Giacomo Papi: "La letteratura italiana di oggi? Ambiziosa, dopo anni di minimalismo"

IL PERSONAGGIO/ Giacomo Papi (scrittore, ex direttore editoriale di Isbn, autore tv per 'Che tempo che fa', attualmente consulente editoriale di Einaudi Stile Libero) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it. Partendo dal suo ultimo libro, il controcorrente "E' facile ricominciare a fumare" ("Forse la copertina dà l'idea di un libro comico, parodistico. Invece, per quanto faccia ridere, è un libro vero, che oscilla tra saggio, diario, filosofia, narrativa") per poi passare al suo lavoro a Einaudi ("Mi occupo di varia e saggistica. A breve uscirà un romanzo di Garlando con Balotelli come personaggio e un saggio di Michela Murgia che analizza l'influsso della Chiesa cattolica e delle preghiere in particolare sulla mentalità femminile italiana"). Ma Papi per la prima volta parla anche del suo addio alla Isbn ("Dopo il periodo d'oro, che corrisponde ai suoi primi due anni di vita, abbiamo perso brillantezza. Era iniziata una discesa, partita già prima della mia uscita, sia chiaro. Oggi Isbn, e lo dico con dispiacere, mi sembra diventata una casa editrice che punta molto sul cercare di apparire nuova..."). E poi rivela: "A maggio 2011 Einaudi Stile Libero pubblicherà il mio primo romanzo...". Così l'editor sulla narrativa italiana di oggi: "Sto leggendo tante cose interessanti. Spesso non perfette, ma nuove e ambiziose, dopo anni di minimalismo un po’ asfittico. Mi pare che il tratto comune di parte della nuova narrativa sia l’utilizzo dell’autobiografia come metodo, come tecnica narratica...". L'INTERVISTA A TUTTO CAMPO

Mercoledì, 7 luglio 2010 - 09:22:00

LO SPECIALE

Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, e-book, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

giacomo papi
La copertina dell'ultimo libro di Papi
(in passato ha pubblicato
"Era una notte buia e tempestosa"
edito da Baldini & Castoldi nel 1993,
e "Papà", edito da Pratiche nel 2002)

Giacomo Papi, milanese classe '68, da due anni è consulente editoriale per
Einaudi Stile Libero (in passato è stato direttore editoriale di Isbn). E'
anche un autore tv (per "Che tempo che fa"), oltre che un apprezzato
scrittore.  Con Affaritaliani.it Papi si racconta a tutto campo, partendo dal
suo ultimo libro, il politicamente scorretto "E' facile ricominciare a  fumare... se sai come farlo" (Einaudi Stile Libero). Ma nell'intervista per la
prima volta parla anche del suo addio a Isbn.

AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...

Antonio Franchini (editor degli italiani di Mondadori) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it e rivela: "Il nuovo libro di Paolo Giordano? Potrebbe arrivare nel 2011... La moda mediatica degli esordienti? Passerà..."

Lo scrittore & editor Mario Desiati ad Affaritaliani.it: "Vi racconto la collana di italiani ('Galleria', ndr) che curo per Fandango..."

Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax

Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."

Giulio Mozzi ad Affaritaliani.it: "Silvia Avallone? E' una scrittrice 'solida'... Il libro di D'Avenia? E' brutto..."

Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista di Affaritaliani.it a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana

Mario Bonaldi, editor degli italiani di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Giulio Milani, (ri)fondatore, direttore ed editor di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli. E sugli esordienti..."

Simone Caltabellota (ex direttore editoriale della Fazi, oggi a Elliot) ad Affaritaliani.it: "A lungo essere un editor ha bloccato il romanziere che è in me..."

Papi, come è stato accolto un libro controcorrente come "E' facile  ricominciare a fumare... se sai come farlo"?
"Credo abbia colmato un vuoto perché in tanti mi scrivono per dire che hanno provato le stesse sensazioni quando hanno smesso di fumare e sono felici che qualcuno sia riuscito a raccontare il rappoto che lega chi fuma alla sua dipendenza. Non ho mai avuto reazioni così entusiaste per un mio libro. Forse la copertina dà l'idea di un libro comico, parodistico. Invece, per quanto faccia ridere, è un libro vero, che oscilla tra saggio, diario, filosofia, narrativa".

giacomo papi
(foto di Marta Dore)
Giacomo Papi

Da due anni lei è anche consulente editoriale di Einaudi Stile Libero. Di cosa si occupa in particolare?
"Soprattutto di saggistica e varia, anche se come dice il nome l’approccio della collana è molto libero, molto disordinato anche, quindi mi capita di leggere o curare anche narrativa. Finora sono usciti due testi da me curati: 'Che cosa vuol dire morire. Sei grandi filosofi di fronte all'ultima domanda' e 'Io mi ricordo' sulla Banca della Memoria. A breve uscirà un romanzo di Garlando con Balotelli come personaggio, e non 'scritto con' Balotelli come si è detto. Poi porteremo in libreria un saggio di Michela Murgia che analizza l'influsso della Chiesa cattolica e delle preghiere in particolare sulla mentalità femminile italiana...".

In autunno Isbn ristamperà "Accusare" (366 foto segnaletiche di persone famose per raccontare il '900, ndr). Perché ha lasciato la direzione editoriale della casa editrice di Massimo Coppola, che aveva contribuito a fondare e far  crescere? E cosa pensa delle scelte della Isbn "post-Papi"?
"A un certo punto ci sono state una serie di differenze inevitabilmente anche umane. Sono ancora convinto che Isbn sia stata una delle cose più interessanti successe all'editoria italiana negli ultimi dieci anni. Ma dopo il periodo d'oro, che corrisponde ai suoi primi due anni di vita, abbiamo perso brillantezza. Era iniziata una discesa, partita già prima della mia uscita, sia chiaro. Oggi Isbn, e lo dico con dispiacere, mi sembra diventata una casa editrice che punta molto sul cercare di apparire nuova. Una scelta rischiosa editorialmente perché il carattere del nuovo è quello di invecchiare subito. Inoltre, fa una proposta programmaticamente e orgogliosamente di nicchia e il progetto iniziale non lo prevedeva. Era nata con l'idea di riuscire a portare, in un tempo ragionevole, temi alti a un pubblico più vasto. Questo detto, 'Il nemico' di Emanuele Tonon è un libro potente, originale e radicale".

Le piacerebbe tornare alla direzione editoriale di una casa editrice? E  soprattutto, c'è spazio per una nuova casa editrice indipendente?
"Dal punto di vista professionale in questo momento sono ben contento di potermi dedicare a tante cose diverse in ambiti anche distanti tra loro. Naturalmente la possibilità di decidere di un direttore editoriale un po’ a volte mi manca. Ma sono anche convinto che se non si ha un'idea forte sul futuro dei libri, visto anche l'avvento degli e-book, non ha molto senso iniziare un nuovo progetto editoriale. Anche perché il problema non è avere idee, che non mancano, ma una visione organica del futuro".

Sta lavorando a un nuovo libro?
"Sì, a maggio 2011 Einaudi Stile Libero pubblicherà il mio primo romanzo. Finora avevo sempre evitato la narrativa per una sorta di timore. Un saggio non perfetto può essere comunque dignitoso, un romanzo mediocre fa schifo. Quanto al mio, lo definirei un romanzo post-ballardiano, anche se l’idea mi è venuta dalla Divina Commedia e chi lo ha letto cita Orwell e Saramago. La verità è che neppure io so bene cosa sia. So che è completamente lontano dalle linee narrative che oggi vanno per la maggiore in Italia".

Quindi non le piace la letteratura italiana contemporanea? E cosa pensa della moda degli esordienti?
"Ultimamente a dire il vero sto leggendo tante cose interessanti. Spesso non perfette, ma nuove e ambiziose, dopo anni di minimalismo un po’ asfittico. Mi pare che il tratto comune di parte della nuova narrativa sia l’utilizzo dell’autobiografia come metodo, come tecnica narratica. Tra personaggio e io narrante il confine è sempre più sfumato, volontariamente, sia quando i fatti sono accaduti davvero sia quando sono inventati. È come se per raggiungere di nuovo la realtà, si avesse bisogno di un io-tecnico che garantisca, e suggerisca al lettore, 'io c’ero', 'io sono il testimone'. Mi sembra un fatto nuovo, probabilmente iniziato con Gomorra, ma attivo in molti romanzi, anche diversissimi tra loro, dal libro già citato di Tonon (Isbn) a 'Devozione' di Antonella Lattanzi (Einaudi Stile libero), da 'Acciaio' di Silvia Avallone (Rizzoli) a 'Pulce non c’è' di Gaia Rayneri (Einaudi). Perfino il libro di D’Avenia (Mondadori), che peraltro non ho apprezzato, si basa sulla stessa tecnica 'autobiografica'. Ma sono usciti libri belli che anche fuori da questa tendenza. Cito, ovviamente, per primo 'Accabbadora' di Michela Murgia (Einaudi). Ma anche 'Hanno tutti ragione' di Paolo Sorrentino (Feltrinelli) ha pagine molto belle, proprio per il gusto e il piacere della scrittura e per le improvvise folgorazioni filosofiche. E che questo gusto della lingua venga da un regista mi ha particolarmente e piacevolmente sorpreso".


 

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