(Falsi) Libri green/ La classifica 'Salvaforeste' di Greenpeace continua a far discutere...

IL CASO/ Dopo che Affaritaliani.it ha raccolto la denuncia della Geca, secondo cui "ci sono sul mercato migliaia di 'falsi' libri Fsc. Colpa di editori come minimo 'distratti' (o 'con scarsa conoscenza delle regole che governano la catena di custodia FSC'), e di stampatori (forse) un po’ 'spregiudicati'..." e, in più, "non tutti gli editori indicati come 'virtuosi' dalla classifica 'Salvaforeste' di Greenpeace producono libri attenendosi ai criteri previsti dalla certificazione Fsc, e rischiano il ritiro dei libri dal mercato.", ci è arrivata la replica di Greenpeace. Oggi la Geca controreplica su Affaritaliani.it: "Chi si assume l'onere di stilare una classifica di questo tipo, si assume automaticamente anche la responsabilità di fare verifiche il più accurate possibile...". LEGGI TUTTI GLI INTERVENTI E SCOPRI I PARTICOLARI

Venerdì, 15 ottobre 2010 - 16:00:00

foreste

Ecco la controreplica di Luigi Bechini (responsabile Certificazioni Geca Spa (litografia industriale specializzata nella stampa di libri di narrativa e saggistica) inviata oggi ad Affaritaliani.it per rispondere alla replica di Greenpeace.
(Per leggere tutti i particolari sul caso vedi gli articoli in fondo)

Gentile Redazione,
abbiamo letto la precisazione di Greenpeace da voi pubblicata il 13.10.2010 in merito alla lettera aperta di Geca sul tema dei “falsi” libri FSC.
 
Non abbiamo mai dubitato del fatto che Greenpeace avrebbe preso sul serio la nostra denuncia e avrebbe attivato tutte le verifiche opportune.
 
In merito ad alcune osservazioni contenute nella nota di Greenpeace, relative al nostro modus operandi, ci preme solo precisare due aspetti per noi importanti.
 
In primo luogo, i nomi degli editori presenti nella classifica Salvaforeste e sui cui libri abbiamo rilevato marchi FSC contraffatti, sono stati da noi segnalati fin da fine giugno 2010 (appena li abbiamo rilevati) sia a Greenpeace, in quanto estensore della classifica, che a Fsc Internazionale, in quanto ente preposto al controllo della catena di custodia FSC. Non abbiamo reso pubblici i nomi degli editori interessati perché non è nostro compito controllare e giudicare l'integrità delle catene di custodia o fare classifiche dei "buoni" e dei "cattivi". La nostra scoperta, infatti, è stata del tutto casuale. Rendere pubblici i nomi avrebbe significato stilare una sorta di sub-classifica, senza però aver svolto i necessari controlli su tutti gli altri editori inclusi tra i "buoni" nella classifica stessa. Controllo che, ripeto, compete giustamente ad altri (noi dobbiamo solo stampare libri, al meglio e il più velocemente possibile).
 
In secondo luogo, un aspetto di metodo. Noi crediamo che chi si assume l'onere di stilare una classifica di questo tipo, si assume automaticamente anche la responsabilità di fare verifiche il più accurate possibile sulle informazioni alla base dei punteggi con i quali la classifica viene formata. Soprattutto perché le regole e le normative del sistema FSC non sono molto conosciute e non sono affatto semplici. E' più che probabile che gli editori che hanno utilizzato il marchio FSC in modo abusivo non avessero la minima idea di commettere un illecito.
 
Detto questo, il nostro obiettivo di fondo non è far "retrocedere" qualche editore nella classifica Greenpeace. Al contrario, vorremmo che sempre più editori si inseriscano nella filiera virtuosa dell'FSC, di cui fanno ormai parte anche moltissimi editori che, insieme e grazie a Geca, oggi producono libri amici delle foreste. La classifica Salvaforeste non è quindi soltanto utile, ma forse necessaria: vorremmo che su questo, sull’importanza del ruolo di Greenpeace e sulla condivisione di una battaglia comune non ci fossero fraintendimenti. Speriamo di aver dato un piccolissimo contributo per renderla se possibile ancora più efficace.
 
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti,
Luigi Bechini

QUI DI SEGUITO L'ARTICOLO DI AFFARITALIANI.IT CHE HA APERTO IL CASO E LA REPLICA DI GREENPEACE:

Pubblicato su Affaritaliani.it l'11 ottobre 2010

La denuncia: "In libreria migliaia di falsi libri 'salvaforesta'..."
IL CASO/ Anche l'editoria, come tutti gli altri settori, punta sul "green" (anche per motivi di marketing...). Affaritaliani.it ha raccolto la denuncia di Luigi Bechini, responsabile Certificazioni Geca Spa (litografia industriale specializzata nella stampa di libri di narrativa e saggistica): "Ci sono sul mercato migliaia di 'falsi' libri Fsc". Colpa di editori come minimo “distratti” (o “con scarsa conoscenza delle regole che governano la catena di custodia FSC”), e di stampatori (forse) un po’ “spregiudicati”… Bechini spiega: Abbiamo scoperto che non tutti gli editori indicati come “virtuosi” dalla classifica 'Salvaforeste' di Greenpeace producono libri attenendosi ai criteri previsti dalla certificazione Fsc. Rischiano il ritiro dei libri dal mercato...". E ancora: "Ci sono stampatori che realizzano, per conto di alcuni editori, libri a marchio FSC, pur non avendone i requisiti". SCOPRI TUTTI I PARTICOLARI

di Antonio Prudenzano

LA LETTERA DI GREENPEACE AD AFFARITALIANI.IT

(pubblicata su Affaritaliani.it il 13 ottobre 2010)

Gentile Redazione,

In riferimento alla pubblicazione del vostro articolo (qui a fianco, ndr) ci preme precisare che abbiamo ricevuto oggi una lettera inviataci da Geca Industrie Grafiche che denuncia l’uso improprio del logo FSC da parte di alcuni editori presenti nella nostra classifica Salvaforeste.

Riteniamo, al pari di Geca Edizioni, che l’utilizzo improprio del marchio FSC costituisce una violazione della normativa a tutela dei marchi e, soprattutto, che sia un comportamento inaccettabile nei confronti dei lettori/consumatori che hanno imparato a “leggere” nel logo FSC una vera garanzia di sostenibilità. Precisando, in questa sede, che non sta a un’organizzazione come la nostra verificare gli eventuali abusi sull’uso del logo (cosa che compete a FSC che ha già aperto una procedura d’infrazione nei confronti degli interesati) verificheremo per quanto possibile le affermazioni di Geca Industrie Grafiche e ci riserviamo di modificare la posizione di alcune case editrici previa interlocuzione e verifica con le stesse.

E' importante spiegare che la nostra classifica è stata elaborata basandosi sulle informazioni che le stesse case editrici italiane hanno fornito rispondendo al questionario di Greenpeace. Tutti gli editori che hanno risposto, o che in seguito alla pubblicazione della classifica hanno cambiato le proprie politiche di acquisto, sono stati
valutati in base alla trasparenza ed alla tipologia di carta utilizzata per i propri prodotti editoriali.

Detto questo, riteniamo che Geca Industrie Grafiche avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di indicare i nomi degli editori che – secondo le evidenze che essi hanno – utilizzano impropriamente il logo FSC piuttosto che far riferimento a una generica presenza di editori “furbi” all’interno della nostra classifica Salvaforeste. Abbiamo già chiesto a Geca Industrie Grafiche di fornirci dettagli su questi comportamenti irregolari: se avremo evidenze che alcuni editori hanno dichiarato il falso rispondendo al ns questionario provvederemo a modificare la classifica e a stigmatizzare comportamenti scorretti.

La correttezza degli editori è, per quanto ci riguarda, la base di partenza della nostra classifica. Non abbiamo mai dubitato della bontà dei dati forniti dagli editori poiché riteniamo che essere chiari e trasparenti sulle politiche di acquisto della carta sia una delle loro principali responsabilità. Per questo motivo non concordiamo sul fatto che la nostra classifica possa “penalizzare” gli editori corretti: chi ci comunica dati erronei è il solo responsabile di minare la credibilità del settore.

Cordiali saluti

Chiara Campione
Greenpeace Italia Responsabile Campagna Foreste

“Green”, il più possibile “green”,  perché “green” di questi tempi è (fin troppo) “bello”. Non  a caso, ultimamente gli esperti di marketing di qualsiasi azienda non “impongono” altro ai dirigenti di turno: puntare sul "green"... Accade anche nell’editoria, dove una delle mode più politicamente corrette del momento è quella di utilizzare carte per i libri dotate di certificazione Fsc e/o riciclate. Non che ci sia niente di male, anzi. Peccato che, stando alla denuncia di Luigi Bechini, responsabile Certificazioni Geca Spa (litografia industriale specializzata nella stampa di libri di narrativa e saggistica) che abbiamo raccolto, ci siano "migliaia di 'falsi' libri Fsc sul mercato. Colpa di editori come minimo “distratti” (o “con scarsa conoscenza delle regole che governano la catena di custodia FSC”, come ci spiegherà Bechini), e di stampatori (forse) un po’ “spregiudicati”…

LA DENUNCIA - Ma entriamo nei particolari. Per farlo, è utile leggere fino alla fine la lettera che Bechini  ha mandato agli editori italiani di recente e che ci ha fatto avere. Eccola: “Gentile editore, in occasione del Salone del Libro di Torino 2010, Greenpeace Italia ha reso nota la classifica “Salvaforeste” con l’elenco degli editori “buoni” – che utilizzerebbero carte Fsc e/o riciclate – e degli editori “cattivi” – che non utilizzano tali carte o mancano di trasparenza. Purtroppo abbiamo scoperto che non tutti gli editori indicati come “virtuosi” producono libri attenendosi ai criteri previsti dalla certificazione Fsc. Visto che il problema riguarda anche best sellers, abbiamo ragione di ritenere che milioni di libri oggi nelle librerie siano in realtà dei “falsi”, contraddistinti da marchi Fsc contraffatti. Nel giugno scorso abbiamo segnalato la cosa a Greenpeace, ma nella classifica ad oggi on line (www.greenpeace.it/deforestazionezero, aggiornata al 20/07/2010) tali editori risultano ancora inseriti tra i “buoni”. Confidiamo, in ogni caso, in un prossimo aggiornamento. La nostra azienda si chiama Geca, è una litografia industriale specializzata nella stampa di libri di narrativa e saggistica. Siamo certificati Fsc dal 2007 e da anni promuoviamo l’utilizzo di carte “amiche delle foreste”. Per questo motivo abbiamo sentito il dovere di scrivere questa lettera aperta, anche per segnalare i rischi per l’editore legati all’abuso del marchio Fsc. Capita infatti che alcuni editori producano libri a marchio Fsc avvalendosi però di stampatori non in possesso della relativa certificazione, necessaria per riportare il marchio sul libro. Viene così riprodotto un marchio “falso”, privo cioè dei requisiti grafici e di contenuto richiesti dal Forest Stewardship Council (come, ad esempio, il codice di certificazione dello stampatore). L’utilizzo abusivo del marchio Fsc costituisce una violazione della normativa a tutela di marchi, brevetti e proprietà industriale che può provocare serie conseguenze. Le contraffazioni da noi casualmente rilevate sono state segnalate a Fsc Internazionale (presso la sede di Bonn, responsabile del trademark). Dopo aver svolto un’indagine che ha appurato gli abusi, ci hanno confermato che, qualora tali comportamenti non cessassero, Fsc potrà arrivare anche alla richiesta di ritiro dei libri dal mercato. Ma il problema più grave non è l’utilizzo abusivo del marchio, quanto il fatto che, in assenza di certificazione, nessun ente terzo può verificare che la catena di custodia sia controllata e il lettore/consumatore rischia conseguentemente di essere tratto in inganno. La certificazione Fsc, infatti, riguarda la rintracciabilità dei prodotti a base legnosa. Semplificando: ciò che conta è la possibilità per un ente terzo e indipendente di verificare che la quantità di libri prodotti con l’etichetta Fsc corrisponda alla quantità di crediti di cellulosa Fsc acquistati presso la cartiera. Se lo stampatore non è certificato, chi controlla che abbia effettivamente acquistato i crediti necessari? La classifica “Salvaforeste” rischia così di premiare i furbi (o i male informati) e penalizzare gli editori corretti; scoraggia quanti di noi (stampatori, cartiere, editori, scrittori, enti di certificazione, ambientalisti e membri di Fsc) si stanno sforzando da tempo di sostenere la serietà dello schema di certificazione forestale, lottando contro il luogo comune che “tanto le regole non le rispetta nessuno”. Se gli editori che non si attengono alle regole finiscono nel gruppo dei “virtuosi”, con quale forza e credibilità noi potremo sostenere presso i nostri clienti la necessità di seguire in modo scrupoloso la normativa? Siamo grati a Greenpeace di aver portato questo tema al centro dell’attenzione del mercato editoriale, anche se forse, nella stesura della classifica, sarebbe stato opportuno un maggior controllo sulle fonti. Il passo successivo spetta però a voi editori: se volete stampare libri a marchio Fsc, pretendete che il vostro stampatore si certifichi, altrimenti cambiate stampatore. È un atto di rispetto anche nei confronti dei vostri lettori. Siamo convinti che da questa vicenda possa nascere qualcosa di positivo per tutti e, soprattutto, per una migliore tutela forestale. Questa lettera è on line anche sul nostro blog www.gecaonline.it/blog, che è a disposizione per ospitare idee e punti di vista sul tema dell’editoria e della stampa sostenibile. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti, Luigi Bechini

LA CLASSIFICA “SALVAFORESTE” - Questa la lettera, una denuncia senza se e senza ma. Ma entriamo ancor più nello specifico: online è disponibile la classifica “Salvaforeste”, aggiornata al 20 luglio 2010, disponibile all’indirizzo www.greenpeace.it/deforestazionezero, che divide gli editori (in ordine decrescente di virtuosità) in “Amici delle foreste” (con Bompiani, Fandango e molte altre realtà editoriali che, a quanto pare, si sono parecchio impegnate sul versante “green”), “Sulla buona strada” (Marsilio, Feltrinelli, Fazi, Fanucci e diversi altri editori), “Più impegno e meno rischi” (con Chiarelettere, De Agostini, Longanesi e altri editori molto noti), “Insufficiente” (circa trenta editori, compresi Mondadori, Giunti e Rizzoli…), “Pericolo” (qui troviamo Alet e Rubbettino) e “Non classificabili” (con Mursia, Neri Pozza e altri).  Ciascuna definizione nel sito di Greenpeace è accompagnata dalla relativa motivazione (è possibile anche leggere il questionario sottoposto a tutti gli editori).

luigi bechini
Luigi Bechini
“GLI EDITORI RISCHIANO IL RITIRO DEI LIBRI DAL MERCATO” - Abbiamo chiesto a Luigi Bechini ulteriori spiegazioni, e la sua risposta, che in parte riprende le argomentazioni della lettera,  è un’ulteriore denuncia al sistema: "Abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta per sensibilizzare gli editori italiani sul tema della certificazione forestale della carta. I lettori/consumatori sono sempre più attenti a questi aspetti ed è quindi importante che ricevano informazioni corrette.  Ci sono stampatori che realizzano, per conto di alcuni editori, libri a marchio FSC, pur non avendone i requisiti. Il lettore crede così di acquistare un libro ‘amico delle foreste’, quando in realtà potrebbe non essere affatto così. Noi crediamo che questo atteggiamento sia dovuto principalmente a una scarsa conoscenza, da parte degli editori, delle regole che governano la catena di custodia FSC. Mentre il sospetto è che, da parte di alcuni tipografi, ci sia invece un po' più di spregiudicatezza. Noi stampatori siamo bombardati continuamente dalle cartiere e dalle riviste di settore sul tema delle carte eco sostenibili. E' impensabile che un tipografo di medie dimensioni non sappia quali siano i requisiti necessari per realizzare prodotti etichettati FSC. La nostra iniziativa vuole pertanto anche mettere in guardia gli editori, perché chi riporta il logo FSC senza averne diritto rischia grosso. FSC Internazionale ci ha confermato che possono arrivare anche alla richiesta di ritiro dei libri dal mercato. Senza contare che un uso illegittimo del marchio, alla lunga, rischierebbe di squalificare lo schema di certificazione FSC, che oggi è invece forse il più serio e rigoroso tra gli standard di certificazione forestale.  I casi che abbiamo riscontrato, li abbiamo subito segnalati alla sede di FSC responsabile per il trademark. Non crediamo corretto rendere pubblici i nomi di questi editori, anche perché la nostra scoperta è stata piuttosto accidentale e non è affatto detto che siano gli unici editori ad avere questo problema. Diciamo che quando e se Greenpeace aggiornerà la classifica, potrete confrontarla con la vecchia e vedere chi è stato retrocesso...".

LINK E DATI UTILI:
- http://info.fsc.org/PublicCertificateSearch: motore di ricerca per trovare le aziende certificate FSC RIFERIMENTI AGLI STANDART FSC

- FSC-STD-50-001 (Requirements for use of the FSC trademarks by Certificate Holders, 2010);

- FSC-STD-40-201 (On-product labeling requirements, 2004)

- FSC-STD-40-004 (FSC standards for chain of custody certification)

- FSC-STD-01-001 (FSC Principles and Criteria for forest stewardship) -http://info.fsc.org/PublicCertificateSearch  - motore di ricerca per trovare le aziende certificate FSC

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