Alain Elkann racconta "Nonna Carla" ad Affaritaliani.it: "L'autobiografismo? Il rifugio nel privato di noi scrittori è una reazione a questi anni difficili"

Venerdì, 15 gennaio 2010 - 15:44:00

ORA GLI INTELLETTUALI (MA NON SOLO) SI GUARDANO DENTRO...

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di Antonio Prudenzano

"Nonna Carla" è uno dei libri più autobiografici di Alain Elkann. Non potrebbe essere altrimenti: è un diario. Nell'intenso volume appena portato in libreria da Bompiani, lo scrittore raccoglie le pagine a matita scritte nei mesi della malattia della madre, Carla Ovazza, colpita da un ictus nell'aprile del 2000 e venuta a mancare nel giugno dello stesso anno. Affaritaliani.it ha sentito telefonicamente il noto autore tra gli altri, dell'altrettanto intimo "Il padre francese", per farsi raccontare i motivi che l'hanno spinto a (ri)mettersi a nudo con tale forza emotiva.

Alain Elkann
Alain Elkann

Elkann, lei ha aspettato quasi dieci anni prima di pubblicare questo diario. Quando ha deciso che le sanguinanti pagine in questione sarebbero diventate un libro?
"So che in Italia si è sempre alla ricerca dei dietrologismi. La verità è che a 10 anni dalla morte della mamma in famiglia si è sentito il bisogno di ricordarla in qualche modo. Negli stessi giorni, per caso, riordinando dei vecchi cassetti ho trovato le pagine di diario di quei giorni. E' stato un segno, un momento simbolico. Ho pensato fosse giusto farne un libro. D'altronde per uno scrittore il modo migliore per ricordare una persona che ha significato tanto per la propria vita è scriverne".

Il risultato, inevitabilmente, è fortemente autobiografico...
"Nonna Carla è sì un testo molto personale, in quanto racconta come una famiglia, la mia, ha vissuto giorno per giorno l'agonia di una figura così centrale come mia madre, ma è allo stesso tempo un libro universale, in cui tutti possono riconoscersi. E' un discorso privato che diventa pubblico. Anche i diari, infatti, come i romanzi, le novelle e le interviste che scrivo, ineluttabilmente diventano pubblici. Per uno scrittore serio non può non essere così".

Tiene sempre un diario, o lo ha fatto solo durante i giorni della malattia di "nonna Carla"?
"Tengo da sempre un diario. I miei cassetti ne sono pieni".

Berselli, Lerner, Scarpa. Adesso lei. In pochi mesi (come raccontato nello speciale di Affaritaliani.it, vedi box a destra, ndr) tanti importanti intellettuali hanno pubblicato libri 'violentemente' autobiografici. E' solo un caso che questi testi siano usciti a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro?
"L'autobiografismo è da sempre uno dei filoni della letteratura. L'io e la stessa famiglia sono la base di grandissimi romanzi di ieri e di oggi. Ma può darsi che, in un momento storico di scontento generale come quello che stiamo vivendo in Italia, un Paese pieno di problemi, alcuni scrittori tendano a rifugiarsi in quei fatti privati che, attraverso la mediazione della letteratura, diventano universali".

alain elkann nonna carla libri

Intervistato da Affaritaliani.it anche a questo proposito, allargando il discorso il filosofo Duccio Demetrio ha dichiarato: "La scrittura autobiografica è un mezzo e un metodo insostituibile per la valorizzazione di se stessi". Aggiungendo sul 'ritorno' della famiglia nella letteratura in particolare: "La famiglia è la sede dell'identità. E' una continua casa di cura. Tenendola viva, teniamo vivi noi stessi. Travolti dal presente e dalla sua mobilità frenetica spesso sentiamo la nostra vita sfuggire. Farla diventare un libro permette di ritrovare se stessi: è una reazione e dà conforto".  Condivide?
"In tutte le frasi ci sono cose vere e altre false. Di sicuro per me scrivere questo libro è stato un esercizio importante. Mi ha dato la possibilità di riflettere su mia madre, sul nostro rapporto. Mi ha costretto a ripensarlo. Come in tutte le storie d'amore, comprese quelle tra madre e figlio, anche in quella tra me e la mia ci sono stati alti e bassi... E poi, rileggere e rivedere il diario di quei giorni in vista della pubblicazione, è stato anche un modo per superare il mio senso di colpa nei suoi confronti. Le racconto un aneddoto: stamattina mi ha telefonato un amico d'infanzia da Atene, piangeva mentre mi parlava di quanto l'ha colpito Nonna Carla. E' la dimostrazione che si tratta di un libro sincero".

Con quali altre ferite del suo passato di figlio, uomo e padre vorrebbe confrontarsi in uno dei prossimi libri?
"La vita non è programmabile, per uno scrittore soprattutto. In autunno pubblicherò un nuovo romanzo. Non voglio anticipare il tema, ma di sicuro partirò ancora una volta da un tema individuale per poi allargare il discorso. ". 

 

 

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