Di Darwin non si può parlare

Venerdì, 9 ottobre 2009 - 14:45:00

di Fabrizio -  Associazione studi sulle origini Aiso

Perfino di Giuseppe Garibaldi, da qualche anno a questa parte, si può parlar male. Di Charles Darwin, a 200 anni dalla nascita e a 150 dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, ancora no. Non all’università di Bergamo, almeno, dove il congresso creazionista “Cosa rimane della teoria di Darwin?”, previsto per il 16-17 ottobre, non si svolgerà. Incomprensioni, sostiene la versione ufficiale. Un’ammissione che fa lo stesso presidente dell’organismo promotore, l’Associazione italiana studi sulle origini, Romano Ricci, con una lettera indirizzata a Enrico Giannetto, docente di Storia del Pensiero Scientifico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo orbico. Gli organizzatori gli scrivono: «Il nostro errore, e mio in particolare (senno di poi), è quello di non aver richiesto un assenso formale e cioè rivolto alle autorità accademiche di Bergamo, che molto probabilmente non avrebbero permesso che un dibattito creazione/evoluzione si potesse svolgere presso l’Università».

Eppure, nelle fasi preparatorie, il tenore dell’iniziativa era stato dicharato. Il 16 luglio, con un messaggio di posta elettronica, il professor Giannetto viene informato a dovere da Fabrizio Fratus, dell’Aiso, che lo mette al corrente così: "L’associazione nasce con lo scopo di difendere e promuovere la teoria del creazionismo che associa la nascita della vita e dell'uomo ad un progetto fortemente voluto. Per questo motivo, in contrapposizione alle celebrazioni “darwiniane” Aiso propone un congresso creazionista che avrà luogo a Milano il prossimo 16/17 ottobre. Il titolo del congresso sarà: Cosa rimane della teoria di Darwin?". Tutto chiarissimo. Nessuna contestazione nemmeno quando il prof. Giannetto viene informato che "vorremmo iniziare i due giorni con una tavola rotonda presso l’università di Bergamo, un incontro tra esponenti che ritengono la teoria di Darwin superata e inutile nell’ambito scientifico con esponenti che al contrario la ritengono attuale e assolutamente l’unica teoria scientifica che spieghi l’esistenza dell’Uomo. Una tavola rotonda composta da tre esponenti creazionisti (prof. Wolf Lonnig, biologo, dott. Mart De Groot, astrofisico, prof. Ferdinando Catalano, fisico) e da tre esponenti evoluzionisti dell’Università di Bergamo". Giannetto risponde il 30 luglio, fornendo i nominativi dei partecipanti di parte evoluzionista: Gianluca Bocchi, Enrico Giannetto e "forse Mauro Ceruti, ma la prego di non indicarlo al momento".

Poi, la repentina marcia indietro. In alcuni ambienti accademici la locandina che annuncia l’evento crea scandalo e, "per opposizione della nomenclatura evoluzionista", informa una newsletter dell’Aiso, salta tutto. I “creazionisti” comunicano anche la propria "decisione di evitare forti toni e polemiche non adeguate alle nostre reali intenzioni". L’incontro comunque si terrà a Milano, il 16 ottobre a partire dalle ore 15.30, e i lavori proseguiranno il giorno successivo presso l’hotel Jolly Touring.

 

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