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Culture
Fragility and Beauty, il nostro pianeta si mostra dallo spazio
Incendi in California
Fiamme e fumo dagli incendi che hanno devastato la California a nord di Los Angeles nel dicembre 2017.

E' stata inaugurata al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano la mostra  "Fragility and Beauty - Taking the pulse of our planet from space" 

Da domani, 16 maggio, torna al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia la mostra “Fragility and Beauty” - Taking the pulse of our planet from space”, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con National Geographic media partner, che propone in un nuovo allestimento le più recenti immagini della Terra scattate dai satelliti.  L’esposizione, curata da Viviana Panaccia, vuole creare un collegamento tra ricerca scientifica, tecnologia spaziale e pubblico sul tema dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile, del loro impatto sugli ecosistemi terrestri e le conseguenze sul futuro del pianeta. 

Josef Aschbacher (ESA) ai microfoni di Affaritaliani.it ha sottolineato: “È una mostra molto speciale perché esponiamo delle immagini satellitari dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’ESA al fine di mostrare il nostro pianeta dallo spazio. Quello che vediamo è veramente notevole perché il nostro pianeta è talmente bello e insieme fragile. Vogliamo mostrare questo aspetto affinché i visitatori capiscano che devono prendersene cura. Abbiamo un solo pianeta e abbiamo il compito di preservarlo per i nostri figli e nipoti”.

Aschbacher, ESA:" Il nostro pianeta tra bellezza e fragilità"

La visione sempre più precisa dei satelliti è la protagonista indiscussa della mostra. Attraverso le nuove immagini, il visitatore può intraprendere un viaggio che lo porta a esplorare i luoghi più straordinari e remoti della Terra, e può “toccare con mano” gli aspetti più evidenti e meno conosciuti relativi all’ambiente e ai cambiamenti climatici. I satelliti, strumenti insostituibili per la diagnosi di tali cambiamenti, ci inviano un grido di allarme sulla fragilità e vulnerabilità del nostro pianeta: frequenti fenomeni climatici sempre più estremi, calotte polari in fase di scioglimento, temperature in aumento e conseguente inaridimento, mancato accesso all’acqua potabile per molte popolazioni. La mostra si articola in tre sezioni principali: Città- Ecosistemi terrestri: Foreste, Atmosfera, Ghiaccio, Acqua, Deserti - Satelliti per uno sviluppo sostenibile.   Il percorso espositivo parte da un esame della rapida crescita della popolazione mondiale e mostra le regioni e le megalopoli in cui nei prossimi anni sarà più sostenuta. Con l’aiuto di un touch table si possono vedere in dettaglio gli impatti del sovraffollamento del pianeta sui suoi ecosistemi, sia riguardo lo sfruttamento delle risorse naturali (acqua, foreste, terreni agricoli) che il rilascio di rifiuti ed emissioni di gas serra. È possibile conoscere lo stato delle calotte polari, i processi di scioglimento dei ghiacci e lo stato degli oceani. Il percorso espositivo si conclude con uno sguardo al contributo che possono fornire i satelliti per il raggiungimento di alcuni dei principali obiettivi di sviluppo sostenibile - SDG (Sustainable Development Goals) fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.
 
L’esposizione si avvale di immagini satellitari e installazioni multimediali di grande suggestione e impatto visivo, che intendono sottolineare la necessità di un cambio di rotta dei processi di sviluppo dell’uomo, per una crescita sostenibile che soddisfi i suoi bisogni senza compromettere il futuro delle nuove generazioni. Una video-installazione, ispirata alla serie televisiva “One Strange Rock” e firmata da Darrel Aronofsky per National Geographic, offrirà l’opportunità di riflettere sul futuro del nostro Pianeta.

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