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Culture
Luca Desiata e pptArt, quando l'arte incontra il crowdsourcing
Jill Casty

Quando l’arte incontra il crowdsourcing. Quante volte neofiti e non, trovatisi di fronte ad un’opera d’arte contemporanea si sono chiesti come mai il mondo dell’arte attuale sia così poco accessibile. Ne abbiamo parlato con Luca Desiata, fondatore e presidente del progetto pptArt, una nuova piattaforma digitale che mira a riportare in auge il concetto di committenza rinascimentale e a rendere l’arte più accessibile, anche ai meno esperti.

1. Che cos’e pptArt?

pptArt è un progetto crowdsourcing per coniugare ciò che di bello c’è nell’arte e nell’economia. Una piattaforma digitale che offre una rosa di artisti pronti a soddisfare le richieste artistiche del cliente. L’obiettivo è di rispondere a un’esigenza di arte che, altrimenti, rimarrebbe non soddisfatta e fornire al cliente un’opera. Troppe volte gli artisti producono opere che rimangono invendute o lontane da una grande fetta di pubblico. Ecco perché è nato pptArt, per dare all’artista la possibilità di costruire un prodotto artistico su misura del cliente.

2. Qual è l’obiettivo del progetto?

Il crowdsourcing pptArt vuole riportare in auge il concetto rinascimentale di committenza. Si tratta di una piattaforma che mette a disposizione arte potenziale per diversi clienti, dal Corporate al compratore privato. Questa idea è nata dalla consapevolezza che oggi non esiste un mercato dell’arte aperto al grande pubblico, se non per gli addetti ai lavori delle case d’asta. E’ l’artista che decide cosa produrre senza porsi il problema del potenziale sbocco. Gli artisti producono e poi provano a vendere. Inspirandosi al mantra del mercato “The Client is the King”, pptArt funziona esattamente al contrario delle case d’asta. Il cliente è il “re” ed è lui a scegliere tra una rosa di artisti potenziali per costruirsi un’opera d’arte su misura delle sue esigenze.

3. Come funziona esattamente il processo di creazione e vendita dell’opera?

pptArt seleziona una rosa di artisti, all’attivo 1200, accuratamente scelti in base ad un ranking interno basato su CV dell’artista, mostre, eventuali quotazioni sul mercato, stampa e reputazione online. L’iscrizione alla nostra piattaforma è libera ed è quindi aperta a tutti gli artisti che si riconoscono nel nostro processo innovativo. Unica condizione per gli artisti è l’accettazione del Manifesto pptArt che sostiene che l’azienda è dotata di una sua intrinseca complessità e bellezza e può quindi essere oggetto d’arte. Il tutto parte dalla proposta del cliente. Poi parte la gara degli artisti con le diverse proposte e budget. Il cliente può scegliere seguendo canoni di ranking tradizionali o affidarsi semplicemente al proprio gusto personale. Molto spesso difatti è capitato di spingere un’artista più quotato, quindi più costoso, per poi scoprire che il cliente preferiva il progetto di un artista meno affermato. Ci siamo resi conto che la rivoluzione digitale ha modificato completamente i connotati dell’arte. La pptArt, in continuità con la tradizione del Rinascimento italiano, assume oggi il ruolo “rivoluzionario” della riscoperta della committenza nell’arte tramite i moderni meccanismi digitali.

4. Si tratta di una ‘democratizzazione’ dell’arte?

Esattamente, mi piace molto la parola ‘democratizzazione’. Si tratta di una democratizzazione sia dal punto di vista degli artisti, che trovano nel digitale una risorsa per promuovere le loro opere, che del cliente che non si trova più in un mondo a lui incomprensibile, quello delle case d’asta. Il cliente, privato o corporate, stabilisce un prezzo massimo e poi parte la gara. Non solo: l’artista può anche decidere di abbassare il prezzo per farsi maggiore pubblicità con le sue opere. Per ogni progetto la sostanza non cambia: offriamo una rosa di 1200 artisti pronti a studiare il “prodotto” artistico più adatto alle esigenze del cliente.

5. Chi sono i principali committenti?

Abbiamo clienti tra i più svariati. Dai clienti privati, come la coppia che vuole ricordare le proprie nozze con un quadro, ai corporate, ovvero aziende e organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite. Per quest’ultima, in occasione di Expo 2015, abbiamo realizzato “Art for a better future”, una selezione di opere internazionali a tema “Sfida Fame Zero – Uniti per un Mondo Sostenibile”. L’’intento era fornire maggiore visibilità agli artisti provenienti dai paesi in via di sviluppo.

6. Avete progetti in cantiere in Italia e sul suolo britannico?

Al momento siamo concentrati nel consolidare in Italia il nuovo modello di business, anche se abbiamo ben oltre 150 artisti sul suolo britannico. In Italia è in corso “Corporate Art” dal primo luglio scorso, presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Si tratta di un’esposizione che ha l’obiettivo di valorizzare manager e aziende che hanno saputo reinterpretare il rapporto arte-azienda integrando la creatività artistica nella Corporate Image. Non dimentichiamoci che anche nel suo manifesto Dada, Tristan Tzara affermava provocatoriamente che “anche la pubblicità e gli affari sono elementi poetici.”

7. Qual è l’esigenza che l’ha spinta a creare il progetto?

C’è un grande bisogno di bellezza non soddisfatto. L’arte, soprattutto con l’avvento di quella contemporanea, si è chiusa in una torre d’avorio accessibile solo a chi ha gli strumenti culturali ed economici per decodificarla. E’ principalmente per questo che è nata pptArt.

Giuliana Patrone da Londra

Tags:
luca desiata

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