"Il testamento di Salvatore Siciliano", se Facebook cambia il marketing dei libri

Mercoledì, 5 maggio 2010 - 08:20:00

L'ESTRATTO

LEGGI IN ESCLUSIVA SU AFFARITALIANI.IT IL PRIMO CAPITOLO DE "IL TESTAMENTO DI SALVATORE SICILIANO"
(per gentile concessione dell'editore Fazi)

 

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Libri

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Tutto è cominciato l'1 marzo scorso, con questo messaggio:

Facebook, 1º marzo 2010

salvatore cobuzio fazi
LA COPERTINA

Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano. In pieno possesso delle mie facoltà mentali decido di lasciare tutti i miei beni materiali alla persona che più ho amato, Simona Manto. Le consegno la casa di proprietà di Siracusa e la villa di Noto, dove abbiamo trascorso molte piacevoli estati. Le lascio gli appartamenti di Roma, Milano e Torino, sette in tutto, di cui lei ignora l’esistenza e dei quali avrà notizie dal mio legale di fiducia. Con una parte dei 98 milioni di euro da me depositati, in certificati al portatore presso la Banca Intesa, Banca Unicredit e il conto Fineco, chiedo che venga registrata una fondazione a nome di Salvatore Siciliano. In difesa di una libertà che ho sempre cercato, oscurato, difeso e perduto. Quando ti accorgi di aver vissuto la vita di altri e di aver fatto gli interessi di altri; quando capisci che la giustizia non è uguale per tutti; quando sei il prestanome dei potenti; ma, soprattutto, quando arriva il giorno della resa dei conti e quella vita te la chiedono indietro con gli interessi, è allora che ogni denaro accumulato perde di significato. Questo non è un testamento privato, redatto in presenza di un notaio e conosciuto da pochi intimi. No. Questo è il mio testamento pubblico. Ho le ore contate. Sono ancora un uomo virtuale, sotto falso nome di un nome già falso: Salvatore Siciliano. Un nome che ormai sento mio. Come mia è la carta d’identità, la patente, il passaporto e tutte le fotografie in cui sorrido davvero. Ma è tutto falso. L’unica cosa vera è che mi stanno seguendo e che, sicuramente, mi troveranno. Salvatore Siciliano ha terminato il suo lavoro con una scadenza fissata dagli stessi potenti che hanno vissuto tranquilli dietro la sua ombra. Non cerco assoluzioni, pietà o sconti di pena. Ho pagato un prezzo fin troppo caro e ho rischiato di diventare cieco. Ho sbagliato! Non mi spaventa la morte. Non ho mai vissuto, io. Ma, visto che mi è ancora possibile, prima di chiudere per sempre i miei occhi compio l’ultimo sforzo: apro un poco i vostri.
Con affetto
Salvatore Siciliano

salvatore cobuzio
Salvatore Cobuzio
IL CASO - Questa lettera ha fatto il giro dei sociale network (non solo Facebook), accompagnata da una serie di cliccatissimi video su YouTube. Si tratta di un (riuscito) esperimento, senza precedenti in Italia, di marketing editoriale virale, targato Fazi editore, e che porta all'uscita in libreria de "Il testamento di Salvatore Siciliano" dell'esordiente Salvatore Cobuzio, web marketing manager siracusano classe '78.

IL LIBRO - Questa è una storia che potrebbe essere vera, e inizia oggi, ai tempi di Facebook, quando il futuro, la massima facilità e velocità di comunicazione sono già entrati nelle nostre case. Così, un giorno come tanti, i nostri pc si scoprono improvvisamente invasi da un’immagine spuntata dal nulla e onnipresente in ogni profilo, gruppo di discussione e social network. Mentre gli internauti s’interrogano increduli come di fronte a un ufo, tre amici per la pelle, Fabrizio, Luca e Domenico, sono gli unici a conoscere il significato di quest’oggetto misterioso apparso in Rete: è il plateale commiato di Salvatore Siciliano, il geniale leader del loro gruppo prima della sua inspiegabile scomparsa. Di lui, insieme a questo sberleffo virtuale, restano le pagine di un testamento in cui Salvo rivela tutta la verità sulle sue insospettabili colpe di manipolatore occulto della Rete – il migliore, il più pagato – per conto di potenti multinazionali e oscuri gruppi di potere. Lungo il filo di una febbrile confessione, mentre di fronte agli occhi dei tre amici si sbriciola l’immagine di Facebook quale meravigliosa isola che non c’è in cui tutto sembra possibile a tutti, la scelta di Fabrizio, Luca e Domenico è quella di un’amicizia autentica che resiste a ogni ostacolo.  Un legame che li condurrà fino alle regioni interne dell’Africa, sulla scia dei traffici illeciti in cui Salvo si è trovato invischiato, e alla scoperta che in fondo, Facebook o meno, l’isola che non c’è può esistere davvero, per chi sa riconoscere o difendere uno spazio di amicizia e amore in cui rifugiarsi.

NON SOLO MARKETING, MA ANCHE MESSA IN DISCUSSIONE DI INTERNET - Per precisa ammissione dell'autore, "Il testamento di Salvatore Cobuzio" non è solo un'operarazione di comunicazione virale (e un romanzo): "Ho deciso di sfruttare tutti gli attuali strumenti di comunicazione con l'intento preciso di metterli in discussione. Secondo voi, in che modo oggi i politici, i poteri forti delle multinazionali facendo leva sulla presunta libertà di internet usano la Rete per fare i loro interessi? Internet, paritario e fuori dal controllo dei poteri forti sarebbe un pericolo troppo grande per gli interessi economici e politici di molte persone".

 

 


 

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