“La tv mi censura, ma grazie al web posso dire come stanno davvero le cose”. L’intervista a Christian Mirra, autore della graphic novel “Quella notte alla Diaz”

Sabato, 20 febbraio 2010 - 20:00:00

di Nicole Cavazzuti
 
È una graphic novel l’unica testimonianza dell’irruzione della polizia alla scuola Diaz di Genova nella notte del 21 luglio 2001, al termine del G8. Si chiama “Quella notte alla Diaz” e porta la firma di Christian Mirra, classe 1977, illustratore, scrittore e grafico pubblicitario di Benevento, che oggi vive a Barcellona e che ha partecipato quasi per caso alla manifestazione del G8 di Genova. “Arrivai l’ultimo giorno con il mio amico Emiliano, con cui sarei dovuto partire poi per l’Olanda, sfruttando il treno gratuito messo a disposizione per i manifestanti da Napoli a Genova. Pensavo che bastasse tenersi lontano dalla linea rossa per evitare gli scontri con la polizia. Mi sbagliavo. Il 21 luglio ci mettemmo in coda alla manifestazione con lo zaino in spalla e scoprimmo che la polizia stava bloccando le strade e caricando da tutti i lati. Ci andò bene, per fortuna, e la sera ci fermammo a dormire nella scuola Diaz, che era stata messa a disposizione dall’amministrazione locale. Quella stessa notte però irruppe la polizia con i manganelli. In seguito mi è stato detto che si trattava di una perquisizione, che cercavano armi e ragazzi appartenenti ai balck bloc. Non chiesero chi fossimo, però, si limitarono a picchiare chi capitava sotto tiro. Ricordo che gridavo in posizione fetale. Un lampo bianco a ogni colpo alla testa. E sentivo che si divertivano parecchio. Sembrava interminabile. E a un certo punto ho sentito uno che diceva: “Aspetta. Voglio un ricordino di questo qua”. Avevo i capelli lunghi e mi tagliarono una ciocca. Mi fecero lo scalpo, insomma”, ricorda Mirra ad Affari. E la voce è ancora scossa, nonostante gli anni trascorsi  “Picchiato a sangue, fui portato via con la forza e piantonato in ospedale fin quando il giudice per le indagini preliminari non invalidò il mio arresto”.


Le tavole della graphic novel
LE IMMAGINI

 
Che cosa hai pensato quando hai aperto gli occhi in ospedale?
“Ero angosciato. Al risveglio pensai che nonostante non avessi nulla a che fare con i black bloc, la situazione era tale che avrebbero fatto di tutto pur di incastrarci. Non era possibile che i poliziotti non sapessero che stavano massacrando degli innocenti, significherebbe accreditare l’idea che siano degli incompetenti totali. E la mia alla fine non era una paura infondata: i tentativi di farci apparire colpevoli ci sono stati, eccome. Ci hanno provato con due motolov, con il presunto accoltellamento di un agente durante il blizt, ma i filmati e le perizie hanno smentito ognuna di queste accuse. E alla fine due poliziotti e due carabinieri sono stati rinviati a giudizio per falsa testimonianza. In ogni caso, tra indulto e prescrizione, nessun poliziotto finirà in prigione. Insomma, per merito dei magistrati sono stato prosciolto come tutti gli altri ragazzi presenti alla Diaz”.
 
Sono passati otto anni dai fatti di Genova. Oggi che cosa provi ripensando ad allora?
“L’angoscia personale è diventata amarezza e angoscia per il Paese. Sono sbigottito di fronte alla constatazione che non cambia mai nulla. Nonostante le promesse non è mai stata costituita una commissione d’inchiesta. E non ci sono mai state neanche delle scuse: anzi, tutti i dirigenti presenti alla scuola Diaz sono stati promossi”.
 
Ti piacerebbe che “Quella notte alla Diaz” diventasse un film?
“Sì: i film, come i fumetti, danno la possibilità alla gente di immedesimarsi. Solo vivendo le cose si possono superare i pregiudizi, potrebbe essere quindi molto utile”.
 
Leggendo la graphic novel si apprende che già nel 2001 usavi le mail per comunicare con i tuoi amici. Oggi quanto è utile per te il web?
“È fondamentale. Quando mi sono messo a disegnare questa storia non pensavo che avrei trovato un editore pronto a scommettere su di me, ma mi consolavo pensando che l’avrei comunque pubblicata sul web. Quando è arrivato Guanda ovviamente sono stato entusiasta. Da poco ho aperto un blog per mostrare i miei lavori e sto scoprendo che internet permette di far girare notizie che altrimenti non verrebbero date”.
 
A proposito, da quando è uscito il libro sei stato due volte in tv a presentare il tuo lavoro, su Raidue nella trasmissione di Michele Mirabella, "Cominiciamo bene l'estate" e su Raitre nel programma Tatami di Camilla Raznovich. Come è andata?
“Male: sono stato manipolato in entrambi i casi. Persino a Tatami, dove ho trovato un cast genuino, ho subito dei tagli”.
 
Cos’è successo a "Cominiciamo bene l'estate"?
“Fui intervistato da Arianna Ciampoli, che fu gentilissima. Le sue intenzioni di raccontare i fatti della Diaz erano assolutamente genuine e fosse stato solo per lei sarei uscito contento dall'intervista. Ma purtroppo non c'era solo lei. C'erano anche Mirabella e Giovanardi... Alla fine del mio intervento mi staccarono il microfono e lasciarono trarre le conclusioni a Giovanardi. Il quale spostò immediatamente il discorso dalle violenze della polizia a quelle dei manifestanti. Io a un certo punto provai ad intervenire e Mirabella mi sgridò, dicendo che io avevo avuto il mio tempo per parlare e ora toccava al ministro”.
 
Per concludere, uno sguardo alla cronaca. Che cosa pensi della morte di Stefano Cucchi?
“È stato torturato per puro sadismo. Una situazione possibile dall’impunità garantita di cui godono. Del resto l’Italia attende ancora una legge contro la tortura”.

0 mi piace, 0 non mi piace


Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA