Alice Di Stefano: "Non sono raccomandata... E scrivo un libro sui difetti di mio marito Fazi"

L'INTERVISTA ESCLUSIVA DI AFFARITALIANI.IT/ Nei suoi confronti c'è un po' invidia tra gli addetti ai lavori dell'editoria. Alice Di Stefano, moglie di Elido Fazi (si sono sposati a fine luglio) e figlia della scrittrice cult Cesarina Vighy (morta pochi mesi fa), è da pochi mesi l'editor responsabile della narrativa italiana della Fazi. Ex docente universitaria e giornalista ("Mi occupavo di sport..."), per la prima volta si racconta a tutto campo: "Non sono una raccomandata. Certe voci mi fanno ridere". E sul marito-editore: "La verità è che quando ho incontrato Elido la prima volta non sapevo che alla Fazi editore ci fosse un signor Fazi ed ero in generale parecchio digiuna di editoria... La storia d'amore è nata con l’invito a raggiungerlo in un suo viaggio in India. E' il mio maestro. Con lui, del resto, ho la possibilità di fare ripetizioni private, tutti i giorni, a casa. Elido si fida di me e in casa editrice, almeno per le scelte più importanti, senza la mia approvazione non fa praticamente nulla... Prima di conoscerlo non avrei neppure mai pubblicato Melissa P., avevo i pregiudizi tipici di un'accademica...". E ancora: "Sto scrivendo un romanzo umoristico sui difetti di mio marito e sulla nostra storia. E lui potrebbe fare altrettanto con me...". Poi aggiunge: "Vorrei portare allo Strega 2011 'La città di Adamo' di Giorgio Nisini, romanzo che uscirà a gennaio...". Sul caso-Campiello: "L'anno scorso Vespa mi disse 'bellissima signora'. Apprezzai il complimento. Le sue parole sull'Avallone non mi hanno scandalizzata. Apprezzo la Murgia come scrittrice, non per le sue posizioni ideologiche...". E poi la Di Stefano parla senza peli sulla lingua dei suoi colleghi editor, della nuova narrativa italiana e di molto altro ancora...

Giovedì, 16 settembre 2010 - 08:48:00

PARLA L'EDITORE

Elido Fazi parla per la prima volta della nuova collana "Campo dei fiori" che dirigerà con Vito Mancuso. L'intervista di Affaritaliani.it: "Pubblicare anche un libro di Mancuso? Chissà... Di sicuro ci sarà il teologo censurato da Ratzinger...". LEGGILA QUI

elido fazi john keats
Elido Fazi

AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...

Antonio Franchini (editor degli italiani di Mondadori) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it e rivela: "Il nuovo libro di Paolo Giordano? Potrebbe arrivare nel 2011... La moda mediatica degli esordienti? Passerà..."

"La 'nuova' Avallone? Sarà Barbara Di Gregorio...". Michele Rossi (editor Rizzoli) a tutto campo con Affaritaliani.it

Lo scrittore & editor Mario Desiati ad Affaritaliani.it: "Vi racconto la collana di italiani ('Galleria', ndr) che curo per Fandango..."

Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax

Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."

Giulio Mozzi ad Affaritaliani.it: "Silvia Avallone? E' una scrittrice 'solida'... Il libro di D'Avenia? E' brutto..."

Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista di Affaritaliani.it a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana

Mario Bonaldi, editor degli italiani di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Giulio Milani, (ri)fondatore, direttore ed editor di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli. E sugli esordienti..."

Simone Caltabellota (ex direttore editoriale della Fazi, oggi a Elliot) ad Affaritaliani.it: "A lungo essere un editor ha bloccato il romanziere che è in me..."

Giacomo Papi (ex direttore editoriale Isbn, attuale consulente di Einaudi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "La letteratura italiana di oggi? Ambiziosa e autobiografica, dopo anni di minimalismo"

di Antonio Prudenzano

alice di stefano fazi
Alice Di Stefano

Alice Di Stefano è per (quasi) tutti gli addetti ai lavori di quel piccolissimo mondo che è l'editoria italiana la figlia di Cesarina Vighy, l'autrice scomparsa lo scorso primo maggio (era malata di Sla) del fortunato romanzo vincitore del Premio Campiello opera prima 2009 e finalista al premio Strega 2009 “L’ultima estate” (Fazi). Oppure, è la moglie dell’editore Elido Fazi: la coppia dell’anno dell’editoria italiana è convogliata a (fastose) nozze a Roma lo scorso 28 luglio. Una cerimonia in cui non sono mancati ospiti di fama, tra cui Gore Vidal, i fuochi d’artificio finali e l'autoironia di una statuina a forma di principessa che bacia il suo ranocchio sulla sommità della torta nuziale...

Testimone di nozze dello sposo il teologo Vito Mancuso, reduce dalla polemica a distanza con la Mondadori e da poco nominato curatore (insieme allo stesso Elido Fazi) della neonata collana di spiritualità “Campo dei fiori” (qui i particolari, ndr) della casa editrice romana, i cui primi titoli arriveranno in libreria a febbraio.

La bella Alice Di Stefano (mamma 39enne di Ernesto, figlio di 15 anni che avuto da un precedente matrimonio), chioma bionda e sguardo delicato, dalla scorsa primavera è l’editor responsabile della narrativa italiana della Fazi. Dopo la laurea con lode in Letteratura italiana alla Sapienza nel '97, con una tesi su “Manzoni e il melodramma” (relatore Giulio Ferroni), la Di Stefano ha cominciato la carriera universitaria (poi interrotta per occuparsi esclusivamente di editoria) e parallelamente ha collaborato con case editrici come Rizzoli, Garzanti e la stessa Fazi. "A dire il vero per un po' ho fatto anche la giornalista free lance. Mi occupavo di calcio...". 

Alice Di Stefano
La Di Stefano in versione
giornalista sportiva...

Ma in brevissimo tempo ha fatto un grande salto, che ha stupito non pochi addetti ai lavori...
"So dove vuole arrivare. Non me la prendo se qualcuno dice in giro che sono una raccomandata. Lascio perdere tutte le voci e i pettegolezzi ridicoli e mi concentro sul lavoro. E poi, a dirla tutta, faccio fatica a capire l'invidia verso il mio attuale ruolo. Essere l'editor responsabile comporta anche tanto impegno".

Ripartiamo dall'inizio. Come ha conosciuto il suo attuale marito (e capo)?
"Vuole sapere la verità? Quando ho incontrato Elido la prima volta non sapevo che alla Fazi editore ci fosse un signor Fazi ed ero in generale parecchio digiuna di editoria... Me lo presentarono e a quel punto gli proposi la  pubblicazione di un mio saggio di critica letteraria, che lui rifiutò. La storia d'amore è nata con l’invito a raggiungerlo in un suo viaggio in India. Era il 2007 e allora lavoravo ancora all'università. Abbiamo scoperto ben presto che siamo compatibili anche dal punto di vista professionale, visto che abbiamo gli stessi gusti. Piano piano mi ha coinvolta, mi ha dato libri da leggere, chiedendomi consigli. Successivamente mi ha messo alla prova facendomi fare l'editing di un libro e a maggio del 2008 sono entrata a lavorare alla Fazi. Elido è stato (ed è tuttora) una guida fondamentale per me...".

Alice Di Stefano
"Bellissima signora", il complimento
di Vespa ad Alice Di Stefano al Campiello 2009

Una sorta di "Virgilio"...
"E' il mio maestro. Con lui, del resto, ho la possibilità di fare ripetizioni private, tutti i giorni, a casa. Pensi che spesso mi regala o mi lascia addirittura sul comodino libri di management o di marketing. E all'inizio in vacanza mi aggiornava in continuazione sulla situazione dell’editoria italiana".

Quindi con suo marito si finisce sempre per parlare di lavoro?
"Spesso, non sempre. Ma è inevitabile credo. Elido si fida di me e in casa editrice, almeno per le scelte più importanti, senza la mia approvazione non fa praticamente nulla, le strategie le decidiamo insieme. Ma tutto avviene in modo molto spontaneo. Abbiamo due caratteri molto simili. Prendiamo la vita allo stesso modo".

A che punto è il suo apprendistato da editor?
"Ho ancora tanto da imparare, anche perché ho iniziato a fare questo lavoro da poco. Ad esempio qualche anno fa io difficilmente avrei pubblicato un'autrice come Melissa P, perché in quel momento avevo un'altra testa, ragionavo in modo accademico. Elido mi ha come 'liberata' dai pregiudizi. Ma posso ancora migliorare".

alice di stefano elido fazi
La coppia
La soddisfazione professionale principale finora qual è stata?
"Sicuramente far pubblicare il libro di mia madre, che ha vinto il Campiello. Il successo del romanzo, di cui ero certa, mi ha permesso di assumere un ruolo
di responsabilità nella casa editrice, e  - spero - ha aumentato negli altri la fiducia nei mie confronti".

E il libro a cui sta lavorando adesso a cui tiene di più qual è?
"Senz’altro 'La città di Adamo' di Giorgio Nisini, che uscirà in gennaio e che intendiamo proporre allo Strega. E' un libro allo stesso tempo leggibile e letterario, un mix che a me piace molto. Una scrittura affascinante, un po' alla Carofiglio".

Le piace la narrativa italiana contemporanea?
"Dipende. Ad esempio Silvia Avallone ha ritmo, avrei pubblicato volentieri il suo 'Acciaio'. Sono per una letteratura accessibile a più livelli, non per quella per forza ricercata e sperimentale. Invece non amo troppo il noir. Mi piace Michela Murgia e apprezzo molto diversi scrittori Einaudi di cui però non condivido assolutamente certe uscite 'ideologiche'...".

Si riferisce alla recente polemica tra Mancuso e la Mondadori e alla presa di posizione della Murgia?
"Non solo. In generale non mi piace il comportamento incoerente di molti autori italiani, anti-berlusconiani convinti, che però non lasciano la loro casa editrice anche se questa fa parte del gruppo editoriale del presidente del  Consiglio".

Visto che ha citato sia la Murgia sia la Avallone, che ne pensa di quello che è successo al Campiello pochi giorni fa, con il tanto discusso 'complimento' di Bruno Vespa all'autrice di 'Acciaio' che ha irritato la scrittrice sarda (e non solo)?
"L'anno scorso al posto della Avallone c'ero io alla premiazione del Campiello. Ero andata a ritirare il premio al posto di mia madre. Ricordo che Vespa mi presentò come 'una bellissima signora'. Apprezzai il complimento. La gaffe di Vespa di quest'anno non mi ha scandalizzata nè stupita. Avrei lasciato correre". 

Torniamo al suo lavoro. Che rapporto ha con i suoi colleghi editor di narrativa italiana?
"Ho grande stima di Franchini della Mondadori, anche se personalmente lo  conosco poco. Mentre ho conosciuto meglio Giulia Ichino, che lavora con lui, una persona preparata e molto piacevole. E poi c'è Michele Rossi della Rizzoli. Bravo per la Avallone, ma non per altre cose che ha fatto pubblicare. Le scelte di Minimum Fax, invece, non sempre mi convincono".

Lei ha scritto vari testi di saggistica accademica. Ma un romanzo nel cassetto ce l'ha? 
"E' la prima volta che ne parlo, e non so se dovrei. Per ora ho scritto solo  una cinquantina di pagine. Si tratta di libro umoristico, pura auto-fiction,  dedicato al mio rapporto professionale, e non solo, con mio marito. Si intitola 'Publisher'. Racconto la nostra storia, i suoi pregi e i suoi difetti e l'esplosione della Fazi negli ultimi tre anni. Il tutto in modo romanzesco.  Non so se e quando uscirà, devo prima trovare il tempo per finirlo. A quel  punto non solo direbbero di me che sono un editor raccomandata, ma anche una  scrittrice raccomandata! Elido in ogni caso mi ha autorizzata e ora mi  incoraggia, mentre prima di leggere le cinquanta pagine era piuttosto  scettico. Poco tempo fa gli ho proposto di scrivere anche lui un libro, da intitolare 'Editor', sulle mie goffaggini professionali. Vedremo. Di sicuro tra noi due non manca l'ironia...".

Un'ultima curiosità: è vero che sulle vostre fedi nuziali,  in oro bianco, avete fatto incidere un verso di John Keats (poeta amatissimo da Elido Fazi, a cui l'editore di recente ha anche dedicato un libro, ndr): “A Thing of Beauty is a Joy Forever” (“Una cosa bella è una gioia per sempre”).
"E' verissimo. E' un verso perfetto".

 

 

 

 

 

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