Così si evolvono le agenzie letterarie in un mercato librario che rallenta e si trasforma... Le interviste

L'INCHIESTA/ Il mercato librario (in crisi) deve fare i conti con lo sviluppo del settore e-book e del self-publishing, e con la tendenza low cost. Tutti i protagonisti della filiera, agenzie letterarie comprese, devono restare al passo con i tempi. Affaritaliani.it ha chiesto a tre influenti agenti italiani, Piergiorgio Nicolazzini, Marco Vigevani e Grandi e Associati (che, tra l'altro, ora è anche editore con il progetto 'Emma books') di raccontare come sta cambiando un mestiere che deve fare anche i conti con il calo degli anticipi. "Lo scenario si annuncia duro, ma non mi risulta che agli autori italiani siano state concesse condizioni faraoniche né che la crisi sia imputabile alle folli richieste di quei bambini viziati degli scrittori o dei loro agenti. Alla Grandi e Associati siamo abituati a fare molti mestieri diversi e stiamo per riproporre i nostri 'Laboratori di lettura creativa per adulti consenzienti'... Il self-publishing? Abbiamo già assistito nella fase di contrattualizzazione diversi autori italiani che si sono autopubblicati in inglese su Amazon e sempre più frequentemente svolgiamo lavori di editing su testi di esordienti che, se anche scelgono di autopubblicarsi, sono ben consapevoli che qualcuno che renda migliori i loro testi ci vorrà sempre. E sui contratti per gli e-book, invece...". Mentre Vigevani (che sta rinnovando il sito) spiega: "Per i nostri autori stiamo cercando nuovi sbocchi su nuovi canali, da internet al cinema, dalle conferenze alle collaborazioni giornalistiche... Forse sono troppo ottimista, ma non proietterei questa fase negativa oltre i limiti della crisi economica... Come agenzia, siamo fin da ora disponibili e pronti a seguire i nostri autori nel self-publishing... La nostra politica è quella di cedere agli editori anche i diritti e-book, a patto che li sfruttino in contemporanea all’uscita del libro cartaceo e con la clausola di revisione dopo 2 anni, per permettere agli autori di seguire l’evoluzione del mercato, che crediamo in futuro remunererà gli autori più di quanto faccia oggi". Nicolazzini: "Da tempo non ci occupiamo solo di opere che sono o diventeranno libri per il mercato italiano, ma anche di progetti articolati che possono avere una destinazione più ampia... Gli e-book? Abbiamo individuato nuovi acquirenti privilegiati (per esempio negoziando, credo primi in Italia, un accordo diretto con Amazon.com per i diritti di traduzione in lingua inglese e per tutto il mondo di importanti proprietà, e sono previsti accordi con altre società a seguire)... Il self-publishing? Può diventare una risorsa poiché è in grado di avvicinare autore e agente, anche in fasi diverse...". LE INTERVISTE

Martedì, 20 marzo 2012 - 10:23:00

di Antonio Prudenzano

 

LA CURIOSITA'

E' in arrivo in libreria per Sperling&Kupfer "Il barone rampicante e altre irresistibili storie da libreria", a cura di Grandi e Associati, una divertente raccolta di gaffe da librerie...

 

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Il mercato librario vive una fase di rallentamento e i protagonisti della filiera sono costretti ad adeguarsi. Anche le agenzie letterarie, dal canto loro, devono fare i conti con la crisi. Affaritaliani.it ha chiesto ai diretti interessati, gli agenti - categoria su cui si è molto scritto negli ultimi anni -, come sta cambiando il loro lavoro alla luce delle trasformazioni in atto nel settore, tra freno delle vendite, tendenza low cost che avanza, lento ma ineluttabile sviluppo del digitale ed evoluzione del self-publishing... Ecco come la pensano Piergiorgio Nicolazzini (PNLA & Associati Srl), Stefano Tettamanti (Grandi e Associati, che risponde 'a sei mani' con  Laura Grandi e Maria Paola Romeo, socie dell'agenzia milanese) e Marco Vigevani (che a fine marzo lancerà il nuovo sito), tre tra i principali agenti italiani.

 

In un'intervista a Repubblica, il numero uno della Mondadori Libri Riccardo Cavallero ha dichiarato: "Se il piano dei ricavi si ridimensionerà è evidente che anche gli anticipi caleranno. Sarà difficile, salvo qualche eccezione, che gli scrittori potranno vivere solo dei loro romanzi. Lo scenario sarà duro per tutti. Vedremo grandi gruppi tradizionali che rischieranno di scomparire". La crisi come sta cambiando il lavoro delle agenzie letterarie?
Nicolazzini: "Non direi che al momento siano intervenuti cambiamenti radicali nel nostro lavoro, soprattutto perché strutturalmente siamo abituati ad anticipare le situazioni, o almeno cerchiamo di farlo, siano esse di crisi o di crescita. Infatti la realtà di un’agenzia letteraria è più flessibile e dinamica rispetto a quella degli editori e favorisce il confronto su contenuti, autori e clienti diversi, con interlocutori editoriali italiani ma spesso anche internazionali. Da tempo non ci occupiamo solo di opere che sono o diventeranno libri per il mercato italiano, ma anche di progetti articolati che possono avere una destinazione più ampia, per il cinema o per la televisione, proponibili all’estero ancor prima che in Italia”.
Grandi e Associati: "Non sono mai stati tanti, per lo meno in Italia, gli scrittori che abbiano vissuto solo dei loro romanzi. E la nostra agenzia non si è mai distinta per una politica degli anticipi aggressiva dalla quale dover recedere con la coda fra le gambe. Certo, lo scenario dei prossimi anni si annuncia duro per tutti, ma non mi risulta che agli autori italiani nel recente passato siano state concesse condizioni faraoniche né che la crisi sia imputabile alle folli richieste di quei bambini viziati degli scrittori o dei loro agenti, anzi, se c'è una categoria matura e responsabile nella filiera del libro, è quella degli autori, i primi a essere consapevoli che se i loro libri vendono guadagnano, altrimenti no. Per quanto riguarda il modo specifico in cui alla G&A affrontiamo i profondi cambiamenti che si annunciano, ci ispiriamo a una vecchia massima del presidente Mao: 'Grande è la confusione sotto il cielo: le cose non potrebbero andare meglio...'. A parte gli scherzi, siamo abituati da sempre a fare molti mestieri diversi, abbiamo competenze a vasto raggio, siamo agili e adattabili, moltiplichiamo i servizi che offriamo, impariamo, con i nostri autori, a rinnovarci, troviamo nuovi spazi e nuovi modi di intendere il mestiere di agente letterario, stiamo per riproporre i nostri 'Laboratori di lettura creativa per adulti consenzienti', convinti che l'esperienza che in questi periodi vada difesa, promossa e valorizzata prima di ogni altra sia quella del leggere, esperienza formativa, creativa e autosufficiente, e che si sta disimparando, nessuno ormai si accontenta più di fare il semplice lettore... Insomma, siamo come Muhammed Alì dei tempi d'oro, leggeri come farfalle e pungenti come api...”
Vigevani: "In periodi di crisi, si potrebbe pensare che la strategia giusta sia quella di concentrarsi sui valori già noti, su quello che va da solo, come si usa dire. La nostra agenzia invece fa esattamente il contrario -  e penso che anche gli editori dovrebbero fare lo stesso: abbiamo da un lato intensificato il lavoro di ricerca e selezione di nuovi autori, un lavoro che richiede molto tempo e molta fatica, ma che alla fine è il vero investimento per il futuro e dall’altro stiamo potenziando i nostri autori di riferimento, cercando per loro nuovi sbocchi su nuovi canali, da internet al cinema, dalle conferenze alle collaborazioni giornalistiche. Anche se nell’ultimo anno le vendite sono mediamente calate in maniera brusca, direi che noi resistiamo bene, anche perché ci sono molti autori interessanti in giro e molti di loro ancora senza un agente".

 

In questa fase prevale il low cost, e il rischio, in prospettiva, è che il giro d'affari complessivo si riduca. Se gli anticipi medi diminuiranno, anche gli agenti guadagneranno meno: le stesse agenzie si ridimensioneranno?
Nicolazzini: "La tendenza verso il low cost mi sembra indubbia, ma la portata e l’incidenza del fenomeno sul medio e lungo periodo è ancora da valutare. Se da una parte si possono ipotizzare margini più ridotti per editori, autori, agenti, ecc., dall’altra sono certo che potranno crescere gli spazi e le opportunità per chi saprà proporre un’offerta diversificata e mirata a un mercato in cambiamento. Penso che la reazione più sana alla crisi di cui si parla sia una gestione intelligente delle risorse, ma non solo in vista di un mantenimento virtuoso, quanto di una rinnovata sfida verso la produzione di idee e contenuti in grado di aumentare la qualità e la quantità delle proprietà che siamo chiamati a gestire. Ciò significa potenziare ulteriormente l’impegno e implementare i risultati sui mercati stranieri, per esempio, che è sempre stato un elemento fondante in grado di caratterizzare il lavoro della nostra agenzia, nonché lavorare sul fronte dei diritti cinematografici, televisivi e di altri media, non solo nella cessione di diritti di proprietà letterarie preesistenti, ma anche nel tentativo di creare nuove opportunità di lavoro creativo e professionale per i nostri autori (e anche di maggior supporto promozionale alla loro attività), o per sviluppare nuovi progetti, anche in partnership, soprattutto nel mondo digitale".
Grandi e Associati: "Non mi pare che qui da noi le agenzie letterarie soffrano di gigantismo, né che ci siano posizioni di rendita che possano entrare in crisi, anzi, siamo tutte strutture piccole in cui la totale dedizione di titolari e collaboratori a un lavoro che amiamo è già un premio gratificante. E poi, ripeto, non si vive di soli anticipi. In un contratto editoriale di svariate pagine la voce dell'anticipo occupa una riga, e non è neppure la più importante".
Vigevani: "Non credo che ci sia questo rischio: tutte le agenzie letterarie italiane hanno una struttura leggera o leggerissima. Certo,  se la crisi in libreria dovesse continuare a lungo, anche le agenzie dovranno ridurre i costi: già ora, non solo in Italia ma nel mondo, è calata la partecipazione alle fiere del libro, che costituiscono una spesa viva che in molti casi si può evitare o ridurre, senza che questo incida sul giro d’affari. Comunque – forse sono troppo ottimista – ma non proietterei questa fase negativa oltre i limiti della crisi economica: ovvero penso che la ripresa dei consumi, quando arriverà, toccherà anche i libri. Per quanto riguarda il low cost, la sfida non dev’essere a chi fa il prezzo più basso – giacchè altrimenti ci si va tutti a schiantare - ma a chi dà più qualità (di testo, di editing, di traduzione, di carta, di legatura, di grafica...) a un prezzo ragionevole. La crisi, insomma, chiede a tutti, agenti, editori, librai uno sforzo verso la qualità".

 

Nel frattempo, il mercato degli e-book inizia (lentamente) a crescere anche in Italia: la sua agenzia come ha scelto di muoversi in relazione ai contratti legati agli e-book?
Nicolazzini: "In questo campo siamo realmente chiamati a dare il massimo sforzo, sia per tutelare al meglio il diritto nel campo del digitale e gli sfruttamenti che ne derivano, quindi negoziando standard virtuosi per i nostri autori ma rispettosi per gli investimenti degli editori, nel tentativo di garantire e favorire comunque un trend di crescita, ma soprattutto per allargare gli orizzonti della nostra attività. Da questo punto di vista l’impegno per giocare d’anticipo si rivela essenziale e credo perfettamente congeniale all’attività di un’agenzia. Nel nostro caso si concretizza da un lato con l’individuazione di nuovi acquirenti privilegiati (per esempio negoziando, credo primi in Italia, un accordo diretto con Amazon.com per i diritti di traduzione in lingua inglese e per tutto il mondo di importanti proprietà, e sono previsti accordi con altre società a seguire), dall’altro con la fiducia nello sfruttamento in proprio di alcune proprietà attraverso la prossima creazione di un imprint digitale, come altri colleghi stranieri hanno saputo avviare proficuamente. Se l’operazione viene condotta con occhio attento e mirato a offrire opportunità editoriali non altrimenti disponibili (penso soprattutto a proprietà di catalogo per varie ragioni sottovalutate o non valorizzate dall’editoria tradizionale), può favorire ulteriormente la crescita e la diversificazione del mercato".
Grandi e Associati: "Quella degli e-book può essere vista come una cupa minaccia o come un'opportunità. Noi preferiamo la seconda e, quando ci siano stati richiesti, abbiamo ceduto i diritti di pubblicazione in digitale, a condizioni che ci paiono eque, agli editori che detenevano i diritti di sfruttamento in cartaceo. D'accordo con gli editori abbiamo fatto contratti brevi, pronti a rinegoziarli quando le dimensioni e le caratteristiche di questo nuovo mercato saranno più chiare per tutti. E a proposito di opportunità e duttilità di comportamenti, proprio nel digitale abbiamo cominciato a sperimentare un nuovo ruolo per l'agenzia, quello dell'editore, dando vita, insieme a Bookrepublic, a 'Emma books' (www.emmabooks.com), casa editrice nativa digitale interamente dedicata alla narrativa al femminile e alla women's fiction".
Vigevani: "La nostra politica è quella di cedere agli editori – alle migliori condizioni di mercato che abbiamo contribuito insieme con altri agenti a creare – anche i diritti e-book, a patto che li sfruttino subito, in contemporanea all’uscita del libro cartaceo e con la clausola di revisione dopo 2 anni, per permettere agli autori di seguire l’evoluzione del mercato, che crediamo in futuro remunererà gli autori più di quanto faccia oggi".

 

Sullo sfondo c'è anche l'avanzata del self-publishing: da agente "tradizionale", come si comporterà, e rapporterà, con questo nuovo tipo di autore, che probabilmente a un certo punto sentirà il bisogno di rivolgersi a un'agenzia? Oppure pensa che nasceranno agenzie letterarie specializzate?
Nicolazzini: "Il self-publishing può diventare una risorsa poiché è in grado di avvicinare autore e agente, anche in fasi diverse: sia quella iniziale dove l’autore trova un diverso canale per ottenere visibilità rispetto al semplice invio in esame del testo (oggi accade con frequenza maggiore che lo scouting avvenga anche con questa modalità, soprattutto nei mercati anglosassoni, spesso dopo che l’iter di auto-pubblicazione e auto-promozione ha prodotto risultati di un certo rilievo), sia quella successiva in cui chi scrive desidera stabilire un rapporto professionale e trovare il miglior supporto per una piena crescita autoriale e commerciale. Non dimentichiamo che agente e autore stabiliscono un rapporto fiduciario, lavorano dalla stessa parte per raggiungere un obiettivo comune, e a maggior ragione l’agente può affiancare ancora più efficacemente l’autore in tutte le fasi della vita del libro, dalla sua ideazione, creazione e sviluppo, fino a quella della promozione. D’altro canto, il self-publishing non potrà prescindere da una componente 'editoriale': se rischia di entrare in crisi un certo modello di editoria in grado di esercitare un controllo pressoché assoluto sulla produzione del libro, difficilmente potrà essere scardinato quel processo basilare e inevitabile di valutazione e giudizio, di lavoro sul testo e su tutti gli altri aspetti che incidono sulla qualità di un’opera rivolta a un pubblico potenziale di lettori".
Grandi e Associati: "Non siamo agenti tradizionali, siamo agenti, quindi per definizione non tradizionali, se per tradizionali si intende bloccati, ripetitivi. Come dicevo prima siamo aperti a ogni nuova sollecitazione. Ad esempio abbiamo già assistito nella fase di contrattualizzazione e del marketig on line diversi autori italiani che si sono autopubblicati in inglese su Amazon e sempre più frequentemente svolgiamo lavori di editing su testi di esordienti che, se anche scelgono di autopubblicarsi e di non rivolgersi all'editoria (quella sì) tradizionale, sono ben consapevoli che qualcuno che renda migliori i loro testi ci vorrà sempre".
Vigevani: "Il self-publishing non è per tutti e non credo lo sarà mai: richiede una fama già stabilita o una capacità di autopromuoversi sull’immenso e indifferenziato mercato online che non tutti gli autori possono o vogliono avere. Come agenzia, siamo fin da ora disponibili e  pronti a seguire i nostri autori nel self-publishing  e perciò non credo che si senta il bisogno di nuove agenzie ad hoc".

 




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