Editoria/ La Nuova Frontiera apre (anche) agli esordienti italiani e ai libri-inchiesta... In anteprima su Affaritaliani.it

In vista del decennale, che festeggerà nel 2012, il direttore editoriale Lorenzo Ribaldi parla con Affaritaliani.it del presente e del futuro della sua creatura, La Nuova Frontiera, marchio specializzato negli autori di lingua spagnola e portoghese. La casa editrice indipendente romana non sente la crisi: "Intorno a noi la vediamo, ma fortunatamente fino ad oggi non la soffriamo. Abbiamo chiuso anche il 2010 in crescita, più contenuta rispetto a quella degli anni precedenti". Sul futuro: "Resteremo indipendenti, tra gli obiettivi non c'è quello di farci acquisire da un grande gruppo. Quest'anno debutterà la nostra prima collana di non fiction dedicata al giornalismo d'inchiesta e alle cronicas latinoamericane. Inoltre, La Nuova Frontiera Junior diventerà un marchio a sé". E ancora: "Nel 2012 vogliamo aprirci alla narrativa italiana e lo vogliamo fare perché pensiamo sia quasi obbligatorio per un editore di progetto confrontarsi prima o poi con la propria lingua. Pubblicheremo esordienti e lavoreremo molto con il libro elettronico...". L'INTERVISTA

ANTEPRIMA/ Editoria/ Da settembre anche Nottetempo nel marchio di tascabili BEAT

 

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di Antonio Prudenzano

Lorenzo Ribaldi la nuova frontiera
Lorenzo Ribaldi
La Nuova Frontiera si appresta a compiere 10 anni. Un decennale all'insegna della qualità, della ricerca letteraria e del successo di pubblico (basti pensare che Mercè Rodoreda, l'autrice catalana di punta di questa piccola realtà editoriale, finora ha venduto più di 80.000 copie nel nostro Paese). Affaritaliani.it ha intervistato il direttore editoriale della casa editrice romana, Lorenzo Ribaldi.

Oltre ai libri di Mercè Rodoreda, in questi primi 10 anni quali sono stati gli altri "bestseller" della sua casa editrice?
"I dieci anni li festeggeremo ufficialmente nel 2012, però siamo ugualmente contenti di essere riusciti a portare avanti un progetto che sembrava molto rischioso: una casa editrice che esplorasse globalmente gli autori e le letterature di lingua spagnola e portoghese. Abbiamo iniziato nel 2002 con 'liberamente', la nostra collana madre, pubblicando In via del tutto eccezionale dello spagnolo Felipe Benítez Reyes, premio Nadal nel 2007, e il libro d’esordio dello scrittore portoghese José Luis Peixoto. E proprio il romanzo di Peixoto, Nessuno sguardo, è stato il nostro primo e ben augurante bestseller. Certamente piccolo dal punto di vista economico, ma grande nel rafforzare la fiducia nella nostra linea editoriale. Due anni dopo, seguendo l'attuale direttrice d’espansione della lingua spagnola, abbiamo attraversato per la prima volta il Rio Grande pubblicando Caramelo, della scrittrice chicana Sandra Cisneros.
Quell'anno, Sandra Cisneros vinse contro ogni pronostico il premio Napoli, cosa nient'affatto scontata visto che tra i cinque finalisti c'erano tutte le grandi case editrici e noi avevamo solo nove libri in catalogo. Le vendite furono subito positive e anche ora, che gode di una seconda vita nei tascabili BEAT, Caramelo continua ad avere molti lettori.
Nel 2009, per completare il progetto originale, abbiamo lanciato la collana 'Il basilisco', dedicata alla pubblicazione, o a volte alla ripubblicazione, dei classici delle 'nostre' letterature. E proprio quell'anno è uscito, prima un po' in sordina per poi assumere i contorni del vero e proprio caso editoriale, La piazza del diamante". 

la nuova frontiera logo

Come avete chiuso il bilancio 2010? Sentite la crisi?
"La crisi intorno a noi la vediamo, ma fortunatamente fino ad oggi non la soffriamo. Abbiamo chiuso anche il 2010 in crescita, più contenuta rispetto a quella degli anni precedenti, ma questo dato confortante ci permette di portare avanti con fiducia i nostri progetti futuri".

La "Nuova Frontiera Junior" è la vostra collana di libri-gioco per bambini e ragazzi (nel '99 l'aveventura della casa editrice è cominciata proprio con questo target, ndr). Come vi collocate in questa fetta di mercato? Quali sono le prossime novità in arrivo?
"La Nuova Frontiera Junior da quest'anno diventerà un marchio a sé, che ingloberà il catalogo per bambini e ragazzi de La Nuova Frontiera. In questo momento ci stiamo indirizzando soprattutto sugli albi illustrati e sulla narrativa per ragazzi ed infatti, proprio in questi giorni, è nelle librerie La battaglia del sole di Jeanette Winterson. Un libro molto avvincente che speriamo possa avere anche qui il successo che ha ottenuto in altri paesi. Altro filone del catalogo junior è quello della filosofia classica spiegata ai bambini che, da parecchi anni, portiamo avanti con i libri di Emiliano Di Marco e con le avventure del suo Platone bambino".

Dal 2002, con la collana Liberamente, proponete autori di lingua spagnola e portoghese. Quali sono i testi pubblicati finora che la rendono più orgoglioso? E quali saranno i prossimi in uscita?
"Più che orgoglioso direi felice, e di titoli ce ne sono tanti, forse tutti. Ultimamente però mi sono appassionato alla scrittura di Jaume Cabré, di cui abbiamo già pubblicato tre romanzi. Cabré ha un talento unico nel costruire trame a incastro che lasciano di stucco anche il lettore più smaliziato, e a questo unisce una sorprendente capacità di creazione di personaggi principali e secondari. Due ingredienti che permettono a Cabré di scrivere romanzi allo stesso tempo raffinati e popolari, una qualità che pochi hanno. A settembre invece sarà il turno della nostra grande scommessa, La ballata del re di denari di Yuri Herrera. Libro d'esordio di una delle voci più interessanti della letteratura latinoamericana, i cui diritti sono stati acquistati dalle più prestigiose case editrici europee di letteratura (Faber&Faber, Gallimard, Fischer e Wereldbibliotheek). La ballata del re di denari è una riflessione sull’arte in un’ipotetica società come la nostra ma ormai corrotta dai valori del narcotraffico. Lupo, il protagonista, è un cantante di corridos, la sua strada s’incrocia un giorno con quella del Re, potente boss del narcotraffico, ed entra a far parte della sua corte. Ma essere un cortigiano ha il suo prezzo: deve scrivere canzoni per il mondo in cui vive, deve cantare le gesta del suo Re, deve d’ora in poi comporre narcocorridos. Devo ringraziare pubblicamente per questo libro Pino Cacucci, che lo ha tradotto dal messicano. Herrera, infatti, ricrea la lingua popolare del nord del paese, infarcita di slang e termini presi in prestito dal mondo del narcotraffico. Senza la traduzione di Cacucci questo libro sarebbe stato molto difficile da pubblicare. Anche con il basilisco andiamo avanti: tra poco riportiamo nelle librerie un classico della letteratura brasiliana, Caio Fernando Abreu, e poi sarà la volta di uno dei grandi scrittori del cono sur, Mario Benedetti.".

E' vero che nel 2012 aprirete per la prima volta alla narrativa italiana?
"Sì, nel 2012 vogliamo aprirci alla narrativa italiana e lo vogliamo fare perché pensiamo sia quasi obbligatorio per un editore di progetto confrontarsi prima o poi con la propria lingua. Mi dispiace però deluderla, ma su questo non posso essere più preciso. Stiamo ancora riflettendo su come iniziare e in che modo. Per ora solo i contorni generali ci sono chiari: pubblicheremo esordienti e lavoreremo molto con il libro elettronico".

Oltre alla narrativa italiana, cosa c'è nel futuro prossimo de La Nuova Frontiera?
"Oltre alla narrativa italiana, quest'anno debutterà la nostra prima collana di non fiction dedicata al giornalismo d'inchiesta e alle cronicas latinoamericane".

A settembre 2010 sono nate le edizioni della Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili (BEAT), per "raccogliere i tesori delle case editrici letterarie e indipendenti italiane in pubblicazioni economiche inedite". Del progetto fa parte anche La Nuova Frontiera. Come sta andando? Il bilancio ad oggi è positivo?
"BEAT è un esperimento felice di collaborazioni tra case editrici indipendenti per mettere assieme il meglio dei nostri cataloghi e farci raggiungere un pubblico più vasto. Per noi il bilancio è stato positivo e proprio in questi giorni stiamo decidendo quali titoli andranno ad arricchire la biblioteca degli editori associati".

Resterete sempre indipendenti, o tra gli obiettivi per il futuro c'è anche quello di farvi acquisire da un grande gruppo editoriale?
"No, non credo che tra gli obiettivi di un editore indipendente ci possa essere quello di farsi acquisire. Noi, dal canto nostro, siamo determinati a rimanere indipendenti e lavoriamo ogni giorno con passione per portare avanti le nostre scelte editoriali".


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