Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Da designer a musa di Siffredi. Valentina Nappi, l'intervista di Affari

Si definisce pornofemmina napoletana, performer e artigiana del sesso. La giovane bellezza mediterranea Valentina Nappi, pompeiana classe 1990, è la nuova musa di Rocco Siffredi, scoperta da lui e reclutata di persona per il suo nuovo film a luci rosse. Ma non è solo la sua carriera nel genere porno a renderla particolare. Amante della scrittura e ideatrice del sito inpuntadicapezzolo.it, Valentina è una designer. A Robinson, il programma di RaiTre condotto da Luisella Costamagna, ha spiegato: "In questo momento storico è interessante fare porno e può essere molto più interessante che fare design; c'è una evoluzione morale, anche estetica, e quindi il porno può dare un cambiamento. Lo stesso porno ha bisogno di cambiare, di mescolarsi con le altre materie".

E' da sempre attenta ai fatti di attualità, ai fenomeni sociali e alle influenze della storia. Nel suo sito infatti parla di tasse e tocca i temi della crisi. Ma non solo finanziaria, anche la crisi dei valori. Se la prende con il moralismo oscurantista e con chi lo tramanda. 

 

L'INTERVISTA ESCLUSIVA DI AFFARITALIANI.IT

Hai detto in trasmissione che il porno sta evolvendo esteticamente e come genere, in che senso?
Veramente ho detto che è in corso un'evoluzione morale ed estetica generale. La quale è senz'altro meno "gridata" rispetto agli anni '60 e '70, ma è giocata sul consolidamento, sulla riflessione, sull'approfondimento - e talvolta sulla contraddizione reattiva o sulla banalizzazione - di conquiste concettuali ed estetiche degli anni passati. Gli stilemi pornografici influenzano la comunicazione, non sono certo io a dirlo per prima. Ho detto che è interessante fare pornografia perché l'evoluzione del linguaggio pornografico è strettamente legata a quella di altri linguaggi, "colti" e non.

Conosci o hai mai letto il testo dello storico Pietro Adamo che parla della pornografia come genere culturale al pari degli altri e come fenomeno sociologico importante? Anche se non l'hai letto senti di essere d'accordo?
Possiedo e ho letto alcuni testi di Pietro Adamo. Alcune sue idee sono condivisibili, quasi ovvie (come molte delle mie, del resto). Non condivido però la sua analisi del sistema di valori di cui la maggior parte della pornografia sarebbe espressione. Io ad esempio non trovo affatto maschiliste le produzioni di Rocco Siffredi.

E il design invece? Perché hai detto di trovarlo quasi meno interessante? E' un mondo troppo chiuso e poco aperto alle nuove idee e ai giovani?
Dire che è meno interessante della pornografia non significa dire che è poco interessante. Semplicemente è stato esplorato di più. Spesso è più interessante ciò che è stato esplorato di meno.

Pensi che il mondo dell'arte e della cultura debbano cambiare in Italia? Aprirsi, rinnovarsi?
Se ti dico di sì, poi non succede niente comunque. Sono in tanti che lo dicono, ma gli effetti di tante belle parole e buone intenzioni sono trascurabili. Io spero semplicemente di portare un po' di pornografia nei musei e nei convegni, come "ospite" da rispettare nella sua alterità e nelle sue peculiarità.

Hai dei nuovi progetti nel mondo dell'architettura o della cinematografia?
Mi piacerebbe che più architetti e designer di grande valore si occupassero di giocattoli sessuali, ad esempio. Per il momento se ne occupano soprattutto alcuni emergenti. Presto dovrei pubblicizzare alcune linee che si propongono di valorizzare la ricerca e l'innovazione nell'ambito dei prodotti sexy. Purtroppo c'è chi si oppone a questi discorsi e vuole ghettizzare i prodotti sexy, e infatti ci sono sistemi di pagamento e siti di compravendita online che non gradiscono affatto i prodotti sexy.

Nel tuo sito ci sono riferimenti all'attualità e alle notizie. Che cosa pensi della crisi e dell'Italia di oggi?
La crisi economica non è il vero problema. Se si vuole soltanto sopravvivere, si sopravvive anche con dieci dollari al giorno. Se invece si vuole vivere, allora bisogna rendersi conto che vita vuol dire valori, ideali, progetti. E il discorso economico non è che una conseguenza. Senza valori e ideali, l'economia diventa una macchina inutile fine a se stessa.

Che tipo di informazione ti piace far circolare attraverso il tuo sito?
Mi piace la molteplicità. Non amo il ricondurre tutto a un'unica logica. Mi piace quello che "non c'entra", perché spesso è proprio quello che "non c'entra" che ci permette di innovare. Altrimenti si resta sempre in un'unica logica, coerente con se stessa e fondamentalmente prevedibile.

Nel tuo messaggio c'è anche lotta ai pregiudizi e al moralismo, in che senso?
Mi permetto di dire che il mio messaggio è un po' più forte. Io non affermo soltanto, ad esempio, la libertà di scelta e la libertà di avere una mia morale e dei miei valori. Io la mia morale e i miei valori voglio affermarli, proporli, metterli in gioco. Non si tratta soltanto di lotta al moralismo. Si tratta di valorizzare e di argomentare a favore di un'altra morale e di altri valori. Ad esempio il valore della secolarizzazione. Per me è un ideale, un valore che mi arde in petto. Forse più di quanto ardano in petto, alla maggior parte di coloro che li difendono, i cosiddetti valori tradizionali. Il papa parla in termini negativi di secolarizzazione. Per me invece è un ideale, un alto valore morale. Il papa direbbe che, se considerato come valore assoluto, si tratta di un valore superato, confutato dalla storia. Quindi io sarei rimasta indietro. Secondo me, no.

IL POST SU HEIDI - Valentina scrive per far riflettere: "Nei confronti dei conservatori e dei nuovi nazisti ossessionati dalla logica identitaria e nemici del progresso, dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con la coscienza pulita, dobbiamo esserlo in maniera tecnico-scientifica. Per chi non lo sapesse, la storia di Heidi è ambientata fra la Svizzera (la parte bucolica) e la Germania (la parte con Klara e la signorina Rottenmeier) alla fine dell’Ottocento. Lo stile pedagogico della signorina Rottenmeier è quello tipico della Germania pre-nazista. La signorina Rottenmeier è il prototipo dell’educatrice di quella che sarà la gioventù nazista. Invito tutti a ri-vedere (o a vedere, a seconda dei casi) il film “Il nastro bianco” di Michael Haneke e a riflettere sui rapporti di causa-effetto fra l’educazione sessuale rappresentata nel film e il fenomeno nazista".

 
Nel suo blog leggiamo anche alcune cose su di sè: "Il mio sogno di giovane donna che fa pornografia è di riuscire ad avere la meglio sui vari nazismi che da sempre hanno provato - ridicolizzando, diffamando, sminuendo - a tarpare le ali a ciò che è "degenerato". Insomma, dice di aver scelto il porno per liberare dall'ipocrisia la figura femminile contro ogni bigottismo e moralismo perpetrati da una società castrante e colpevolizzante.

Valentina ha raccontato dunque i suoi inizi, la passione per il porno cominciata di pari passo con la conoscenza del sesso. Che diventa anche vocazione. E sulla reazione della sua famiglia: "A loro non ho detto nulla, l'hanno scoperto. Se qualcuno non capisce, è inutile stare lì a perdere tempo. Se io sono più avanti, perché devo frenarmi a causa di quelli che non capiscono?". Quanto al suo fidanzato, una storia che va avanti da tre anni, Valentina ha spiegato: "Non è geloso, la gelosia è roba da deboli".




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