Biondillo racconta Nazione Indiana: "A fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa...". L'intervista

LIBRI&WEB/ Comparso online nel 2003, il blog collettivo Nazione Indiana ha sdoganato la letteratura su internet ed è diventato un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori. Negli anni, ha fatto 'esordire' autori del calibro di Saviano e continua a fare scouting e ad aprire dibattiti e polemiche. Uno dei membri attuali più noti è lo scrittore-architetto Gianni Biondillo, che con Affaritaliani.it traccia un bilancio del percorso di NI e rivela: "Il 29-30 maggio stiamo organizzando la festa di Nazione Indiana. E' aperta a tutti...". E ancora: "Facebook non ci ha messo in crisi. Parlano i nostri numeri, tutti in crescita". L'INTERVISTA

Venerdì, 7 maggio 2010 - 10:50:00

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di Antonio Prudenzano

gianni biondillo
Biondillo
Nel marzo 2003 è apparso su internet uno spazio destinato a rivoluzionare e sdoganare una volta per tutte i blog letterari in Italia: Nazione Indiana (d'ora in avanti NI, ndr). A fondarlo, un ampio e variegato gruppo di intellettuali (non solo scrittori e critici letterari, ma anche artisti). Tra gli obiettivi, quello di pubblicare testi letterari e critici e promuovere iniziative politiche e culturali, il tutto all'insegna dell'interdisciplinarità e del multiculturalismo. Va detto che NI (l'idea per il nome è di Antonio Moresco) è un blog aperto a tutti solo nello spazio (spesso infuocato...) riservato ai commenti, mentre possono pubblicare articoli (post) solo i membri del progetto. A maggio 2005 alcuni membri storici (tra questi, Moresco, Tiziano Scarpa e Dario Voltolini) hanno lasciato NI per fondare la rivista cartacea e online (ma senza la possibilità di commentare i singoli articoli) Il primo amore.  Attualmente, tra i membri più attivi di uno dei blog letterari italiani più famosi c'è lo scrittore-architetto Gianni Biondillo. Affaritaliani.it lo ha intervistato per fare il punto sul progetto NI e per provare a tracciare un bilancio del percorso fin qui compiuto.

Biondillo, si sente spesso dire che Facebook ha messo in crisi i blog, non più di moda come un tempo. Anche NI vive un momento di declino?
"Direi di no, e lo dimostrano i numeri sugli utenti, la visibilità mediatica e le tesi e gli studi accademici che ci vengono dedicati. Venendo a Facebook e i blog, credo si tratti di modalità diverse di stare sul web, e nessuna delle due esclude l'altra. FB punta sui contenuti brevi e serve a sviluppare relazioni, al contrario di un blog come NI che si concentra sugli approfondimenti e sulla critica militante. E poi, mentre una volta si mettevano sui blog contenuti copiati dai giornali cartacei, oggi succede il contrario, e i post che pubblichiamo spesso finiscono sui giornali... Detto questo, anche NI ha una pagina su Facebook, ma devo dire che non mi pare molto curata... Personalmente non uso FB ma so, e la cosa mi fa sorridere d'imbarazzo, che esiste un fan club a me dedicato...".

Cosa rispondete a chi vi accusa di essere un club ristretto e inaccessibile se non si frequentano certi "salotti" (non solo virtuali...)?
"Premesso che la rete non è un luogo chiuso e che chiunque può farsi il proprio blog e pubblicare ciò che vuole, rimando queste accuse al mittente. La casella di posta di NI ogni giorno riceve centinaia di testi di perfetti sconosciuti. In questo mare magnum, noi membri, gratuitamente, con pazienza e buona volontà, facciamo una selezione e di tanto in tanto troviamo delle perle e le pubblichiamo. I redattori di NI, infatti, non pubblicano solo testi propri, ma ospitano anche quelli di altri autori. La pubblicazione non è mai una questione di notorietà o conoscenza diretta dell'autore, ma sempre di qualità del testo".

Biondillo e NI: lei è diventato membro in un momento successivo alla nascita del blog...
"Il mio è stato il percorso 'standard', posso dire di aver fatto la 'trafila' classica. Ho scoperto NI a pochi mesi dalla sua nascita. Era il 2003 e dovevo ancora pubblicare il mio primo romanzo. Ho iniziato a commentare e a partecipare alla vita del blog, poi una volta Tiziano Scarpa ha pubblicato un mio lungo commento come post e a un certo punto sono stato invitato a diventare un redattore. Anche gli altri membri (e ad oggi non li conosco tutti di persona...) sono entrati così. Non c'entra nulla l'amicizia, nè la fama. Conta la costanza e la partecipazione alla vita della comunità".

Può dare un po' di numeri aggiornati sugli utenti di NI?
"Dal 2003 ad oggi i visitatori sono aumentati costantemente. Solo dal 2008 al 2009 la crescita è stata del 32%. Questi sono i dati relativi agli ultimi 30 giorni: 41.000 utenti unici al mese, circa 3.000 visite al giorno, circa 6.000 pagine viste al giorno, mentre sono 1.700 gli abbonati mensili al feed e mediamente sono 21 i commenti per post. Il 15 dicembre 2009 c'è stato il picco di pagine viste in un giorno, ben 12.000... Inoltre, secondo la classifica Wikio Cultura relativa al mese di aprile 2010, Nazione Indiana è il secondo blog culturale più letto in Italia, dietro a Cineblog (per la cronaca, Bookblog è terzo, Lipperatura è al quinto posto, Carmilla all'ottavo e Vibrisse al decimo, ndr)".

NI e la politica: più volte vi siete schierati apertamente. Chi decide che linea seguire?
"NI è orizzontale e non ha un capo o un politburo. Se su un determinato tema nessuno dei membri mette un veto sulla posizione che si decide di prendere a maggioranza, allora si pubblica il testo di turno a nome della 'redazione', altrimenti ognuno è libero di pubblicare ciò che crede e un altro membro può tranquillamente replicare con una posizione diversa".

nazione indiana logo
Il logo di Nazione Indiana
(ideato da Giuseppe Genna)

NI
rappresenta per tanti aspiranti esordienti (è stato il caso anche di Roberto Saviano, attuale membro del blog) un'occasione di visibilità e un trampolino di lancio eccezionale, anche perché tante case editrici hanno 'pescato' e continuano a farlo dal blog, che ha quindi svolto, tra le altre, anche una preziosa attività di scouting. Quali sono i nomi nuovi più interessanti che negli ultimi mesi avete ospitato?
"Sono davvero tanti. Ognuno di noi, in un modo o nell'altro, ha fatto nascere un autore. Io posso parlare per me, e cito ad esempio il giovane palermitano Giuseppe Rizzo, che ha cominciato mandandomi un suo pezzo sulla Romania un paio di anni fa. L'ho letto e gli ho dato dei consigli su come migliorarlo. Lui me lo ha rimandato e l'ho pubblicato. Da lì è cominciata la sua collaborazione con NI. Rizzo ha da poco pubblicato un libro, 'L'invenzione di Palermo' (con Giulio Perrone editore) e la cosa non può non riempirmi d'orgoglio".

Tra i motivi che hanno portato, nel 2005, alla fuoriuscita di Moresco, Voltolini e Scarpa c'è anche l'annosa questione dei commenti, spesso infuocati...
"E' vero. Sin da subito lo spazio riservato ai commenti di NI è una sorta di far west. So che non è bello che un luogo di cultura si trasformi in uno spazio di forte polemica e so pure che ogni tanto c'è qualcuno che 'piscia fuori dal vaso'... Io adotto questa strategia: non censuro mai gli insulti personali rivolti a me, mentre quando si attacca in modo troppo violento l'ospite che ho pubblicato allora sì che intervengo... In generale, penso vada trovato un equilibrio: c'è chi dice che siamo troppo libertari permettendo a chiunque di 'vomitare' nel nostro spazio commenti e chi invece ci definisce fascisti e autoritari. E spesso sono gli stessi che la volta prima ci hanno invitato a essere più 'attenti' e selettivi... Di solito lo fanno quando si vedono cancellare un proprio commento 'esagerato'...".

Su NI non c'è (mai stata) pubblicità. In futuro potrebbe arrivare?
"Io del futuro non so nulla. So che fino ad oggi abbiamo fortemente voluto fosse così. Preferiamo restare totalmente liberi e indipendenti. In questo modo siamo anche più credibili. Certo, così finisce che ci rimettiamo pure di tasca nostra...".

Che novità ci saranno nel futuro di NI?
"Stiamo organizzando un weekend (29-30 maggio, ndr) di festa nel Castello Malaspina di Fosdinovo, per permettere a tutti gli 'Indiani' e a chi altri lo desidera di incontrarsi nello spirito di NI. Il tutto naturalmente autofinanziato, senza sponsor...".

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