Giulia Ichino, l'editor erede di Antonio Franchini si racconta...

ESCLUSIVA/ Giulia Ichino, 32 anni, è stata a lungo il braccio destro di Antonio Franchini, scrittore ed editor di culto che da qualche settimana è il responsabile di tutta la narrativa (anche straniera) della casa editrice di Segrate. La Ichino ne è così diventata "l'erede": ora è lei il nuovo editor della narrativa italiana Mondadori. E ad Affaritaliani.it ha concesso la sua prima intervista, in cui ci anticipa quali saranno gli esordienti del 2011, ma non solo: "Vorrei essere più attenta alle voci letterarie degli italiani di seconda generazione. Di sicuro, stiamo lavorando al rilancio delle Strade blu narrativa...". E sul suo "maestro" Franchini: E' un 'capo' disponibile a demandare. Mi ha lasciato tanta libertà. I suoi difetti? E' negato per le nuove tecnologie. E ha le lentezze e le rilassatezze tipiche dell'uomo del Sud. Se mi ha trasmesso la sua nota passione per le arti marziali? Le confesso che ho appena cominciato un corso di Kick Boxing...". E sul padre, il giuslavorista Pietro Ichino: "Con lui sono spesso critica perché mi pare troppo ottimista sulla possibilità di riprodurre in Italia gli esempi più felici della migliore ‘flexecurity’ europea, eppure è in quella direzione che mi sforzo di guardare: per il futuro mio, quello di mio figlio e quello dei libri…”. E poi Giulia Ichino parla del titolo del nuovo romanzo di Piperno (che si deve a lei...), di precariato nell'editoria e di romanzi nel suo cassetto (che per ora non si sono...). L'INTERVISTA A TUTTO CAMPO

Lunedì, 15 novembre 2010 - 15:17:00

AFFARITALIANI.IT INCONTRA GLI EDITOR DI NARRATIVA ITALIANA...

Antonio Franchini (editor responsabile della narrativa di Mondadori) si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it e rivela: "Il nuovo libro di Paolo Giordano? Potrebbe arrivare nel 2011... La moda mediatica degli esordienti? Passerà..."

"La 'nuova' Silvia Avallone? Sarà Barbara Di Gregorio...". Michele Rossi (editor Rizzoli) a tutto campo con Affaritaliani.it

Cesari e Repetti (responsabili di Einaidi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "Nel futuro di Einaudi Stile Libero (anche) la teologa Veladiano...". E su Saviano e la concorrenza interna con la casa madre Einaudi...

"La nuova narrativa italiana di Einaudi? Contaminata...". Paola Gallo e Dalia Oggero si raccontano con Affaritaliani.it. E anticipano quali saranno gli esordienti in arrivo nel 2011. L'intervista alle due editor responsabili della narrativa italiana di Einaudi

Alice Di Stefano (editor responsabile degli italiani della Fazi) ad Affaritaliani.it: "Non sono raccomandata... E scrivo un libro sui difetti di mio marito Elido Fazi"

Mario Desiati: "In Italia le scrittrici sono confinate in una sorta di riserva indiana...". L'intervista di Affaritaliani.it allo scrittore e direttore editoriale della Fandango, che anticipa le novità in arrivo nel 2011 e parla del suo nuovo romanzo per la prima volta

Lo scrittore & editor Mario Desiati ad Affaritaliani.it: "Vi racconto la collana di italiani ('Galleria', ndr) che curo per Fandango..."

Lo scrittore Nicola Lagioia racconta ad Affaritaliani.it la collana di culto 'Nichel' che cura per Minimum Fax

Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."

Giulio Mozzi ad Affaritaliani.it: "Silvia Avallone? E' una scrittrice 'solida'... Il libro di D'Avenia? E' brutto..."

Con Alet gli "Iconoclasti" della nuova letteratura italiana. L'intervista di Affaritaliani.it a Giulia Belloni, la curatrice della nuova collana

Mario Bonaldi, editor degli italiani di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Giulio Milani, (ri)fondatore, direttore ed editor di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli. E sugli esordienti..."

Simone Caltabellota (ex direttore editoriale della Fazi, oggi a Elliot) ad Affaritaliani.it: "A lungo essere un editor ha bloccato il romanziere che è in me..."

Giacomo Papi (ex direttore editoriale Isbn, attuale consulente di Einaudi Stile Libero) ad Affaritaliani.it: "La letteratura italiana di oggi? Ambiziosa e autobiografica, dopo anni di minimalismo"

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Libri

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di Antonio Prudenzano

giulia ichino mondadori
Giulia Ichino
Giulia Ichino, 32 anni, è stata a lungo il braccio destro di Antonio Franchini, scrittore ed editor di culto, che da qualche settimana è il responsabile di tutta la narrativa (anche straniera) della casa editrice di Segrate. La Ichino ne è così diventata l'erede: ora è lei il nuovo editor della narrativa italiana Mondadori. E ad Affaritaliani.it ha concesso la sua prima intervista.

Quale percorso l'ha portata all'attuale incarico?
"Parto dall'inizio: era il 2000, studiavo lettere alla Statale di Milano ed ero allieva di Spinazzola e Turchetta. Mandai il mio curriculum alla Mondadori e iniziai a collaborare in veste di correttrice di bozze. All'epoca la narrativa italiana era divisa per generi. La divisione 'editoria letteraria' era curata da Renata Colorni, che si occupava anche dei classici. Nel frattempo misi piede a Segrate perché la persona che mi dava da correggere le bozze era andata in maternità. Mi offrirono di sostituirla. Il contratto doveva durare sei mesi ma fu prolungato. Si aprì uno spazio e Renata Colorni mi fece assumere.  Era il 2002. A 23 anni, nel giro di un anno, ero passata da collaboratrice esterna a redattrice interna nella casa editrice più grande d'Italia. A un certo punto tutta la narrativa italiana fu affidata ad Antonio (Franchini, ndr), e nel frattempo io ho assunto prima la carica di caporedattrice e poi di junior editor. Devo ammettere che il mio è un percorso un po' anomalo, visto che di solito in Mondadori le carriere redazionali ed editoriali sono separate. Ma io sono molto felice di questa mia ‘palestra’ tutta dentro i testi e a fianco degli autori, perché in quel passaggio delicatissimo nel quale l’idea di uno scrittore deve incarnarsi in precise, sudatissime parole, e virgole, e pause, su quella soglia di carta e inchiostro che dà vita a un libro si coagulano tanti dei segreti del nostro meraviglioso mestiere di ‘levatrici di romanzi’".

Il suo predecessore Antonio Franchini è un noto scopritore di esordienti. Quali opere prima pubblicherete nel 2011?
"Negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di avere almeno un esordio importante nel primo semestre dell'anno. Nel 2011, invece, la novità è che non avremo un esordiente 'puro' nei primi sei mesi. Pubblicheremo, invece, due 'quasi' esordienti: Fabio Genovesi, che ha esordito per Transeuropa con il romanzo 'Versilia Rock City' - un piccolo caso editoriale locale - e che a gennaio pubblicherà per noi 'Esche vive', a cui teniamo molto, e Federica Manzon, che è una collaboratrice della Mondadori da Roma (si occupa proprio di narrativa italiana, ndr). Lei ha già pubblicato nel 2008, per Mondadori Strade Blu, un reportage narrativo, 'Come si dice addio'. Tra gennaio e febbraio uscirà il suo primo romanzo, 'Di fama e di sventura'. Un libro di grande respiro, da narratrice di razza. Per quanto riguarda gli esordi 'puri', invece, ce ne potrebbe essere uno nella seconda parte del 2011, o al massimo all'inizio del 2012. Stiamo lavorando al primo romanzo di un'autrice che nella vita lavora in banca. Può venir fuori una cosa notevole, ci sembra una 'voce' speciale.  L'abbiamo scoperta per caso. Ma per ora non posso fare il nome... Esordienti a parte, l'anno prossimo avremo tantissimi autori italiani non alla prima opera. A dicembre 2011 uscirà la seconda parte del dittico di Alessandro Piperno (è appena uscito 'Persecuzione - Il fuoco amico dei ricordi', ndr). Poi avremo il secondo romanzo di Giuseppina Torregrossa che l'anno scorso è stata molto apprezzata da pubblico e critica per il suo esordio 'Il conto delle minne', un romanzo femminile e siciliano di sapori forti. E ci saranno tante altre uscite, naturalmente".  

Altre novità per l'anno prossimo?
"Mi  piacerebbe essere più attenta alle voci letterarie degli italiani di
seconda generazione, alle quali finora come Mondadori non abbiamo ancora dato molto spazio. E poi stiamo lavorando intensamente al rilancio delle Strade blu narrativa, il marchio editoriale curato da Edoardo Brugnatelli insieme al quale lavorerò per rafforzare la presenza italiana in quella che è l’unica collana di trade paperback di novità presente oggi in Mondadori".

Quali sono gli esordienti migliori, Mondadori a parte, che ha letto di recente?
"Susanna Bissoli, che ha scritto per Terre di Mezzo 'Caterina sulla soglia'".

Verso quali direzioni sta andando la nuova narrativa italiana?
"Non saprei indicarle tendenze. Del resto credo sia più interessante scoprire una nuova voce che fa a sua volta nascere una nuova corrente, della quale nessuno sospettava. La cosa bella di chi fa il mio mestiere è soprattutto questa. Cercare di essere sempre un passo avanti rispetto alle mode del momento".
 
Se la sente di fare il nome del suo scrittore italiano contemporaneo preferito?
"A questa domanda non posso proprio rispondere!".

antonio franchini editor mondadori
Antonio Franchini
A proposito, come si lavora all'ombra di Franchini?
"Insieme a Renata Colorni, maestra di grande rigore, lui è un punto di riferimento fondamentale per me. Antonio ha una forte personalità, è un uomo autorevole e allo stesso tempo libero e per niente compiaciuto, e poi è un 'capo' disponibile a demandare. Mi ha lasciato tanta libertà, dandomi la possibilità di sperimentare".

Lui per lei è anche un "maestro di marketing"?
"Non direi, anche se non si può negare che Antonio abbia la straordinaria capacità di tirar fuori l’essenza presente ‘in potenza’ in ogni libro, che poi si tramuta in ‘gancio’ di comunicazione che può attrarre media e lettori. Ad esempio il titolo de 'La solitudine dei numeri primi', che come molti sanno è suo e che è contenuto nel libro".

Alessandro Piperno
Alessandro Piperno
E invece quale titolo importante si deve a Giulia Ichino?
"'Persecuzione', quello del nuovo libro di Piperno.”

Riesce a trovare un difetto al suo "maestro"?
"Certo. Antonio è negato per le nuove tecnologie. E ha le lentezze e le rilassatezze tipiche dell'uomo del Sud. Sa, lui è napoletano, io mezza lombarda e mezza toscana...".

Per chiudere con Franchini: le ha per caso trasmesso la sua nota passione per le arti marziali?
"Le confesso che ho appena cominciato un corso di Kick Boxing... Antonio è un grande sportivo e ha il pregio di portare nell'editoria l'agonismo ma anche il fair play tipico dello sport. Di recente ha trascinato noi della redazione a fare canoa. Ma la vera sportiva è la mia collega Federica Manzon, che tra l’altro scrive pagine splendide proprio su questo, non certo io.”

Pietro Ichino
Pietro Ichino
Lei è figlia del noto giuslavorista Pietro Ichino. Il precariato è un grave problema anche per l'editoria...
"E’ così. Io ho avuto la grande fortuna di vivere l’esperienza della flessibilità ‘virtuosa’, quella grazie alla quale un giovane lavoratore ha l’opportunità di farsi conoscere in un’azienda la quale a sua volta sperimenta nuove leve, e dopo un periodo come co.co.co. sono stata assunta. Oggi invece tutta la nostra redazione – fatta di ragazzi appassionati e di straordinaria professionalità –, così come tantissime delle persone con cui quotidianamente lavoro e in generale dei miei coetanei, salvo rare eccezioni possono aspirare solo a rapporti di collaborazione. Ma è chiaro che per superare questo dualismo che spacca in modo ingiusto e intollerabile il mondo del lavoro bisogna che tutti sappiamo superare schemi ideologici e anche rimettere in discussione antichi privilegi: il lavoro dipendente non può rimanere uguale a se stesso, è necessario redistribuire diritti e oneri tra tutti, per una vera uguaglianza e perché il nostro Paese non rimanga intrappolato dalla propria incapacità di cogliere le opportunità di crescita e investimenti. Proprio l’editoria cartacea, tra l’altro, è oggi di fronte alla grande sfida dell’era digitale: i primi titoli dei nostri ebook sono online da qualche settimana, ma è chiaro che nuovi modi di ‘fruire’ dei testi, e dunque di produrli, proporli, cercarli si fanno largo molto velocemente al nostro orizzonte, e dobbiamo tutti essere pronti. Con mio padre sono spesso critica perché mi pare troppo ottimista sulla possibilità di riprodurre in Italia gli esempi più felici della migliore ‘flexecurity’ europea, eppure è in quella direzione che mi sforzo di guardare: per il futuro mio, quello di mio figlio e quello dei libri…”

Un'ultima curiosità, inevitabile: ha un romanzo nel cassetto?
"Io non scrivo, se non per lavoro. Preferisco leggere. Sono immensamente affascinata dal mondo della scrittura altrui, del quale ho troppo rispetto. Non ho romanzi nel cassetto, le assicuro".

 

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