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Culture
Fondazione Maimeri, il sentimento del colore o il colore come sentimento
Silvia Basta, Fondazione Maimeri

Intervista a Gianni Maimeri e Silvia Basta: La Fondazione Maimeri tra arte e industria

L’arte è protagonista indiscussa in casa Maimeri, dove, davanti al rosso cremisi di una coinvolgente tela maimeriana raffigurante una “scena aperta” nella quale si esibisce un’elegante e disinvolta danzatrice, abbiamo incontrato Gianni Maimeri, Presidente dell’omonima Fondazione, e Silvia Basta, Responsabile dei Progetti. 

“La Fondazione Maimeri nasce nel 1997 in nome dell’omonimo pittore milanese, figura di spicco nel panorama artistico del primo Novecento italiano”  spiega Silvia Basta ad Affaritaliani.it. Le opere di Gianni Maimeri vengono tendenzialmente inquadrate all’interno del Naturalismo lombardo di fine Ottocento, dentro al quale l’artista tuttavia non riuscì ad esaurire la sua spinta creativa, rifiutando l’accademismo e l’incasellamento in una corrente ben definita. Per Maimeri la creazione artistica sembrerebbe aver piuttosto a che fare con qualcosa di essenzialmente personale, intimamente vissuta essa diviene “la sola finalità della vita”. Abile ritrattista e paesaggista, Maimeri è stato innanzitutto un pittore di sensazioni, di scene di vita quotidiana, dove il comune e lo straordinario si uniscono per dar vita a un tempo del sentimento e della tenerezza, esaltato sotto le luci soffuse che illuminano i  soggetti pittorici. Lo stretto rapporto con la città di Milano è testimoniato in molte opere: dai notturni che raccontano la vita pulsante dei caffè e dei concerti milanesi fino al ciclo pittorico dei Navigli, uno dei luoghi prediletti dall’artista che catturò questo spazio in vari momenti del giorno.  Il colore resterà sempre al centro della ricerca del pittore, tanto che, in un lungimirante incontro tra industria e arte, fondò insieme al fratello Carlo l’omonima industria di colori per le Belle Arti, conosciuta oggi in tutto il mondo, dove il prodotto industriale è frutto di un'attenta ricerca teorica e insieme pittorica.  A tal proposito Gianni Maimeri, nipote dell’artista e Presidente della Fondazione, ha messo in evidenza: “La Fondazione è la realizzazione della volontà di voler mantenere il legame tra industria e cultura che originariamente era incarnato in mio nonno e poi è perseguita con mio padre. La Fondazione ha voluto equilibrare il successo industriale di mio nonno nel creare dei colori unici e particolari, che fanno riferimento alla storia del colore e alle formulazioni rinascimentali, con la sua attività di pittore. Questo legame unico e irripetibile non poteva che continuare nella realizzazione di una Fondazione che promuovesse arte e cultura in relazione con gli artisti”.

Il colore perfetto, il libro di Gianni Maimeri

Gianni Maimeri è anche autore del volume Il colore perfetto, Viaggi, incontri e racconti dal nostro immaginario cromatico, con il quale sembra raccogliere a pieno la sua eredità d’affetti. “Questo libro concretizza il mio pensiero per cui l’impresa non dev’essere fine a sé stessa ma deve avere un risvolto importante in ambito culturale” sottolinea l’autore ad Affaritaliani.it, continuando: “E' il risultato del mio duplice ruolo di industriale e Presidente della Fondazione, quindi di interlocutore privilegiato di artisti e uomini di cultura. Il libro è sostanzialmente una ricognizione su quel che è il colore nell’ aspetto emozionale e nell’uso che ne fanno i talenti in diverse discipline, rimarcando la ricerca che abbiamo fatto a livello industriale per raggiungere la perfezione”.

 Il nostro immaginario è costellato da memorie variopinte, arcobaleni comuni, sensazioni cromatiche alle quali l’autore spinge ad accostarci, aiutandoci a vedere l’elemento primario e costituente di ogni opera sotto una nuova “luce”.  Così gli incontri con Steve McCurry, Gillo Dorfles, Lamberto Maffei, Gualtiero Marchesi, Michael Nyman, Stefano Boeri, Mario Bellini, con direttori della fotografia e costumisti, curatori e medici, scenografi e psicologi, restauratori e pubblicitari, designer e musicisti compongono la tela di questo volume volto a ricostruire parte del nostro passato in chiave “cromatica”.

Fondazione Maimeri : i progetti e gli artisti 

La Fondazione nasce dunque da un atto di “amore per l’arte” come sottolinea ancora Silvia Basta, responsabile dei progetti, che ai nostri microfoni aggiunge: ”Ci occupiamo di arte a 360 gradi: in questo momento stiamo spingendo artisti giovani e non affermati cercando di portarli alla ribalta. Tra le mostre di giovani artisti ricordiamo quella di Omar Hassan, Max Papeschi, Andrea Saltini, Massimiliano Alioto, Simone Fugazzotto. Poi ci sono artisti meno giovani che stanno avendo un grande successo come Rudy Van Der Velde, Beat Kuert, Domenico Manracchino. L’ultima mostra è stata una collettiva di artisti filippini che si è svolta al MAC di Milano”.  Oltre alla promozione di nuovi artisti e interpreti della nostra contemporaneità e alla partecipazione di concorsi di arte, nazionali e internazionali, di progetti culturali e espositivi promossi da enti pubblici e privati la Fondazione Maimeri è anche attiva nel sociale con l’organizzazione di concerti ed iniziative per beneficenza, con il sostegno a studi e ricerche di carattere accademico, umanistico e scientifico (Università degli studi di Pisa, facoltà di chimica, Università degli studi di Firenze, facoltà di filosofia), con il sostegno alla pubblicazione di libri e trattati, con la partecipazione a convegni, con  l’organizzazione e il  sostegno di iniziative sociali, nonché con  interventi finalizzati a portare arte e cultura in ambito ospedaliero (Policlinico San Matteo di Pavia e Policlinico Fatebenefratelli di Milano).  

E' sempre il ricordo dell'arte e del genio del Maestro Gianni Maimeri a guidare queste iniziative, arte che tralatro è emersa nella sua totalità durante la grande mostra Antologica organizzata nel 2011 in Russia, in due sedi espositive d’eccezione: il Museo dell’Accademia di Belle Arti a San Pietroburgo e il Museo Tsaritsyno a Mosca. L’evento ha ottenuto un’eco sia nazionale che internazionale di grandi dimensioni.  La Fondazione ha inoltre promosso la pubblicazione, realizzata da Charta Edizioni, de I Diari di Gianni Maimeri, appunti che dal 1903 al 1917 hanno accompagnato l’artista dall’esordio alla maturità: pensieri di un personaggio eclettico, pittore, uomo pubblico, imprenditore e uomo di grandi passioni le cui creazioni continuano a "creare". 

 

 

 

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