Baricco ad Affaritaliani.it: "Davide Longo sarà lo scrittore italiano di domani..."

IL PERSONAGGIO/ "Sedici anni fa, fondando la Holden, abbiamo previsto l'importanza della narrazione. Allora era poco di moda, oggi se ne abusa. Ora il nostro compito è capire come si evolverà...". Alessandro Baricco, lo scrittore italiano che più divide pubblico e critica, parla con Affaritaliani.it del futuro della prestigiosa "scuola di narrazione": "Vogliamo ampliare e digitalizzare la Holden". Ma non solo: "Sto lavorando a un nuovo libro...". Sull'e-book: "Non ucciderà il libro cartaceo, lo affiancherà". E aggiunge: "Lo scrittore italiano contemporaneo che verrà ricordato tra un secolo? Più semplice dire chi sarà l'emergente di cui parleremo tra dieci anni: io punto su Davide Longo...". L'INTERVISTA (LUI NE CONCEDE POCHE...) A TUTTO CAMPO

Martedì, 11 maggio 2010 - 15:46:00

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di Antonio Prudenzano

alessandro baricco
Alessandro Baricco

Alessandro Baricco, lo scrittore italiano che più divide pubblico e critica, nel 1994 ha fondato a Torino la prestigiosa Scuola Holden ponendosi l'obiettivo di insegnare a narrare ai suoi giovani allievi. "Siamo convinti che un romanziere,  uno sceneggiatore, un giornalista  o un inventore di videogiochi, siano,  prima di tutto, narratori.  E lo stesso vale per un autore di teatro  o un disegnatore di fumetti. Vengono tutti dalla stessa terra: la terra della narrazione. Così cerchiamo di insegnare ai giovani a conoscere quella terra", questo il motto iniziale...

Baricco, sono passati ormai 16 anni da allora. Se la sente di fare un bilancio?
"Quando abbiamo aperto la Scuola quella della narrazione era una categoria poco popolare. Oggi possiamo affermare che nel 1994 abbiamo avuto l'intuizione giusta. La narrazione è infatti diventata centrale praticamente in tutti gli ambiti, politica compresa. Offrendo ai nostri ragazzi questa formazione molto mirata sulla componente narrativa riusciamo quindi a garantire chance in più agli allievi. Ora si tratta di capire che evoluzione prendere la categoria della narrazione. In questo momento tutti ne abusano. Il compito della Holden è capire, anche in questo caso in anticipo, come si evolverà lo storytelling nei prossimi anni. Bisogna quindi evitare di fare della narrazione un totem. Al contrario essa va studiata sempre in modo molto critico, mai superficiale". 

scuola holden baricco logo
Il logo della Holden

Guardiamo al futuro: è vero che intendete virare l'insegnamento verso l'area del cinema?
"Non proprio. Stiamo studiando la possibilità di ampliare la Scuola, e ampliare significa anche dare una preparazione maggiore su alcuni ambiti e lasciare che poi i ragazzi scelgano di approfondire quello che preferiscono. In questo senso pensiamo di offrire anche una maggiore preparazione a chi sogna di lavorare nel cinema. Ma ciò non significa che le altre aree verranno trascurate, anzi".

libri emmaus alessandro baricco
L'ultimo romanzo di Baricco
Le classi verranno ampliate?
"Oggi nel corso principale c'è posto solo per trenta ragazzi... Puntiamo ad ampliare i numeri d'ingresso, ma lo faremo solo se riusciremo a garantire il rapporto allievo-maestro che c'è oggi. Per noi è fondamentale il rapporto personale, caratteristica che ha fatto la fortuna della Holden".

Digitalizzazione e virtualizzazione: come si muove la Holden su questo versante?
"La Scuola sarà sempre più digitale. E' un processo inevitabile. Già oggi ai ragazzi viene naturale, ma dovranno abituarsi sempre di più ad imparare attraverso il computer e non solo attraverso la presenza fisica degli insegnanti. Più in generale, la rivoluzione digitale ha aperto nuove prospettive che non esistevano quando abbiamo aperto la Holden. I prodotti narrativi diventano sempre più interattivi: è questa infatti la principale direttiva di sviluppo dei prodotti di narrazione".

Qual è il suo rapporto personale con internet e l'universo digitale?
"Non sono un 'nativo' e alla mia età è ormai difficile imparare a pensare in termini digitali...".

Le piacerebbe dare alla sua Scuola un respiro più internazionale?
"Sì, sarebbe bello. Naturalmente per certi insegnamenti il limite della lingua resta immane. Si tratta di vincoli oggettivi. E' possibile che alcune sezioni della Scuola possano svilupparsi in inglese, ma per altre è impossibile. E' più semplice fare un'altra Holden in un altro punto del pianeta...".

Quale ospite non è riuscito portare alla Holden?
"In questi anni ho avverato tanti sogni, ma non quello di ospitare Kurt Vonnegut, per me uno dei più grandi nomi della letteratura di sempre. Apprezzavo la sua interpretazione ironica del mestiere di scrittore".

La Holden è stata a sua volta una "scuola" per lo scrittore Baricco?
"Mi ha portato a essere più consapevole delle cose che faccio e di ciò in cui credo, perché nello sforzo di comunicare qualcosa questa ti si chiarisce. E non escludo che molte cose che ho respirato stando con i miei allievi abbiano poi prodotto degli effetti nel mio modo di scrivere".

Oggi nell'editoria libraria italiana sono di moda gli esordienti. La Holden ha anticipato e forse in parte anche causato questo fenomeno?
"Quando ho iniziato a pubblicare c'era molto meno interesse per i debutti. Oggi ce n'è fin troppo. Comunque mi sembra un passo avanti. Anche sotto la spinta delle scuole, Holden compresa, si è ampliato il movimento di quelli che pubblicano. E' un fenomeno sicuramente positivo, tanto poi ci pensa il mercato a selezionare".

A che punto è "Quindici", la collana destinata agli esordienti che cura per Fandango?
"La collana c'è ancora. All'inizio ci siamo detti chiaramente che avremmo pubblicato un libro solo quando saremmo stati davvero convinti. Sono già usciti i primi cinque titoli e altri due ne arriveranno a breve, ma senza fretta e senza scadenze precise. Il problema poi è riuscire a far leggere questi testi. Per questo da poco sono disponibili gratuitamente in rete".

davide longo
Davide Longo
(Affaritaliani.it
è stato il primo
quotidiano -
cartacei compresi
-
a recensiore in anteprima
il suo ultimo libro,
'L'uomo verticale'
- edito da Fandango -
pubblicando anche
un lungo estratto
in esclusiva:
LEGGI QUI)

Baricco escluso, quali scrittori italiani contemporanei verranno ricordati tra un secolo?
"Gli italiani saranno pochi... La storia la fanno i vincitori e oggi domina la letteratura anglosassone. Sarebbe stato più semplice rispondere a questa domanda nel 1850... Le posso dire di chi parleremo tra dieci anni se vuole, e non a caso faccio il nome di Davide Longo, che tra gli emergenti mi pare il più interessante". 
Che idea si è fatta degli e-book?
"Nessuno sa dire in che proporzioni il fenomeno si propagherà. Ed è difficile prevedere anche come modificherà le abitudini dei lettori. Gli e-book sicuramente cambieranno la civiltà del libro, ma non uccideranno i libri cartacei. Sono d'accordo con chi ha detto che se il libro cartaceo fosse nato dopo il computer, l'avrebbe spodestato. Probabilmente in futuro conviveranno i libri digitali e quelli tradizionali".

Sta lavorando a un nuovo libro?
"Non parlo mai dei libri che sto scrivendo. A dire il vero ne parlo già poco quando li pubblico... La risposta comunque è sì, ma non le posso anticipare nulla sulla trama e non ho davvero idea di quando lo finirò e, quindi, di quando uscirà". 

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