L'esordiente Lorenza Ghinelli conquista la Fiera di Francoforte...

"Il divoratore" uscirà in Italia il 20 gennaio 2011, ma Newton Compton ha già venduto i diritti...

Mercoledì, 6 ottobre 2010 - 15:48:00

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Uscirà in Italia il 20 gennaio, ma "Il divoratore", romanzo d'esordio di Lorenza Ghinelli, classe '81, ha subito conquistato gli addetti ai lavori alla Fiera del Libro di Francoforte. La Newton Compton ci tiene a far saper che "dopo appena due ore dalla presentazione del romanzo agli editori, sono state già chiuse importanti trattative". Numerose, infatti, "le offerte che stanno arrivando per l'acquisto dei diritti esteri del libro". La casa editrice romana ha già chiuso l'accordo con il gruppo editoriale Suma de letras, per la Spagna e l'America Latina. E' stata chiusa anche la trattativa per il Brasile, con l'editore Objetiva del gruppo Santillana. Per la Francia e la Germania si andrà all'asta. E c'è molto interesse anche in Inghilterra...

LA TRAMA DE "IL DIVORATORE" - Pietro è un bambino autistico. Non riesce a comunicare con il mondo esterno, ma nei suoi disegni rappresenta tutto quello che vede, in ogni dettaglio... Un giorno un gruppo di ragazzi del quartiere lo prende di mira e si accanisce violentemente contro di lui. Lo fa assistere a una scena di masturbazione, lo insulta, lo deride, gli sputa addosso. Quella  stessa sera un ragazzo del gruppo scompare sulle rive del fiume. Di lui si perde ogni traccia, e poi, qualche giorno dopo, scompaiono altri due ragazzi, anche il fratello di Pietro, mentre è in sua compagnia. Quando Alice, l’insegnante di Pietro, gli chiede di disegnare quello che è accaduto, nota un particolare inquietante: nel disegno c’è anche un vecchio seduto su una panchina, vestito di nero, con le scarpe bianche e un bastone. Alice conosce bene quel vecchio. È l’uomo degli incubi della sua infanzia. L’uomo dei Sogni.

L'AUTRICE - Lorenza Ghinelli, classe 1981, iplomata in grafica pubblicitaria e fotografia, in web design e in montaggio digitale, si è laureata in Scienze della Formazione e ha conseguito un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Ha pubblicato racconti brevi, alcuni dei quali per «Il Foglio Letterario». Ha scritto e sceneggiato FRANCIS DEGLI SPECCHI, un esperimento a cavallo fra romanzo e fumetto disegnato da Mabel Morri. Ha appena pubblicato J.A.S.T (JUST ANOTHER SPY TALE), un romanzo corale scritto con Simone Sarasso e Daniele Rudoni. Autrice di poesie, opere teatrali e cortometraggi, attualmente vive a Roma, dove lavora come editor e sceneggiatrice per la Taodue.

ECCO COSA VALERIO EVANGELISTI HA SCRITTO DEL LIBRO -  “Lorenza Ghinelli è l’ulteriore esempio di un miracolo ricorrente. Lingua perfetta, lontanissima dai luoghi comuni dei generi noir e horror, cui pure si apparenta. Efficacia stilistica totale, con frasi talora elaborate che nulla tolgono alla scorrevolezza del testo e al fluire della trama. Un crescere della suspense ottenuta evitando mezzucci ed espedienti di seconda mano. La storia inizia con giochi più o meno innocenti di ragazzini, e così finirà. Arbitro e conduttore di schermaglie è un personaggio che ha sembianze di vecchio. Forse non lo è. Detto l’Uomo dei Sogni, perché la sua dimensione è onirica, tanto da renderlo capace di vivere dentro un dipinto. Colpisce la credibilità dei personaggi. Mica facile fare emergere la psicologia di un ragazzino, anche se esserlo stati è ovviamente esperienza comune. Sono cose che si scordano, e un numero incalcolabile di autori naufraga su questo scoglio. Lorenza Ghinelli no, tutti i suoi protagonisti minorenni pensano e agiscono con smagliante naturalezza. Anche i dialoghi scorrono sciolti, convincenti, alternati a notazioni sempre felici che denotano cultura. Ecco, è appunto una scrittura colta, quella dell’autrice. Di norma, un romanzo horror/thriller scorre con linguaggio piano, in attesa dell’effetto (o dell’effettaccio) speciale, su cui tutto il resto è costruito. Tante volte, la pagina senza eventi rischia la banalità. Tutto diverso il caso di questo libro. Lorenza Ghinelli riesce a fare apparire lineare ciò che è complesso, a farci “scivolare” su frasi in cui ogni parola è in realtà studiata. Come nei film di Hitchcock, ci si trova immersi in girandole di virtuosismo senza che nemmeno ce ne accorgiamo, e senza che ciò leda il dipanarsi della storia e la felicità della lettura".

 

 


 

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