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Culture
Aldo Moro, il sequestro nel libro "Tutto così in fretta" di Paolo Mastri

Di Dom Serafini
 
L'affare del secolo e il caso Moro: i 55 giorni di Pescara. Ecco la sinossi del libro "Tutto cosí in fretta", il primo romanzo ora in libreria, di Paolo Mastri.
            Mastri é capo della redazione di Pescara de “Il Messaggero”, scrittore, autore e conduttore di programmi televisivi, da oltre 30 anni si occupa dei principali fatti della cronaca giudiziaria, economica e politica dell’Abruzzo.
            Il 56-enne autore aquilano esordisce nella narrativa con un romanzo dal ritmo serrato ambientato nella Pescara di fine anni Settanta, pubblicato dalla casa editrice pescarese Ianieri Edizioni (196 pagine, 14 euro).
            Mancano meno di otto ore al rapimento di Aldo Moro e all’uccisione dei cinque uomini della sua scorta il 16 marzo del 1978, quando il sostituto procuratore della Repubblica, Massimiliano Prati viene ucciso a Pescara sotto casa dell’amante Silvana Di Labio, vedova del costruttore più in vista della città. Testimone oculare del delitto è Roberto Tintori, il sarto della Pescara bene, da due mesi ingaggiato come informatore del Sisde sotto la pressione di un ricatto. Sul caso indaga il capitano Luise, il capo centro del servizio segreto interno, fino a quel momento alle prese con le indagini su un misterioso assalto all’armeria della Polizia ferroviaria (Polfer) di Pescara, dietro il quale si intuisce l’ombra di Riccardo Venturi, l’imprendibile terrorista nero implicato nella stagione delle stragi sui treni, custode del bottino della rapina di una banca di Parigi, che nel romanzo viene definita la rapina del secolo.
            Il filo invisibile che lega gli avvenimenti di quel marzo 1978 arriva fino al grave peccato della città protagonista del più formidabile miracolo economico del dopoguerra e all’ultimo dei suoi segreti: un ricchissimo affare, forse il più ricco di tutti, che sta prendendo forma all’ombra di un patto folle in grado di minare la sicurezza nazionale più di terrorismo e trame golpiste.
           

Paolo Mastri ape
 

La verità nascosta in quattro cassette di sicurezza sembra essere a un passo, ma, nei  55giorni seguenti, fino a quel tragico 9 maggio quando Moro viene assassinato, l’impazzimento politico e istituzionale provocato dai registi occulti del caso Moro ostacola il lavoro del capitano Luise.
            In “Tutto così in fretta” la storia di Pescara nel suo pieno boom economico e la storia politica della Nazione si intrecciano, tra trame occulte e dietrologie degli anni di piombo, tra finzione narrativa e strategia del terrore. Mastri, attingendo dai documenti della commissione bicamerale d’inchiesta sul rapimento e l’omicidio di Moro, si confronta con quei 55 giorni che cambiarono la storia d’Italia.
            Da Pescara, l'autore ci fa sapere che il delitto Prati è collocato a Pescara nella finzione letteraria, anche se ha tratti di verosimiglianza con un delitto eccellente realmente avvenuto (il delitto Fabrizi) e tuttora irrisolto. L'assalto all'armeria della Polfer fu realmente sventato a Pescara da un intervento del Sisde e doveva in effetti rappresentare una sorta di esame di maturità dell'ala emergente della criminalità cittadina del tempo, ovviamente i suoi protagonisti letterari sono immaginari. La rapina del secolo immaginata nel romanzo avviene in una banca di Parigi ad opera di un immaginario terrorista nero, Riccardo Venturi, e ha tratti di verosimiglianza con il colpo messo a segno dal terrorista nero Valerio Viccei (che ha a lungo bazzicato tra Ascoli Piceno e Pescara), al Knightsbridge Deposit Centre di Londra. In sostanza la trama del romanzo ripercorre con libertà letteraria alcuni dei misteri criminali pescaresi, collocandoli nei 55 giorni del caso Moro, che invece sono ricostruiti con assoluta fedeltà, per comporre lo scenario di insieme di un'Italia paralizzata dall'assalto terroristico e dal precario equilibrio interno.
            Per “Il Messaggero”, Mastri ha firmato inchieste sugli intrecci tra politica e affari e sugli interessi della grande criminalità, dal narcotraffico all’eco-business, al riciclaggio di denaro nell’economia pulita: ha collaborato con “La Stampa” e la Rai. Mastri ha già pubblicato “3.32 L'Aquila - Gli allarmi inascoltati” e “Il Quinto Abruzzo”, e ha ricevuto i premi Polidoro e il Premio Monte Strega.
 

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aldo moropaolo mastri

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