Il senso di colpa di Saviano per i suoi genitori...

Intervista "intima" a Roberto Saviano su Radio2, nel programma 'Io, Chiara e l'Oscuro' della scrittrice Chiara Gamberale (che, come Saviano, pubblica con Mondadori). TUTTI I PARTICOLARI

saviano

"La cosa che piu' mi disgusta tra quelle fatte da Berlusconi? Potrei dare molte risposte, do quella che mi riguarda personalmente, che mi ha tolto il sonno di una notte: quando ha detto che ho dato supporto promozionale alle mafie, scrivendo il mio libro. Ha detto che chi racconta queste cose diffama il Paese, lo mette in cattiva luce. E' una roba terribile, sia perche' ha infangato la memoria delle persone morte per raccontare di mafia, molte in Italia, e sia perche ha perso un occasione". Lo dice Roberto Saviano nell'intervista a Radio2 nel programma 'Io, Chiara e l'Oscuro'. "L'Italia infatti, raccontando queste contraddizioni, le storie di mafia, dimostra che e' altro dalla mafia, che ha una cultura inversa a quella dell'omerta' - confida lo scrittore - e soprattutto (e questa e' l'occasione persa), il mondo quando deve affrontare il problema mafioso, dal Messico alla Russia, si rivolge all'Italia perche' abbiamo una giurisprudenza antimafia tra le migliori della terra. Questo bisognava sottolineare - agigunge Saviano -, non dire che chi racconta infanga, ma invitare semmai gli italiani che all'estero sono sotto pressione per il luogo comune 'mafia', ad affrontare il problema e non a minimizzarlo". Per lo scrittore, si tratta di "affrontarlo con orgoglio. Insomma, dimostrare di essere il Paese di Falcone e non di Riina". Nell'intervista Saviano racconta anche della sua famiglia: "Ho una madre nata a Trento, famiglia ligure di origine ebraica, e un padre napoletanissimo che mi ha iniziato a Diego Armando Maradona. Quando penso ai miei genitori - racconta - il primo sentimento e' sempre il senso di colpa: non ti togli da dentro lo stomaco il senso di colpa di aver rovinato la vita ai tuoi familiari che, a differenza tua, devono solo nascondersi e subire lo sfotto'. Mia zia, ad esempio, che per me e' come una seconda mamma, quando andava in farmacia la prendevano in giro, 'fate passare la zia dell'eroe'. Cose banali non facili da digerire se dette in ogni occasione. Mio padre e' rimasto nel territorio, mia madre e' sempre li a nascondersi. Ognuno porta con se' questo macigno di non essere piu' 'loro', ma 'madre di, padre di'".

chiara gamberale
Chiara Gamberale
"Non ho mai litigato con Marina Berlusconi , mi piacerebbe, pero', che lei capisse come lo sdoppiamento della personalita' sia un problema". Secondo lo scrittore non si puo' parlare una volta da editore, poi da figlia del premier e un'altra volta ancora da libera cittadina. "Per fare pace con Marina Berlusconi - sembra ironizzare Saviano - dovrei andare da tre persone diverse". E' legittimo - per l'autore di Gomorra - che "un editore possa non condividere in tutto o in parte i libri che pubblica, che possa addirittura trovarli non buoni ma, in ogni caso, deve avere una visione liberale del proprio mestiere". Se Marina Berlusconi "avesse detto che non le piaceva il mio libro non ci sarebbe stato alcun problema - conclude Saviano - ma un editore ha delle responsabilita' verso i suoi autori: definirmi orrido o sostenere le parole del padre, quando afferma che promuovo la mafia, mette in contraddizione il suo ruolo e la stessa casa editrice". Com'e' il rapporto che lega Roberto Saviano alla morte? Gli e' stato chiesto nel corso dell'intervista andata in onda questa mattina su Radio2, nel programma 'Io, Chiara e l'oscuro', che mostra forse per la prima volta un Saviano inedito: vivace, divertito, commosso. "Mi sento onesto se dico che e' un rapporto talmente quotidiano con la morte che a forza di parlarne la sento lontanissima", risponde lui. "Come mi vedo tra 10 anni? Immagino un uomo con la possibilita' di una famiglia e soprattutto la possibilita' di compiere un capolavoro, cioe' ricostruirmi una vita". E' la parte conclusiva di una 'seduta di gruppo' durata un'ora, negli studi di Radio2, tra le domande della scrittrice Chiara Gamberale e l'ironia del cuore, della testa e dell'istinto, 'gli organi' parlanti che interagiscono con gli ospiti della trasmissione di Radio2. "Nella mia vita uso molto la mente la testa - afferma Saviano - tante volte lo stomaco (e' quello che soffre di piu') e poche volte il cuore, perche' penso che possa, tutto quel che ha a che fare col sentimento, tradire una debolezza. Una frase terribile, che mi disse un giorno un testimone di giustizia con cui passai un periodo di protezione: "attenzione agli amici, gli dai la possibilita' di fregarti gratis". Si parla anche di donne e amore, e Saviano non si tira affatto indietro: "Anche in amore scatta il senso di colpa, per la vita impossibile che fai vivere. In una donna non amo i luoghi comuni, che mi smontano immediatamente. Cosa piu' mi colpisce? I dettagli. Non sono mai stato uno a cui piace la 'bella per tutti', la modella patinata". Poi ride di cuore quando la Gamberale gli domanda perche' preferisce fare l'amore al sud. "Perche' non posso piu' andare al sud e come tutte le cose che ti vengono tolte, poi ti piacciono di piu'", risponde divertito. Un balzo all'indietro e si torna al racconto di Saviano adolescente, quando "ho cercato di entrare nella Legione Straniera e una volta, con un mio amico, tentai di imbarcarmi...Anche li' non ci hanno preso, perche' vedevano che eravamo solo due ragazzini pieni di libri e niente altro. In amore, invece, - continua nella lunga intervista a Radio2 - ero appassionato di libri e pensavo che quello fosse il passaggio per fare innamorare: ti innamori delle mie storie, quindi ti innamori di me". E l'amore, oggi? "L'amore si incontra quando non hai intorno tutto il sistema di protezione, e si incontra in casa, quando hai una casa. E' tutto complicato ma la cosa piu' complicata di tutte e' essere sempre li', pronto a nascondersi". C'e' spazio per un ulteriore aneddoto: "mia madre a volte mi dice, 'in fondo ti e' andata bene con quello che e' successo', perche' mi cacciavo sempre nei guai", continua Saviano, "Si, credo di essere odiato' e non mi sento affatto un punto di riferimento per gli scrittori. Anzi, tutta questa visibilita' e la possibilita' di parlare a milioni di persone, genera della diffidenza prima ancora dell'invidia. Leggo molti commenti cattivi che scrivono su di me - e qui si fa di nuovo divertito - e ogni tanto una persona che collabora con me e gestisce la mia pagina Facebook mi segnala questa cosa divertente, le leggende su di me. Per esempio: Saviano gira con una Twingo bianca per la provincia di Napoli...".


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