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Jovanotti: "Nel mio libro Mozart come Pinocchio"

Lunedí 15.06.2009 16:25

di Antonio Prudenzano


Jovanotti

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Da New York, dove per due mesi sarà impegnato in una serie di concerti sperimentali (con il Soleluna NY Lab), Jovanotti parla ad Affari de “La parrucca di Mozart”, il suo libretto d’opera appena pubblicato da Einaudi
: “Ho scelto di partire da un genio come il compositore austriaco perché mi affascina la potenza della sua musica. La sua opera, d’altronde, spinge chiunque la scopra a chiedersi come possa un essere umano in carne e ossa riuscire a mettere insieme una tale quantità di bellezza e perfezione formale nel corso di un’esistenza in fondo breve. A questo proposito, ricordo che quando ebbi modo di visitare la casa museo di Wolfgang Amadeus Mozart a Salisburgo, mi colpirono alcuni suoi spartiti autografi che contenevano appunti senza nessuna cancellatura. Non aveva ripensamenti, incredibile!”.

Ma sempre a proposito del ruolo del celebre pianista nel suo nuovo libro (non si tratta infatti della prima opera letteraria del 42enne artista che l’anno scorso con l’album “Safari” ha trionfato in classifica), Lorenzo Cherubini aggiunge: “Ci tengo a precisare che Mozart nel mio libretto d’opera è un puro pretesto; è infatti un personaggio mitologico, è l’uomo-bambino. Ho parlato di Mozart con devozione assoluta, ma senza nessuno scopo accademico. Mi interessava usare la sua figura per scatenare l’immaginario dei ragazzini coinvolti nella messa in scena dell’opera (“La parrucca di Mozart” firmata Jovanotti è andata in scena nel 2006 a Cortona in occasione del 250° anniversario della nascita dell’immortale compositore, ndr)”. A questo punto Lorenzo fa un paragone tanto originale quanto chiarificatore: “Il mio Mozart è una specie di Pinocchio, né più né meno. Anche lui, infatti, è un burattino nelle mani del padre che poi diventa un bambino vero”.


Le prove del Soleluna NY Lab

Jovanotti, che partito dal rap ha pian piano allargato e di parecchio i suoi orizzonti musicali alla world music, al funky, al folk, al pop, all’elettronica e alla canzone d’autore (e nonostante la qualità del suo libretto d’opera), non si sente però in grado di diventare l’ “ambasciatore” della musica classica tra i ragazzi delle scuole italiane: “Non sarebbe giusto. Non ho le conoscenze necessarie e sinceramente non mi sento tagliato per un ruolo del genere… eppoi, mi ci vedi a me, che sono il meno musicista di tutti i musicisti italiani, a parlare di musica in senso assoluto? Direi proprio di no! Ma ciò non toglie che io sia allo stesso tempo disponibile a muovermi per avvicinare i più giovani alla musica di qualità. Non mi tiro mai indietro se c’è qualcosa da fare in cui credo".


"Punto", l'ultimo video di Jovanotti

Che cos'è, per l'ex ragazzino di "Sei come la mia moto" la musica classica? La musica è musica e basta, non faccio differenze: De Andrè, i Beatles, Bob Dylan, Tom Jobim (tra gli inventori della bossa nova), solo per fare alcuni nomi, sono musicisti classici tanto quanto Claude Debussy e Antonio Vivaldi”.



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