Cannes/ “I Love You, Philip Morris”, storia omosex con Jim Carrey e Ewan McGregor

Venerdì, 15 maggio 2009 - 17:03:00


Jim Carrey
di Giovanni Bogani

 CANNES – Croisette sotto l’acqua, stamattina. Cielo livido, scrosci brutti da freddo novembrino. La Costa azzurra, oggi, era grigia. Suv che schiaffano acqua sui cinefili in marcia verso il palazzo del cinema. Quest’anno, sarà un’impressione, ma ce ne sono meno. La crisi ha colpito anche qui. Te lo dice persino il ragazzo marocchino che ha un minuscolo ristorantino di kebab: “non c’è la stessa gente, facciamo fatica, è dura anche qui a Cannes”. Per resistere – non lui, ma gli altri quasi tutti – hanno alzato ancora un po’ i prezzi. A Cannes c’è una novità buona, però. L’incubo dell’Undici settembre, dopo otto anni, sembra più lontano. Non ci sono più i metal detector e i controlli senza fine, con gli impiegati del festival costretti a frugare nelle sacche dei giornalisti ad ogni loro ingresso al Palais. Cosa che hanno sempre fatto, ti accorgi, malvolentieri. Ora ti lasciano passare più in fretta, con sollievo.

E i film? Francis Ford Coppola ha presentato ieri, in apertura della Quinzaine des réalisateurs, il suo film in bianco e nero con Vincent Gallo, “Tetro”. E ha raccontato di aver fatto i provini nelle sue vigne, dove coltiva un vino rosso da fare invidia al Chianti. Ma il film più bello, sinora, l’abbiamo visto stamattina. Ne sentiremo parlare molto: perché Jim Carrey e Ewan McGregor sono impegnati in molte scene di amore omosessuale, e perché di sicuro sarà un successo, perché è molto bello. Noi l’abbiamo visto in una proiezione di buyers, compratori e distributori di film. Li abbiamo sentiti ridere ed emozionarsi. Abbiamo riso, ci siamo emozionati anche noi. Il film si chiama “I Love You, Philip Morris”. E’ tratto da una storia vera, tanto incredibile da sembrare finta. Jim Carrey ci mette la sua faccia, le sue espressioni sempre sopra le righe, ma qui sempre credibili. E’ un attore straordinario, lo prendi per una macchina da gag ed è sempre qualcosa di più. Qui, è un marito, padre e poliziotto che si trasforma in gay innamorato e galeotto. Uno che cambia mille volte pelle, in un trasformismo di ruoli pazzesco: truffatore, detenuto, evaso, avvocato, manager, con un’ascesa sociale irresistibile… E in mezzo, anche le paure vere, quelle della malattia, della morte, dell’abbandono, la paura di non essere amati, il denaro come sogno e la vita come contraltare, il sentimento come unica cosa che può valere più di tutto il resto. Un film romantico, gay, in cui gli omosessuali – e anche i detenuti – non sono visti come “funzioni”, ma come persone. Da vedere, quando uscirà.  Tra un paio di giorni, sarà presentato a Cannes alla Quinzaine des réalisateurs, e allora vedrete le paginate sui giornali, sui baci omo tra McGregor, mr. Trainspotting, e Jim Carrey. Sappiate,fin d’ora, che non c’è solo questo.

 

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