Editoria/ Pequod diventa Italic (Pequod). L'intervista di Affaritaliani.it al direttore editoriale Marco Monina

Pequod, una delle case editrici italiane più brave a 'scovare' esordienti, cambia nome, diventando Italic, e torna del tutto indipendente. Marco Monina, il direttore editoriale, ha scelto Affaritaliani.it per spiegare l'operazione: "Cambia tutto, e in realtà non cambia niente...". E aggiunge: "Spesso capita che gli scrittori scoperti dai piccoli vengano 'rubati' da case editrici (e anticipi) più importanti. Ma poi, delusi, rientrano alla base. Chissà, ad esempio, se presto il 'nostro' Andrea Mancinelli non ripubblicherà con noi...". E sulle novità: "In arrivo un inedito del compianto Enzo Siciliano che ci ha mandato poco prima di morire". L'INTERVISTA

Mercoledì, 25 novembre 2009 - 12:10:00
Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

italic pequod

IL LOGO

Cambia nome (in parte) e torna del tutto indipendente (da Vivalibri, che dal 2003 era entrata nella proprietà). Parliamo di Pequod, o meglio di Italic (Pequod), realtà editoriale di qualità nata nel 1997 e che rinasce in questi giorni. "Non è cambiato niente e, allo stesso tempo, è cambiato tutto - spiega ad Affaritaliani.it lo storico direttore editoriale Marco Monina -  Dopo un po' di tempo c'era l'esigenza di far inserire forze fresche nella casa editrice. Abbiamo sempre lavorato con pochi mezzi. Questo è un mestiere, nonostante quello che si pensi, che ti toglie molte energie. E un cambio ogni tanto ci vuole".

E dal punto di vista puramente letterario, che novità ci saranno? "Puntiamo molto sugli esordienti, come sempre, e naturalmente sugli autori del nostro catalogo". Che però, come spesso capita, abbandonano l'editore che gli ha scoperti per case editrici (e anticipi) più importanti. Monina ne è consapevole, ma... "E' vero, ma capita sempre più spesso che poi, delusi dalla scarsa attenzione, tornino alla base. Chissà se presto il nostro Andrea Mancinelli non ritornerà a pubblicare con noi...". E sulle novità editoriali in arrivo, Monina anticipa: "Il 2 dicembre pubblicheremo "Cuori e fantasmi", una raccolta del compianto Enzo Siciliano. Uno dei racconti ce l'ha mandato tre giorni prima che morisse".

Così si presenta nel nuovo sito l'editore anconetano:

"Italic è appena nata, ma ha già dieci anni d’esperienza alle spalle. Esperienza maturata con la casa editrice Pequod, nella cui redazione questa nuova avventura ha preso vita, si è formata e concretizzata; per semplicità possiamo dire che Pequod è diventata Italic. Nonostante la redazione, il modo di lavorare e lo spirito che ci anima siano sempre gli stessi – continueremo “a navigare in mare aperto, alla ricerca, tra recuperi e inediti, delle scritture di qualità”, così come recitava il manifesto di Pequod – la trasformazione è stata radicale e necessaria.  Necessaria, in primo luogo, per affrontare i cambiamenti subiti dall’editoria italiana in questi anni, un panorama molto diverso da quello in cui Pequod ha vissuto per lungo tempo. Oggi, forti del nostro passato – possiamo vantare la scoperta di scrittori come Mario Desiati, Diego de Silva, Martino Gozzi; la presenza in catalogo di autori quali Enzo Siciliano, Claudio Piersanti, Gilberto Severini, Ferruccio Parazzoli – vogliamo occupare gli spazi lasciati indebitamente vuoti dalla grande editoria italiana, accogliere scrittori e lettori delusi dall’attuale stato di cose, e soddisfare esigenze inascoltate dal mercato editoriale.  Con la nascita di Italic, la collana che conserverà il nome Pequod sarà dedicata alla ricerca di talenti, alle scritture di qualità. La collana Padri nel deserto – che vedrà la prima uscita nel 2010 – si propone invece di recuperare grandi libri, grandi maestri del Novecento ormai dimenticati; opere introvabili, scomparse dagli scaffali delle librerie. Italic prende il nome dal carattere tipografico, l’italico – il corsivo –, inventato da Aldo Manunzio, stampatore veneziano del Cinquecento, considerato il primo vero editore della storia italiana. Fu il primo a pensare che tutti i libri pubblicati da un editore devono essere visti come anelli di un’unica catena, parti di un unico Libro; crediamo che a distanza di oltre cinquecento anni, questo rimanga il traguardo più audace, più ambizioso".

 


 

 

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