferrovia - stavo chiudendo la finestra quando ho sentito lo stridore di una frenata e ho visto che dal treno merci che passava si alzava una nuvola bianca altissima. L'ho capito dopo, era gas e all'improvviso è diventato fuoco, un muro di duecento metri, io sono stato sbalzato indietro, ho sentito almeno tre esplosioni una dopo l'altra".
"SCAVAVO CON LE MANI"- "Non ci ho pensato un secondo sono andato a prenderne la scala e ho scavalcato il muro per soccorrere la gente delle case che si erano incendiate. Ho visto due ragazze già morte sotto le macerie, si sentivano le grida di un ragazzo che aveva una gamba incastrata e che temeva di bruciare. Io versavo dell'acqua su una trave che lo bloccava, ma se non fossero intervenuti subito i vigili del fuoco non si sarebbe salvato".
Nel crollo di una delle abitazioni di via Ponchielli si è salvato un bambino: "Sono stati i cani dell'unità cinofila di Forte dei Marmi a trovarlo - racconta un volontario della Misericordia - era ancora nel suo letto, al primo piano, dietro al muro della stanza il resto della casa era crollato. Era cosciente, ha detto il suo nome, aveva ferite e ustioni in diverse parti del corpo".
"Ho visto quel treno arrivare veloce - racconta un altro testimone - entrare nella stazione e frenare senza riuscire a fermare la corsa. Mandava scintille dalle ruote, poi ad un certo momento dev'essere deragliato perché partivano dei sassi e dopo sono venute le esplosioni. Poi ho visto la gente che urlante scendeva in strada. Era l'inferno"