Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana
di Antonio Prudenzano
Alet, piccola ma molto attiva realtà editoriale padovana, lancia da gennaio 2010 una nuova collana di 'giovani' scrittori italiani, "Gli iconoclasti", diretta dalla 'specialista' Giulia Belloni, che già si è fatta apprezzare per l'ideazione di due precedenti collane, "Gli interperanti" (per Meridiano Zero, dal 2004 al 2008) e "I cosmetici" (dal 2008 per Sartorio). La prima "iconoclasta" è Valentina Brunettin, 27enne vincitrice del Campiello Giovani (a soli 17 anni), che dopo il romanzo "L'Antibo" pubblicato un anno dopo la vittoria del premio veneziano, è tornata in libreria, per Marsilio (editore anche del suo esordio), con "Fuoco su Babilonia", e che ora si ripresenta con "I cani vanno avanti". Affaritaliani.it racconta in anteprima "gli iconoclasti", parlandone con la giovane curatrice
![]() La copertina del primo libro della collana |
Giulia Belloni, perché un'altra collana di 'nuovi' voci italiane? Ormai non c'è il rischio saturazione?
"Sì, c'è. Quando ho cominciato a occuparmi di autori italiani, nel 2004, praticamente era considerato da 'suicidi' farlo. Oggi è il contrario. La narrativa italiana è di moda, e tutti gli editori fanno la corsa per accaparrarsi gli esordienti. C'è grande competizione e maggiore difficoltà: ma mi pareva che in curva si dovesse accelerare. Lo facciamo. In questo momento, quindi, la sfida diventa individuare le voci di alta qualità. E' fondamentale la selezione".
E perché il nome "Iconoclasti"?
"Come ho appena detto, l'augurio che mi faccio è rintracciare testi di forte rottura, sia tematica sia stilistica. Mi è sembrata la definizione più idonea per gli intenti della collana".
![]() La curatrice della collana Giulia Belloni |
Il primo titolo in uscita (il 27 gennaio 2010, ndr) è "I cani vanno avanti" di Valentina Brunettin...
"L'ho selezionato tra tanti, troppi testi 'aggraziati'. Quello della Brunettin, invece, è il romanzo 'di rottura' che cercavo. Considero ‘I cani vanno avanti’ il più disturbante, il più emozionante e direi anche il più importante tra i romanzi che ho selezionato in questi dieci anni di ricerca. E sono orgogliosa che i librai abbiano voluto accogliere questa mia scommessa con un’altissima prenotazione di lancio. Ora tocca al romanzo accedere al suo destino.
Quali sono le prossime uscite previste?
"Per il 2010 l'obiettivo è mandare in libreria tre libri, poi dal 2011 contiamo di arrivare a quattro. Per la seconda uscita sto lavorando con un esordiente 25enne, ma ancora non c'è nulla di definito".
Gli "Iconoclasti" scrivono solo romanzi o anche racconti e reportage a metà tra giornalismo e letteratura così di moda ultimamente?
"Direi romanzi, sicuramente non testi a metà tra fiction e non fiction. Per i racconti il problema è sempre lo stesso, in Italia il mercato delle raccolte è ristretto".
Guardando alle altre case editrici, quale a suo avviso lavora meglio con le nuovi voci letterarie dal nostro Paese?
"Ce ne sono molte. A parte Minimum Fax che da anni fa bene ed è molto nota, ci sono Manni, Transeuropa, Nottetempo la stessa Gaffi".



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