Gian Arturo Ferrari ad Affaritaliani.it: "Il mio erede? Non ho intenzione di 'abdicare', ma Stefano Mauri è molto bravo"

Il Presidente del nuovo Centro per il Libro ed ex direttore della Divisione Libri della Mondadori sceglie Affaritaliani.it per un'intervista a tutto campo su presente e futuro: "L'obiettivo del Centro è l'allargamento della base di lettura. Non ci sarà un'attenzione particolare per il Sud, ma so bene che al Meridione si legge molto meno che al Nord...". Ferrari dice la sua anche sull'attesa legge sugli sconti: "Abbiamo raggiunto l'accordo, quasi certamente sarà approvata entro l'estate...". E sull'e-book: "Anch'io all'inizio ero dubbioso, poi mi sono reso conto che su un Kindle un libro si legge meglio. Il futuro è del libro elettronico, quello cartaceo è destinato a sparire. Ma siamo davanti a una rivoluzione, non a una catastrofe". E sul suo nuovo ruolo di consulente per la casa editrice di Segrate: "Quanto 'peseranno' i miei pareri? Chiedetelo all'ad Costa...". Poi, a proposito del suo erede nell'editoria italiana in cerca del 'leader' del futuro: "Non ho nessuna intenzione di 'abdicare'. Fatta questa premessa un po' autoironica, devo ammettere che il mio amico Stefano Mauri sta lavorando molto bene..."

Sabato, 27 febbraio 2010 - 10:00:00

Presentato il Centro per il Libro. Il presidente Gian Arturo Ferrari: "I lettori italiani adulti cresceranno dall'8 al 10% in dieci anni". LEGGI QUI TUTTI I PARTICOLARI SUI PROGETTI PER IL PROSSIMO TRIENNIO

L'EREDE...

Stefano Mauri (Gems), ad Affaritaliani.it: "Ho chiuso con la politica durante un'occupazione ai tempi del liceo. Meglio i libri... Io il nuovo Gian Arturo Ferrari? Ma no..."

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di Antonio Prudenzano

gian arturo ferrari
Gian Arturo Ferrari
Gian Arturo Ferrari poche settimane fa ha lasciato la direzione della Divisione Libri Mondadori per raggiunti limiti di età. Ma uno degli uomini più potenti dell'editoria italiana, classe '44, ex docente di Storia del Pensiero Scientifico presso l'Università di Pavia, già alla Bollati Boringhieri e in seguito Direttore Libri della Rizzoli, non va certo in pensione. Al contrario, continua a occuparsi di libri, sia in veste di consulente per la stessa Mondadori (che ha optato per una nuova struttura, con due aree di responsabilità: l'editoria 'trade' o 'd'autore', affidata a Riccardo Cavallero, e quella 'di creazione', a Antonio Baravalle), sia in quella di direttore del Centro per il Libro voluto dal Governo in carica e organo del Ministero dei Beni Culturali, sul modello del Centre National du Livre francese.

In Italia il mercato dei libri è forte, ma la lettura è debole. Gian Arturo Ferrari, nel presentare il Centro per il Libro ha dichiarato che il suo primo obiettivo da presidente è "allargare la base di lettura conferendo valore sociale al libro, per passare nell'arco di un decennio dall'8% di lettori abituali adulti al 10% (oggi in Italia i lettori sono il 38%, entro dieci anni raggiungerebbero il 50%, ndr)". Come ci riuscirà?
"L'obiettivo dell'allargamento della base di lettura prevede tre programmi distinti. Il primo punta ad allargare la base dei lettori futuri, cioè i bambini e i ragazzi. La procedura in questo caso sarà sperimentale. Scegliremo cioè tre province campione, una al Nord, una al Centro e una al Sud, nelle quali faremo un anno di sperimentazioni per capire cosa serve e cosa no, quale iniziativa è efficace e quale inutile e, ancora, qual è quella in cui il rapporto costi-risultati risulta più favorevole. Il secondo programma, distinto, punta a portare la lettura dei libri in contesti difficili. Dare cioè importanza al valore sociale della lettura. Non sarà semplice, ma contiamo di distribuire gratuitamente libri a ospedali, case per anziani, piccole scuole, biblioteche di piccoli centri e carceri. Il terzo, invece, si pone l'obiettivo di incrementare il consumo dei libri tra coloro che già li comprano, ma saltuariamente. Ecco quindi l'idea della giornata in cui ognuno deve regalare un libro a tutte le persone a cui vuole bene. E' prevista per domenica 23 maggio".

Ci sarà un'attenzione particolare per il Meridione, in cui il problema della lettura si avverte più che nel resto d'Italia? Lo stesso Stefano Mauri, presidente del Gruppo Mauri Spagnol, a questo proposito le ha consigliato un'attenzione maggiore per il Sud...
"Non avremo un'attenzione 'particolare' per il Sud e non tratteremo il Meridione come un 'malato'. Il Centro per il libro punta all'unificazione nazionale almeno per quanto riguarda i libri. Detto questo, sappiamo benissimo come stanno le cose: l'Italia del Nord appartiene all'Europa Centrale, quella del Sud all'Europa Mediterranea, con tutto quello che ciò comporta. Restando ai libri, ad esempio, gli indici di lettura del Settentrione sono gli stessi della Francia meridionale, dell'Austria o della Baviera. C'è da dire che il Sud, a sua volta, dispone di una grande quantità di fondi provenienti dall'Unione Europea. Come Centro per il Libro cercheremo di far sì che una piccola parte di questi soldi venga spesa per promuovere iniziative legate alla lettura".

Il Centro per il libro come si muoverà sul versante e-book? Il libro elettronico può essere un mezzo per avvicinare ai libri i più giovani, tenendo conto che l'Italia in Europa è il fanalino di coda per gli indici di lettura tra i ragazzi?
"Quando si parla di e-book ci sono due aspetti da chiarire: bisognerà innanzitutto vedere quello che il libro elettronico sarà. Ecco perché, tra l'autunno e l'inizio del 2011, organizzeremo una giornata di studio quasi sicuramente a Torino per capire cosa ci aspetta. Verranno i maggiori esperti internazionali. Venendo all'altro aspetto, e cioè allo sfruttamento dell'e-book per la diffusione della lettura soprattutto tra i ragazzi, si può solo aspettare che il libro elettronico arrivi ed eventualmente 'esploda'. La mia previsione è semplice: si tratta di un problema di adattamento generazionale. Chi è cresciuto con i libri di carta non cambierà abitudini, ma chi è nato nell'era digitale sposerà immediatamente l'e-book. Alla lunga, quindi, il libro elettronico sostituirà quello cartaceo. E' poi è anche un problema di prezzo. L'e-book costerà molto meno del testo cartaceo, e nella storia la diffusione dei libri è sempre stata legata al costo e alla facilità di accesso. Anch'io  ho nutrito dubbi verso l'e-book. Poi mi sono reso conto, usandolo, che oggi su un Kindle un libro si legge meglio".

E come 'sfrutterà' internet il Centro per il libro?
"Abbiamo già un sito, e puntiamo a farlo crescere. La rete sarà fondamentale soprattutto a livello comunicativo".

La Rai in quanto servizio pubblico sarà coinvolta?
"Il Centro per il Libro è un organismo inserito nel Ministero dei Beni Culturali in maniera particolare: è un istituto speciale, che gode cioè di un'autonomia propria. E' un ente a metà tra pubblico e privato. Mi sembra la formula migliore. Ed è questo il motivo per cui ho accettato l'incarico. Se fosse stato solo pubblico francamente non ci sarei andato... Venendo alla Rai, non avremo alcun privilegio particolare. La Rai è un'azienda, non un pezzo dello Stato. Certo, andrò a parlare con il Presidente della Rai, Galimberti, un mio caro amico, per chiedere di pubblicizzare gratuitamente l'iniziativa che faremo a fine maggio, quella del regalo dei libri, ad esempio. Ma sarà una campagna di comunicazione che coinvolgerà anche le tv private. E visto che parliamo di Rai, ci tengo a dire che, contrariamente a quello che molti pensano, il modo in cui la televisione di Stato parla di libri è più che soddisfacente: 'Che tempo che fa' di Fazio è un'eccellente trasmissione di promozione dei libri...".

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