Aldo Nove ad Affaritaliani.it: "Anche nell'editoria c'è pornografia..."

IL PERSONAGGIO/ "Oggi, mancando i parametri ideologici, non ci sono più critici letterari che possano rappresentare dei punti di riferimento. Cosa c'entra tutto ciò con l'oscenità e la pornografia? C'entra perché se non ci sono più ideologie resta solo l'ego, anche nella cultura, e quindi rimane solo il piacere per sé, e questo è proprio l'immaginario tipico della pornografia". Aldo Nove, in occasione dell'uscita per Einaudi Stile Libero de "La vita oscena", una spietata autobiografia in forma di romanzo, si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it: "Sul tema della cocaina il libro è autobiografico. Ma dagli sbagli si impara. Con la cocaina, 'la droga dell'adeguamento', ho finito da decenni. In futuro non cadrò più nell'errore". E aggiunge: "Grazie a questo romanzo ho acquisito gli elementi per rapportarmi all’autobiografia e in generale alla biografia. Non a caso adesso sto lavorando a quella di Arnaldo Pomodoro, che sto scrivendo a quattro mani con l'artista e che dovrebbe uscire per Feltrinelli". E rivela: "Sono pigro, ma ho anche dei pregi: come la capacità di ascoltare gli altri e l'attitudine di parlare agli altri non con la volontà di imporre verità che non ho...". E sulla poesia...

Giovedì, 25 novembre 2010 - 18:14:00

IL NUOVO LIBRO
DI ALDO NOVE,
"LA VITA OSCENA"

aldo nove einaudi
La copertina

IL LIBRO - Un bambino osserva il mondo degli adulti con la sua voce tersa e visionaria. Il padre che guida velocissimo cantando jingle di Carosello, ma da quando la moglie si è ammalata spesso ferma l'auto di colpo e «fa la faccia della morte». La madre che era una hippy ma da quando ha perso i capelli usa parrucche che la fanno sembrare un'astronauta. Rimasto solo, ormai adolescente, il protagonista sprofonda nell'alcol e negli psicofarmaci finché non manda a fuoco la casa. E comincia la sua iniziazione all'abisso, dove droga e irrefrenabile desiderio sessuale ricalcano il meccanismo dell'attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze...

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di Antonio Prudenzano

aldo nove

Da "Woobinda", il suo esordio (per Castelvecchi) datato 1996 a "La vita   oscena", l'ultimo romanzo appena uscito per Einaudi Stile Libero, Aldo Nove (pseudonimo di Antonio Centanin) ha fatto parecchia strada, non solo come  scrittore e poeta, ma soprattutto come uomo. Per il 43enne ex "cannibale" è   così arrivato il momento di fare i conti con i propri fantasmi anche  attraverso  la pubblicazione di una spietata autobiografia in forma di  romanzo.

"La vita oscena" è un continuo fare i conti con i lati oscuri del suo  passato.  Scrivere questo libro l'ha aiutata a liberarsene?
"Il lavoro che si fa su se stessi non finisce mai. Certo, questo romanzo rappresenta una tappa importante nel mio percorso, e mi ha anche aiutato a vincere la fascinazione per il male. Ma coi propri fantasmi ci si confronta per tutta la  vita, e qualche volta purtroppo ritornano…".

Ma adesso riesce a guardare al futuro con speranza?
"In realtà in questo momento sono abbastanza pessimista per la situazione sociale e politica che ho intorno".

Il suo nuovo libro è un sofferto esperimento di autofiction: quanto tempo ha  impiegato per scriverlo? Ci sono stati momenti in cui voleva smettere?
"A questo romanzo ho pensato per una ventina d'anni e poi l'ho scritto in un mese e mezzo. Non ho mai interrotto la stesura, perché scrivere 'La vita oscena' è ben presto diventato un corpo a corpo con l'esperienza e con il  linguaggio. Una volta presa la decisione di immergermi, non potevo più   fermarmi".

Nel romanzo il protagonista fa uso di cocaina. Anche lei in passato ha avuto a che fare con quella che ha definito la droga "dell'adeguamento"...
"Da questo punto di vista il romanzo è autobiografico. Dagli sbagli si impara.
Con la cocaina ho finito da decenni. In futuro non cadrò più nell'errore".

A Repubblica ha dichiarato che "il mondo, oggi, è completamente pornograficizzato", aggiungendo: "A me sembra che l'oscenità, oggi, sia il non saper dare confini alle cose". Anche nell'editoria italiana dominano l'oscenità  e la pornografia?
"Si dice che non ci siano più le ideologie. In realtà n'è rimasta una, l'autoaffermazione personale. Non si riesce più a prescindere dall'ego e nessuno si preoccupa più del bene comune. Venendo all'editoria in particolare, oggi, mancando i parametri  ideologici, non ci sono più critici letterari che possano rappresentare dei punti di riferimento. Cosa c'entra tutto ciò con l'oscenità e la pornografia? C'entra perché se non ci sono più ideologie resta solo l'ego, anche nella cultura, e quindi rimane solo il piacere per sé, e questo è proprio l'immaginario tipico della pornografia".

Dopo un libro come "La vita oscena", adesso a cosa sta lavorando?
"Grazie a questo romanzo ho acquisito gli elementi per rapportarmi all’autobiografia e in generale alla biografia. Non a caso adesso sto lavorando a quella di Arnaldo Pomodoro, che sto scrivendo a quattro mani con l'artista e che dovrebbe uscire per Feltrinelli. Abbiamo scoperto una forte sintonia tra noi, nonostante la distanza generazionale".

aldo nove
L'ultima raccolta
di poesie di Aldo Nove
Lei pubblica anche raccolte di poesie. Se la definiscono "poeta" come la prende?
"Nel 2010 è una definizione a suo modo oscena. Devono passare decenni dalla pubblicazione di un’opera per definire qualcuno un vero poeta, ed è giusto sia così. A quel punto questo qualcuno ormai sarà morto".

Per chiudere, Aldo Nove uomo oggi: pregi e difetti.
"Prima il difetto principale: la pigrizia. Quanto ai pregi, la capacità di ascoltare gli altri e l'attitudine di parlare agli altri non con la volontà di imporre verità che non ho".

 

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