| L'ESTRATTO LEGGI IN ESCLUSIVA PER AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DA "SOGNANDO ALICE" LO SPECIALE Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria |
di Antonio Prudenzano
Camilla Trinchieri è una cittadina del mondo (scopri in fondo all'articolo la sua 'movimentata' biografia, ndr) oltre che un'autrice d'altri tempi: "Cercando Alice" (traduzione di Erika Bianchi), in uscita il 21 gennaio per Marcos y Marcos e che Affaritaliani.it ha letto in anteprima, è un romanzo classico, linguisticamente e non solo, di quelli in cui ormai è sempre più difficile imbattersi nella letteratura contemporanea post-Anni Zero, troppo ossessionata dalla smania di 'andare oltre' nella trama e nello stile da dimenticarsi che esiste una via 'tradizionale', maestra, che può ancora oggi regalare piccole grandi narrazioni. E che può ancora oggi avere senso, essere rivoluzionaria nella sua apparente assenza di discontinuità.
 La copertina
|
Due voci, quella della madre e quella della figlia (che scrive a più di dieci anni dai 'fatti', rivivendoli), si alternano nell'ultimo romanzo della Trinchieri, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto però comincia nel 1956, quando la figlia (Susan), che aspetta un bambino, torna con la mente alla guerra ma soprattutto alla madre (Alice), scomparsa misteriosamente sul Monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, mentre tenta di fuggire con i figli. Susan non crede alla versione 'ufficiale': non ricorda che la madre sia stata uccisa da una guardia di confine. Vuole andare a fondo: e non ha altra via che rivivere nella memoria quei mesi traumatici, in cui però non mancano episodi felici, indimenticabili.
Alice, che ha lasciato gli Usa per amore del marito, un diplomatico italiano a Praga, si è poi ritrovata 'prigioniera' nella Roma fascista nel momento più cruento della guerra. Non è stata un'esistenza facile, quella della donna, come lei stessa racconta in prima persona: nel momento di massima espansione del nazismo si è infatti ritrovata da 'nemica americana' a convivere con i 'nemici' tedeschi nella capitale cecoslovacca. Senza dimenticare tradimenti che Alice è costretta a sopportare...
"Cercando Alice" è un romanzo profondamente al femminile, ricco di pagine intense, di riflessioni che fanno male, e l'alternanza tra le due voci che comunicano empaticamente a distanza regala ritmo poetico al libro. Peccato solo per alcuni passaggi di troppo, ripetitivi.
 Camilla Trinchieri
|
L'AUTRICE - Camilla Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per diciassette anni lavora nel cinema come assistente al doppiaggio; è fiera di aver lavorato con Fellini e Visconti. Poi la sua vita privata va in tilt e lei lascia l’Italia. Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Nell’attesa si guadagna da vivere vendendo pasta De Cecco a Little Italy. Scrivendo lunghe lettere agli amici romani, scopre il piacere di narrare. Storie di donne, sentimenti, misteri, con il punto di vista peculiare di una newyorkese nata a Praga che si sente molto italiana. I primi libri li firma Camilla Crespi: Trinchieri è difficile da pronunciare. Con Il prezzo del silenzio comincia a usare il suo vero nome perché ci mette tutta se stessa. In Cercando Alice ha trapiantato tasselli fondamentali della sua storia personale e della storia dell’Europa negli ultimi anni di guerra: tra primi abbozzi, ricerche, sopralluoghi, interruzioni per altri libri, ci ha lavorato per più di dieci anni. E ora che è venuto alla luce, si sente più leggera: promette di tornare a dipingere. Nuove storie, però, minacciano già di rapirla. Camilla vive e lavora nel Greenwich Village.