Le città del futuro? Verdi e creative. Il green conquista l'arte del design

Orti autoprodotti, oggetti di design ispirati alla natura, party dedicati al baratto. "Gli oggetti del quotidiano sono estetizzati": Elena Marinoni, curatrice del Capri Trendwatching Festival e 'cacciatrice' dei trend del futuro, sceglie Affaritaliani.it per spiegare le tendenze emergenti negli stili di vita 'urbani". E aggiunge: "Le città sono delle tele. Anche dal basso le persone si esprimono attraverso fenomeni come la street art". Le tendenze del lifestyle del futuro individuate dall’osservatorio “Tomorrow, now” e oggetto di discussione del festival di Capri

Martedì, 13 ottobre 2009 - 16:00:00

di Maria Teresa Melodia

Capri Trendwatching Festival, il festival del futuro. L’EVENTO

Le tendenze emergenti negli stili di vita sono protagoniste al Capri Trendwatching Festival 2009, dal 15 al 17 ottobre, prima edizione di un evento articolato in incontri, lectures, workshop. Swap, green, eco, bio, food design, streetstyle. Parole ricollegabili a fenomeni sociali e culturali contemporanei. i cui primi segnali vengono individuati, analizzati e interpretati da professionisti. Questo è il campo di lavoro di Elena Marinoni, curatrice del Capri Trendwatching Festival e dell’osservatorio “Tomorrow, now” che ne è alla base, che individua i nuovi trend internazionali, a partire dalle segnalazioni di una rete di osservatori, detti anche urbanwatchers (giornalisti, creativi, artisti), disseminati in 21 città chiave del mondo.


Elena Marinoni - curatrice del Festival
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I MACROTREND DEL FUTURO -  Le tendenze del lifestyle del futuro individuate dall’osservatorio “Tomorrow, now” e oggetto di discussione del festival di Capri possono essere suddivise in tre macroaree: Supergreen, Daily Aesthetics, Urban Signs.

IL PENSIERO VERDE - Dall'orto di casa al baratto fino ai muri. Ad Affari Elena Marinoni spiega: “Supergreen si riferisce al tema della sostenibilità in chiave smart cioè senza rinunciare all’estetica. Le sottotendenze di questa macroarea” -  puntualizza la Marinoni - “riguardano il fenomeno delle Urban Farms, gli orti autoprodotti in città da privati cittadini. E la tendenza secondo la quale la natura ritorna a far parte delle nostre città non si limita qui. Anche il design si adegua. “Si parla di Organic Style per cui anche gli oggetti vengono ispirati da oggetti naturali. E il verde viene usato anche come arredo negli spazi di consumo, la cosiddetta Botanica murale, della quale il massimo esperto è il francese Patrick Blanc, ideatore dei giardini verticali, installazioni realizzate in giro per il mondo per noti flagship store, tra cui Colette a Parigi”. “Si aggiunge -  continua la Marinoni - la pratica del riciclo, grazie alla quale ri-nascono nuovi oggetti, utili e chic, e in questa tendenza si inserisce anche il baratto, il cosiddetto Swap, che ridà senso a un qualcosa che altrimenti non verrebbe più usato”.

 

L’ESTETICA DELLE MERCI, ANCHE CIBO E ACQUA SONO FASHION - “Con Daily Aesthetics ci riferiamo al fatto che oggi il gusto e l’estetica sono pratiche quotidiane, non più qualcosa per pochi e da qui nascono delle contaminazioni virtuose tra arte, fashion e merci. Gli oggetti del quotidiano sono estetizzati”, sottolinea Elena Marinoni. Un esempio concreto è costituito dalle acque minerali in bottiglia che assumono caratteristiche di oggetti di design, come l’acqua Evian, la cui confezione viene disegnata da celebri stilisti e designer in edizione limitata. “E’ sempre acqua - puntualizza la ricercatrice -  ma diventa costosissima: il valore dell’oggetto è legato alla componente simbolica, così come per molti detersivi, per i cosmetici, e per il cibo”. In questa tendenza si inserisce il food design, la progettazione del cibo secondo canoni estetici e  il finger food, il cibo pensato da mangiare esclusivamente con le mani. “E il macrotrend dell’estetica” - aggiunge la Marinoni - “contagia anche le carte di credito che da oggetti semplici diventano supporti grafici molto ricercati”.

SPAZI NON SOLO URBANI MA CREATIVI, TRA BYKE POLO E STAIR CLIMBING -
L’ultima macroarea è quella degli Urban Signs: “le città sono dei testi, delle tele. Anche dal basso le persone si esprimono e si riappropriano dei contesti urbani, attraverso fenomeni come quello della street art”, aggiunge Marinoni. E se a Milano c’è Esterni, società che organizza vere e proprie installazioni urbane finalizzate alla valorizzazione e alla riappropriazione dello spazio pubblico, in una zona di Madrid è stata attuata ‘Esta es una plaza’, iniziativa di riconversione dello spazio urbano in risposta alle necessità espresse dai cittadini e sulla base di queste, sono stati creati orti, mercati, zone per sport e giardini pubblici e poi una grande festa ha celebrato il bell’esempio di municipalità che ascolta i cittadini”. E le città sono anche grandi campi di gioco: ne è la prova la tendenza crescente del byke polo. “Strumenti ‘arrangiati’ e bici a scatto ne fanno uno sport diffuso nei centri urbani, da Stoccolma a Londra”. E a New York si pratica lo stair climbing, sport da città che consiste nel salire le scale di palazzi e grattacieli il più velocemente possibile, usando gli spazi urbani come palestra”.

TRENDWATCHING, L’EVOLUZIONE DEL COOL HUNTING - Se di cool hunters, cacciatori di tendenze in grado di captare il nostro tempo si parla da qualche anno in Italia, Elena Marinoni puntualizza: “Il cool hunting che è nato negli Stati Uniti e applicato principalmente in ambito fashion, con accezioni soggettive, può essere limitativo. L’evoluzione è il Trendwatching, una metodologia di ricerca qualitativa di matrice etnografica capace di intercettare le evoluzioni del gusto e le tendenze espressive emergenti nell’immaginario sociale contemporaneo in termini di comportamenti, prodotti, esperienze. Si applica  a molti settori della produzione culturale capaci di influenzare il nostro immaginario: non solo moda, ma anche consumi culturali, tempo libero, design e architettura, lusso, retailing, nuovi media”. 

URBANWATCHERS, GLI OSSERVATORI SUL CAMPO -  Sono professionisti, giornalisti, creativi, artisti, che rilevano sul nascere i segnali deboli anticipatori del cambiamento attraverso report monografici. I campi in cui operano sono vari: dal design, ai videogiochi fino ai luoghi di aggregazione. “Devono essere molto calati nel contesto sociale in cui operano e devono avere la capacità di spiegarsi al meglio unendo una capacità critica - afferma Marinoni -. Vengono selezionati e formati in corsi specifici e spesso lavorano già in ambiti creativi”.

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