Di Anna Casanova
“ Non sono capace di stare da entrambe le parti, mi manca l’esercizio, mentre nel non-stare-da-nessuna-parte mi sono fatto un nome.
Non stare da nessuna parte, essere imparziale, e per di più ad alti livelli, richiede talento”. E’ questa la filosofia di
Uwe Fertig, un importante arbitro di calcio che, dopo la sentenza del processo in cui è coinvolto, si lancia in un passionale e focoso monologo d’invettiva contro il mondo degli arbitri, della medicina, dei tifosi, con incursioni nei suoi ricordi di un’infanzia trascorsa a Berlino Est. Il cinismo di Fertig passa al setaccio le ipocrisie della società contemporanea rendendo il libro “ Litania di un arbitro” un testo brillante e sferzante.
La casa editrice. A tradurre e pubblicare in Italia lo scrittore Thomas Brussig, una delle voci più autorevoli nel dibattito sul processo di riunificazione della Germania, una neonata casa editrice romana indipendente, la 66THAND2ND. E’ stato proprio in un appartamento all’incrocio tra la Sessantaseiesima strada e la Seconda Avenue a New York che due giovani, Isabella Ferretti, con un passato agonistico nel nuoto e una formazione giuridica, e Tomaso Cenci, avvocato, hanno incrociato storie, persone, spesso provenienti da ogni parte del mondo, degne di essere accolte in un progetto editoriale di narrativa contemporanea con una prima grande sfida: creare una cultura sportiva e avvicinare lo sport al mondo femminile.
Sport come cultura.“L’obiettivo ambizioso della collana Attese è di creare cultura sportiva prendendo esempio dalla narrativa sportiva dei paesi anglo-americani dove si riesce a scrivere di sport senza limitarsi alla sola dimensione competitiva, tecnica o di tifoseria- spiega Isabella Ferretti-. Vorremmo recuperare il gusto dello sport e ribadire che, dietro, c’è un mondo valoriale, di formazione e disciplina. Ci affascina l’idea che ogni sport, anche quello meno comune in Italia, costruisca micro-universi che coinvolgono le persone nella loro dimensione familiare. Nel mio soggiorno statunitense, sono stata colpita dal potere attrattivo, per esempio, del baseball: è un’esperienza collettiva, allo stadio ci vanno intere famiglie con bambini”.
Facendo scouting in America, Isabella ci svela che ha ritrovato una letteratura sportiva nel senso più puro e complesso del termine, molto lontana dal modo di fare libri sportivi in Italia “ il cui connotato è spesso ghettizzante, con libri solo sul calcio e temi molto maschili”. Isabella e Tomaso sono sostenitori dello sport come scintilla narrativa, come detonatore di una storia, come succede, per esempio, nel primo libro della collana, Shoeless Joe di W.P. Kinsella, romanzo di formazione, un best- seller in America, complice anche la trasposizione cinematografica L’uomo dei sogni con Kevin Costner.
Melting Pot. Ma non solo sport, altro tratto distintivo della casa editrice è il melting pot di culture e tradizioni differenti che si traduce nel pubblicare autori, come Mohammed Naseehu Ali, che hanno fatto del loro essere migranti una condizione dell’essere. “Ritengo che la collana Bazar- prosegue Isabella Ferretti- considerati i tempi, abbia una rilevanza editoriale: non vuole essere una collana esotica, ma essere specchio dei tempi. L’incrocio di culture è ormai un fatto incontrovertibile”.