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Culture
A Milano una bellissima mostra sui Preraffaelliti
John Everett Millais, Ofelia, 1851 52 Olio su tela

Di Chiara Giacobelli

Milano – Quando si entra nella prima sala della mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio”, si comincia a comprendere già qualcosa del movimento artistico che sconvolse l’Inghilterra a metà dell’Ottocento, immergendoci a poco a poco nell’atmosfera dell’epoca. Tuttavia, è solo varcando la soglia della seconda stanza che l’emozione travolge il visitatore, catapultandolo dritto negli scenari e nelle tematiche tipiche del Preraffaellismo: sulla parete di fronte all’ingresso si staglia in tutta la sua bellezza l’Ofelia, opera chiave del movimento firmata dal più talentuoso della cerchia, John Everett Millais. La dama di Shakespeare giace senza vita nell’acqua gelida di un torrente, in un connubio di natura e tragedia, letteratura e realismo, pittura simbolica e dal vero. Ofelia è senza dubbio il capolavoro assoluto dell’intera mostra, sebbene debba fare i conti con altre opere di altrettanta potenza espressiva.

Inaugurata lo scorso giugno a Palazzo Reale di Milano, l’esposizione è stata organizzata grazie a una collaborazione con la Tate di Londra; a occuparsene è stata Carol Jacobi, Curator British Art, con il contributo scientifico di Maria Teresa Benedetti. Per la prima volta è stato dedicato uno spazio ampio e ben strutturato a una corrente artistica che, se nel resto d’Europa è ormai ampiamente conosciuta, in Italia rimane ancora di nicchia, apprezzata soprattutto dagli esperti. Nulla di più sbagliato. I Preraffaelliti hanno in comune con il nostro Paese più di quanto si possa immaginare: basti pensare al nome stesso, che rimanda alla figura di Raffaello e ai cambiamenti da lui apportati in pittura; inoltre, se il movimento in sé fu di breve durata e costituito da pochi membri, i risvolti concettuali, le influenze sull’arte successiva e persino i collegamenti con l’Impressionismo francese o il Risorgimento italiano furono rilevanti.

Chi sono, dunque, i Preraffaelliti? La Confraternita fu fondata da tre personaggi che spaziavano dall’arte alla letteratura, dalla poesia alla filosofia: John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Hunt. Dei tre, impegnati in una sorta di rivoluzione di ideali contro l’accademia e le regole borghesi, Millais era certamente il più dotato, tanto che in seguito fu nominato baronetto e assunse persino il ruolo di Presidente di quella Royal Academy tanto disprezzata in gioventù. Ofelia, l’opera che lascia senza parole per la sua drammatica armonia di amore e dolore, vita e morte, umanità e natura, lo consacrò al successo, ma non sono meno struggenti le figurine delle suore al tramonto impegnate a scavare una fossa in un cimitero inglese ne La valle del riposo. Di Rossetti, leader carismatico e concettuale, sono presenti svariate opere tra le più note, come Beata Beatrix, ispirata alla moglie Lizzie, Monna Vanna, Il sogno di Dante alla morte di Beatrice ed altre, mentre Hunt è rappresentato principalmente da Il risveglio della coscienza e Claudio e Isabella.

Se è vero che soltanto tre furono i membri fondatori della Confraternita, è però altrettanto vero che all’interno del movimento preraffaellita è possibile annoverare un numero ben più ampio di artisti, i quali nel corso degli anni successivi si unirono al ristretto gruppo, o comunque si ispirarono ai loro dipinti per crearne di nuovi, costruendo così un ponte tra l’arte inglese di metà Ottocento e le successive sperimentazioni postmoderne. È proprio tra questi Preraffaelliti della seconda generazione che si annovera un altro grandissimo talento della pittura: John William Waterhouse. Sua è la straziante Lady of Shalott, al cui cospetto centinaia di visitatori si fermano catturati dal dramma che la dolce fanciulla, protagonista di una nota leggenda medievale, sta vivendo al punto da apparire reale. È sempre lui a firmare un’altra delle meraviglie esposte, The Magic Circle, mentre si deve alla mano di Arthur Hughes lo splendido Amore d’aprile.

I diciotto artisti qui esposti sono quindi un tassello fondamentale nella storia dell’arte per svariate ragioni; ecco allora che diventa quanto mai fondamentale conoscerne pensiero e lavoro, approfittando di questa preziosa occasione offertaci dalla Tate di Londra insieme a Palazzo Reale. Per chi poi volesse approfondire, è stata mandata in onda qualche anno fa la fiction Disperatamente romantici, distribuita in Italia da LaEffe. La mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” è aperta tutti i giorni della settimana fino al 6 ottobre.      

 

Per maggiori informazioni: www.palazzorealemilano.it  

  

 

 

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