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Culture
Firenze, nasce l’accademia per lo spettacolo: Pavarotti, Tebaldi e Zeffirelli

di Andrea Cianferoni

E’ stato siglato a Firenze, a Palazzo San Firenze, alla presenza di Nicoletta Mantovani (Presidente della Luciano Pavarotti Foundation), di Giovanna Colombo (Presidente della Renata Tebaldi Fondazione Museo), di Pippo Zeffirelli (vicepresidente dell’omonima Fondazione) e della vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachiil progetto dei corsi di arti dello spettacolo che vedrà l’inedita collaborazione tra le tre fondazioni che ospiteranno, a turno, classi di studenti che ambiscono a intraprendere delle carriere di rilievo nel mondo dello spettacolo. Questa operazione, che si svela dopo un periodo di messa a punto del progetto, si pone l’obiettivo primario di instaurare sin da subito una sinergia tra le tre diverse fondazioni, ognuna delle quali metterà in campo le proprie eccellenze.  Presso la Luciano Pavarotti Foundation di Casalecchio di Reno (BO) si terranno i corsi per giovani voci; la Renata Tebaldi Fondazione Museo (che ha sede a Busseto, in provincia di Parma) invece si occuperà di corsi sul costume teatrale; negli spazi della didattica della Fondazione Franco Zeffirelli, infine, saranno ospitati i corsi di regia di opera lirica; questi saranno tenuti dal regista Marco Gandini, già allievo del Maestro Zeffirelli e suo aiuto regista in ogni opera dell’ultimo ventennio. Gandini ha già insegnato sia al Teatro alla Scala di Milano, sia in Giappone, e con questi nuovi corsi corona il desiderio di poter insegnare anche a Firenze, per portare avanti la tradizione del Maestro nella sua città Natale. La fase operativa del progetto “Arte e cultura Italia”, prenderà il via a gennaio 2019, così come è previsto che in futuro si ampli l’offerta formativa del progetto, con nuovi corsi dedicati a ulteriori arti dello spettacolo. Nella stessa occasione è stato annunciato il programma artistico del mese di dicembre della Fondazione Zeffirelli, sotto la supervisione del direttore artistico Francesco Ermini Polacci. Previsti vari appuntamenti che vanno dai “pacchetti” che prevedono la proiezione di un film (o di altri materiali video) e la visita esclusiva all’archivio dei documenti mai visti relativi a quell’opera, fino all’anniversario di Leonard Bernstein e all’immancabile “Concerto di Natale” del 22 dicembre, realizzato alle 19.30, nella Sala della Musica grazie alla nuova collaborazione con la Scuola di Musica di Fiesole. Nell’ambito de “L’Archivio mai visto: Carmen”, venerdì 14 dicembre alle 17.30 si terrà il percorso guidato attraverso i materiali documentari dell’allestimento di Carmen di Bizet presentato a Vienna nel 1978 (regia e scene: Franco Zeffirelli; costumi: Leo Bei; interpreti: Elena Obraztsova, Placido Domingo, Juri Mazurok, Isobel Buchanan, Coro e Orchestra della Staatsoper di Vienna, Carlos Kleiber). Sempre in occasione del 40° anniversario della prima rappresentazione (Vienna, Staatsoper, 9 dicembre 1978), venerdì 14 dicembre alle 19.30 nella Sala della musica del complesso monumentale di San Firenze è in programma la proiezione integrale di Carmen di Bizet (durata 3 ore circa, intervallo tra il 2° e 3° atto), preceduta da un’introduzione di Francesco Ermini Polacci. Nell’ambito de “L’Archivio mai visto: Romeo e Giulietta”, venerdì 21 dicembre alle 17.30 si terrà il percorso guidato attraverso i materiali documentari del film Romeo e Giulietta (regia: Franco Zeffirelli; sceneggiatura: Franco Brusati, Masolino d’Amico, Franco Zeffirelli; interpreti: Leonard Whiting, Olivia Hussey; musica: Nino Rota). In occasione del 50° anniversario dell’uscita del film nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, venerdì 21 dicembre alle 19.30 nella Sala della musica è in programma la proiezione in italiano di Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (durata 138 minuti, senza intervallo). Introduzione di Caterina d’Amico, studiosa di cinema e consulente della Fondazione ZeffirelliL’ultimo appuntamento del 2018 è programmato per venerdì 28 dicembre alle 18.30 con la conferenza dal titolo “Franco Zeffirelli e Leonard Bernstein al Metropolitan di New York”, organizzata in occasione del 100° anniversario della nascita del compositore e direttore d’orchestra americano. Francesco Ermini Polacci parlerà dell’allestimento dell’opera Cavalleria rusticana realizzato da Zeffirelli e Bernstein per il Met con l’ausilio di alcune immagini delle scene dello spettacolo e alcuni ascolti tratti dall’opera in quella storica versione del 1970.  A pochi metri dalla Fondazione Zeffirelli, nel Complesso monumentale di Santo Stefano al Ponte gli appassionati di arti visive, avranno la possibilità, fino al mese di marzo 2019,  di assistere all’inedito spettacolo multimediale Van Gogh & i maledetti, realizzata da Crossmedia Group per la regia di Stefano Fake. Per accogliere il nuovo appuntamento con l’arte, Santo Stefano al Ponte s’è rifatta il look: prima di tutto sono stati liberati tutti gli spazi (cioè non ci saranno i grandi monitor-pannelli) permettendo di tornare visibili l’altare di Giambologna, la balconata di Buontalenti, le tombe terragne. L’ex-chiesa diventa più coinvolgente, con le immagini che saranno proiettate su qualsiasi superficie o elemento architettonico presente: questo avverrà attraverso l’utilizzo di proiettori di ultima generazione che promettono esperienze immersive più complete e grazie a un considerevole investimento da parte di Crossmedia Group. Tutto ciò ha come obiettivo di richiamare turisti e fiorentini nell’ambiente che, non solo permette una nuova e completa lettura, ma può essere fruito sia attraverso il digitale, sia in versione più tradizionale. Cambia poi sede il bookshop della mostra (che comunque si arricchisce di elementi didattici e multimediali) il quale trova spazio nel corridoio d’ingresso e non più nella cripta dell’ex-chiesa. Lo spettacolo è una realizzazione che si prefigge di coinvolgere emotivamente il pubblico nella controversa vicenda umana e artistica di Vincent van Gogh, uno degli artisti più celebri e amati di tutti i tempi, a cui fanno da contrappunto le vite ei lavori di alcuni grandi pittori a lui coevi, accomunati dall’esistenza travagliata e dall’anticonformismo, evidenti nelle seppur diverse forme espressive della loro produzione artistica. 

 

 

 

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