Le novità della biennale di Venezia

Per la prima volta la Biennale di Venezia apre le porte ad un evento collaterale interamente dedicato alla game art: Neoludica. Art is a game 2011-1966. Questo è il nome assegnato al progetto ideato e prodotto da Musea Game Art Gallery con E-Ludo Lab e Fabbrica Arte di cui AESVI è partner insieme a 7 big player del settore tra cui: Activision Publishing, Blizzard Entertainment, Microsoft, Nintendo, Sony Computer Entertainment Italia, The Walt Disney Company e Warner Bros. Interactive Entertainment.

In un percorso espositivo fatto di arte videoludica, analogica e digitale, in fotografia e in video, e retrospettive celebrative delle sperimentazioni di artisti internazionali, trova infatti spazio l’esposizione Archetipi e Paesaggi che offre lo spunto per rilevare attraverso art work e video le fonti di ispirazione del game design di 15 videogiochi di successo che sono stati pensati per l’intrattenimento dei pubblici più allargati, dai videogiocatori cosiddetti hardcore a quelli più casual.

“Molti dei videogiochi oggi in commercio hanno raggiunto un livello di complessità artistico-culturale che li pone sullo stesso piano di altre opere creative e permette quindi di inquadrarli come una forma d’arte a tutti gli effetti” – ha dichiarato Thalita Malagò, Segretario Generale AESVI – “Per questo AESVI e alcune tra le più importanti aziende del settore hanno scelto di sostenere il progetto Neoludica realizzando al suo interno uno spazio capace di valorizzare lo sforzo artistico che i game designer delle software house di tutto il mondo impiegano nella realizzazione dei videogiochi che sono parte integrante del tempo libero di tutte le generazioni ”.

Venezia si trasforma per l'ennesima volta e diventa la citta' della Biennale dell'arte. Dal 4 giugno (fino al 27 novembre) in laguna sbarcheranno centinaia di opere d'arte per la 54ma Esposizione internazionale dell'arte. Grande attesa per l'evento che si svolgera' soprattutto nelle sedi dei Giardini di Castello e all'Arsenale ma che coinvolgera' l'intera citta' con esposizioni collaterali, mostre, happening e, nella settimana dell'inaugurazione, con una serie di feste e party riservatissimi a cui parteciperanno vip provenienti da tutto il mondo. L'edizione di quest'anno, curata dalla svizzera Bice Curiger, verte sul tema eterno della luce nell'arte, il titolo e' chiaro: ILLUMInazioni, con una differenza grafica interna alla parola per mettere in evidenza "nazioni", ovvero un ritorno al valore del luogo da cui proviene l'opera d'arte. E si parte in grande stile con l'esposizione, a partire dal 4 giugno, di tre grandi tele di Jacopo Robusti detto il Tintoretto: L'ultima Cena (proveniente dall'isola di San Giorgio); il Trafugamento del corpo di San Marco: la Creazione degli animali (entrambi dalle Gallerie dell'Accademia). Tintoretto ha dipinto il Trafugamento del corpo di San Marco per la Sala Capitolare della Scuola Grande di San Marco tra il 1562 e il 1566.

La Creazione degli animali e' stata realizzata tra il 1551 e il 1552 per l'Albergo della Scuola della Trinita' come parte di un ciclo ispirato alle storie della Genesi. Infine, la grande tela raffigurante l'Ultima Cena e' stata dipinta per la Basilica di San Giorgio Maggiore, ed e' una delle ultime e piu' significative opere del Tintoretto. Bice Curiger dice in proposito: "Questi dipinti di Tintoretto esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l'ordine classico e definito del Rinascimento. Le opere giocheranno un ruolo di primo piano nella mostra, instaurando un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale". "Quel Tintoretto all'ingresso della Mostra - aggiunge il presidente della Biennale, Paolo Baratta - e' una presenza tutt'altro che ovvia. Saranno li', le sue opere, come un monito agli artisti viventi a non indulgere nelle convenzioni". La Biennale effettuera' un intervento di manutenzione straordinaria sui dipinti e si fara' carico di un'operazione analoga anche sugli altri tre teleri con le Storie di San Marco conservati presso le Gallerie dell'Accademia e non richiesti in prestito.


Le foto della Biennale di Venezia
LE IMMAGINI

Questi interventi consentiranno una fruizione omogenea delle opere, una volta ricomposto il ciclo al termine della Mostra, e contribuiranno alla migliore presentazione delle Storie, in vista della riapertura delle Gallerie dell'Accademia. Il sipario sulle opere si aprira' in realta' il 31 maggio con una vernice per la stampa, ma il pubblico sara' ammesso solo dopo il 4 giugno. In citta' sono attese almeno 20 mila persone attratte anche dalla riapertura di Palazzo Grassi con l'esposizione "Il mondo vi appartiene" curata da Francois Pinault. Alla 54ma Biennale parteciperanno soprattutto giovani artisti: 89 le presenze nazionali, 37 gli eventi collaterali. Grande spazio alle nazioni dunque, compreso il discusso Egitto che ci sara': nella scorsa edizione erano 77 le partecipazioni nazionali. Notevole curiosita' circonda l'apertura del Padiglione Italia all'Arsenale, curato da Vittorio Sgarbi che ha voluto titolare la mostra in modo provocatorio, "L'arte non e' Cosa Nostra". Le nazioni presenti per la prima volta saranno Andorra, Arabia Saudita, Bangladesh, Haiti, mentre altri paesi parteciperanno nuovamente dopo una lunga assenza. Gli oltre 200 artisti in esposizione sono stati indicati da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero chiamati a far parte di un Comitato tecnico scientifico, presieduto da Emmanuele F.M. Emanuele. Seguendo il filo rosso del 150mo dell'Unita' d'Italia, il Padiglione Italia si arricchisce inoltre delle opere di artisti esordienti provenienti della venti accademie italiane. Ma Venezia gia' vive sotto l'effetto della Biennale con 37 eventi collaterali alcuni dei quali gia' pronti in varie parti della citta'. E fa discutere la grande Pietas di Jan Fabre, artista fiammingo, che ripropone il celeberrimo gruppo scultoreo della Pieta' di Michelangelo con alcune inquietanti variazioni. Alla Scuola Grande della Misericordia, infatti, si vede la Madonna china sul figlio: ma il volto della Madre di Cristo e' un teschio e il corpo adagiato sulle sue braccia e' quello dell'artista stesso, in abito da sera e circondato da insetti che ne testimoniano la decomposizione in atto. L'opera si innesta su un gruppo costituito da cinque pezzi che mostrano cervelli giganteschi, tartarughe col guscio rovesciato, trafitture di chiodi, croci e fioriture bonsai. Tutto in marmo di Carrara, come l'originale michelangiolesco. Richiami, simboli, interpretazioni tutte da discutere: la Biennale fa questo ed e' la sua forza.

SGARBI - «L'arte non è cosa nostra, semmai è cosa degli artisti e non dei critici che sono ignoranti come capre». E' un Vittorio Sgarbi vulcanico e pieno di energia quello che racconta le opere del Padiglione Italia della 54esima Biennale d'Arte di Venezia Illuminaizioni, inseguito da un codazzo di giornalisti. Il padiglione che ha curato personalmente con un metodo del tutto originale, quello della segnalazione degli artisti da parte di personaggi del mondo della cultura. Un pò come si faceva nel Rinascimento illuminato. Tra i segnalatori ci sono anche Dario Fo, Alain Elkann, Tiziano Scarpa e molti altri. «Non c'è nessun dilettante - precisa Sgarbi - c'è invece un genio come Gaetano Pesce che è stato segnalato da Alain Elkann'. Ogni targhetta con il titolo dell'opera e il nome dell'artista porta, quindi, a fianco anche il nome del 'suggeritore' o segnalatore che dir si voglia. Nel padiglione Italia spicca anche un'opera dell'artista Luigi Serafini, ispirata al presidente del Consiglio si tratta di Ex voto propter finem Berlusconis principatus dove appunto viene raffigurato il premier. Tra le altre opere tutte interessanti, anche l'Italia in croce di Gaetano Pesce. La sagoma della penisola appesa a una croce, l'ambientazione e una chiesa dove spicca sul leggio la Costituzione.

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