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Culture
Impressionismo e avanguardie dal Philadelphia Museum of Art. Mostra a Milano
Camille Pissarro - La fiera in un pomeriggio di sole, Dieppe, 1901

di Simonetta M. Rodinò

Tutto ebbe inizio quando nel 1876 Expo tornò negli Stati Uniti, a Philadelphia, città più importante della Pennsylvania, con il titolo di “Centennial Exhibition of Arts, Manufactures and Products of the Soil and Mine”, e fu visitata da più di 10 milioni di persone.

L’anno successivo il padiglione delle Arti riaprì i battenti come Pennsylvania Museum of Art e nel 1938 fu rinominato Philadelphia Museum of Art. Che oggi ospita una collezione di oltre 240.000 opere, rappresentative di  oltre duemila anni di ricerca artistica.

 

Una selezione di 50 lavori sono raccolti nella mostra “Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art” a Palazzo Reale di Milano.

 

Gli americani, ma in particolare gli abitanti di Philadelphia, furono tra i primi collezionisti dell’impressionismo, soprattutto grazie all’artista  statunitense Mary Cassatt che visse molto tempo a Parigi, facendo da tramite tra i propri concittadini e i mercanti e artisti francesi.

 

Duplice il filo conduttore della rassegna: cronologico e documentaristico sulle vicende dei collezionisti. Che possono cambiare il destino di un museo.

 

Le sale di Palazzo Reale vogliono dunque ricordare l’aspetto rilassante, confortevole di un grande museo americano in cui il pubblico diventa protagonista.

Il visitatore percorre le nove sale dalla doppia pavimentazione: il parquet domestico nelle stanze dedicate ai collezionisti, la moquette per quelle destinate al flusso delle opere.

 

“E’ un ingranaggio narrativo tra il fluire degli artisti e le figure di coloro che questi artisti hanno accolto nelle loro case e ne hanno apprezzato i lavori”, afferma Stefano Zuffi, curatore della rassegna con Matthew Affron e Jennifer Thompson.

 

Merito di questa mostra da non perdere -promossa e prodotta da Comune di Milano e MondoMostreSkira - è aver creato un iter scorrevole e affascinante attraverso tele riconoscibili anche se mai viste, grazie alle espressioni artistiche molto caratterizzate di autori affermati.

 

S’inizia con un omaggio alla pittrice Mary Cassàtt che ispirò il fratello Alexander - capo della Pennsylvania Railroad - ad acquistare per primo opere di Manet, Monet, Degas e Pissarro, contagiando altri dirigenti che fecero a gara nell’acquisto di tele impressioniste.

 

Si passa poi nella sala dei “Paesaggi”: una sequenza straordinaria di quadri realizzati su campagne, ma anche su vedute urbane. In dialogo, tra gli altri, Il ponte giapponese di Monet, La fiera in un pomeriggio di sole a Dieppe di Pissarro e Finestra sulla Promenade des Anglais, Nizza di Dufy, Place du Tertre a Montmartre di Utrillo.

 

Seguono i Ritratti: molti degli impressionisti si avvicinano al ritratto con una nuova sensibilità, ricercando l’immediatezza di un istante. Ecco opere realizzate da Manet a Mary Cassatt, da Berthe Morisot a Renoirda Cézanne a van Gogh, da BonnardMatisse.

Dalla sala che propone tele di Van Gogh e Gauguin, in una sorta di faccia a faccia, si passa attraverso la collezione White. Che da giovane fu un culturista pluripremiato e, durante un soggiorno a Parigi nel 1901, fece da modello a Rodin, per la scultura esposta in mostra L’atleta.

(segue)

Un segmento è poi incentrato su l’“École de Paris”, quel gruppo di artisti internazionali, tra cui il rumeno Brancusi, gli ebrei russi Soutine e Chagall, l’italiano Modigliani, che si ritrovano a Montparnasse il quartiere che aveva preso il posto di Montmartre, centro prediletto dei cubisti, Picasso, Braque, Gris.

Dalla Collezione Stern, amico di Chagall,  - capolavori impressionisti e postimpressionisti di Renoir, Cézanne e Bonnard oltre a opere di Henri Rousseau, Matisse e di maestri della Scuola di Parigi - a quella creata dai coniugi Arensberg. Al centro della sala domina la scultura in pietra Il Bacio di Brancusi, cui fanno da corona tele di Picasso, Matisse, Braque e Kandinsky.

 

Il percorso si chiude con un frammento di Surrealismo: tre tele di Mirò e Dalì, coeve ma diverse nelle soluzioni espressive.

 

“Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art”

Palazzo Reale - Piazza Duomo 12 - Milano

8 marzo – 2 settembre 2018

Biglietti (audioguida inclusa): intero € 12 - ridotto € 10

Orari: Lunedì 14.00 – 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30

Giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Infoline e prevendite: 02/92800375

Catalogo Skira Editore

www.palazzorealemilano.it

Tags:
impressionismo avanguardie mostra milanoimpressionismo mostra a milano

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