Dopo Parigi la primavera delle nuove arti marziali

Dopo la strage di Charlie Hebdo in Italia (e in particolare a Milano) tutti si rifugiano nelle arti marziali. La più seguita? Il Win Chung cinese o "pugilato dell'eterna primavera". David Calligaris, uno dei più giovani e più seguiti maestri, spiega ad Affaritaliani.it: "La crisi esistenziale e il terrorismo generano l'esigenza di sentirsi autonomi e forti..."

Di Salvatore Passaro

Milano prima città violenta di italia. La diffusione sistematica di un palinsesto quotidiano della violenza, la percezione di una disfida subita nel partecipare ogni giorno al round delle strade, le addizioni oramai stratificate in dipendenze giustificano con un dato verticale l'aumento significativo dei reati che fanno riferimento a quelli puramente incidentali, provocati e prodotti dalla mera conflittualità fisica in cui sempre più 'gente normale' viene coinvolta.

Non è questione di marketing sociale né di psicologia del comportamento ma piuttosto è una mancanza di coscienza, di senso della comunità che fa il paio con l'alienazione progressiva data dal lavoro, dalla crisi, dalla perdita dei paraurti esistenziali di fronte ad una crisi che letteralmente crea camere asmatiche sulle aspettative.

Ma vicini al punto di saturazione i consorzi umani - che oggi le città rappresentano per intero nel nostro pianeta - reagiscono con germogli e infiorescenze spontanee di autodisciplina, di risettaggio delle paure e delle capacità fisiche non prive di un loro fascino, a giudicare dal successo che stanno ottenendo in termini di pubblico ed attenzione. Sono in tanti tra i cosiddetti normal people  quelli che si avvicinano allo studio delle arti marziali e non solo a quelle tradizionalmente più conosciute. Nuove forme giungono oggi date in eredità dal leaking di alcune tecniche dei servizi segreti fra i più famosi al mondo che tanto hanno fatto parlare di sé in questi ultimi tempi, come il Krav Maga del Mossad, propagandato dalle ronde ebraiche di Parigi o il Sistema degli ex spetsnaz russi.

Così come il Win Chung cinese, il "pugilato dell'eterna primavera" stile di arti marziali cinesi nato circa 400 anni fa secondo la leggenda da una monaca di nome Ng-Mui e da una sua allieva chiamata Wing Tsun - che significa appunto "Bella Primavera"-. Una leggenda creata per rimarcare due volte che lo stile non è basato sulla forza fisica ma bensì su altre caratteristiche ed oggi fiorito in città grazie a maestri che ne hanno affinato la tecnica in senso occidentale portandolo a livelli di speculazione filosofica e pratica disciplinata.

David Calligaris è uno di questi: pratica da 18 anni il win chung ed è in città uno dei più giovani e più seguiti maestri. Incontrarlo è come incontrare Peter Parker senza aver mai letto l'Uomo Ragno. Nella sua figura  è lampante l'inverosimiglianza con l'aspetto del guerriero secondo l'immaginario comune Faccia da bravo ragazzo, dirigente informatico di altissimo livello, altezza nella media, per nulla robusto, simpatico ed umanista a vederlo non si direbbe neanche lontanamente che sarebbe capace di mettere a terra quattro uomini senza alcuna fatica. Un avamposto del neo-esoterismo che si annida nelle pieghe della modernità "Milano, dice Davide, è una città fredda nei rapporti umani. Nel Wing Tsun ci sono molti esercizi a contatto con il compagno e questo lascia le persone "spiazzate". Non siamo più abituati al contatto fisico con altre persone.

Le persone al mondo d'oggi - e i bambini in particolare - hanno perso l'abitudine al contatto fisico, e questo non permette di conoscere il funzionamento bio-meccanico del loro corpo. Ci sono molti adulti che forse a causa del loro lavoro sedentario non hanno la conoscenza di diverse articolazioni del proprio corpo come quelle del bacino o della zona scapolare".

Sento - prosegue Davide - nelle persone che frequentano il corso, in particolar modo nelle ragazze, di voler essere indipendenti di fronte ad una minaccia, di avere qualche chance di cavarsela da soli con successo. Penso che questa necessità di voler diventare autonomi per la propria autodifesa nasca perchè, la vita, il lavoro, ci fà passare molto tempo da soli o forse perchè non abbiamo più fiducia negli altri. Si leggono di frequente articoli di donne scippate o vittime di violenza che nonostante chiedessero aiuto non è intervenuto nessuno. Forse la gente si sta rendendo consapevole di questo e dunque vuole avere appunto un'autonomia nel sapersi difendere".

Sapersi difendere nasce dal volersi difendere: non si resta mai indifferenti di fronte alle notizie che negli ultimi tempi ci hanno raccontato di tassisti uccisi a pugni, assalti a mani nude contro inermi passanti o violenze sessuali su donne in pieno giorno. Ma è tempo di capire che le ragioni sono altre e che queste sono radicate quasi sempre in forme varie di squilibri, di sbilanciamenti, di eccessi. La risposta non né certo armarsi, né tantomeno cercare di reagire sempre e comunque solo perché si è acquisita una tecnica di autodifesa. La risposta è nell' equilibrio cercato per non sentirsi del tutto sprovvisti, isolati, abbandonati a se stessi. Un equilibrio che ridona forza al self control, alla fiducia in se stessi. E come sappiamo nulla è più sicuro contro ogni pericolo della sicurezza in noi stessi.

http://wingtsunmilano.com/2015/01/09/lezione-di-prova-gratuita-di-wing-tsun-a-milano-citta-domenica-18-gennaio-2015/

 


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