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Culture
Leonardo, i più bei fogli del Codice Atlantico esposti a Milano
A destra, studio di bombardamento con traiettoria per la caduta delle bombe oltre le mura di una fortezza; a sinistra, disegno preparatorio per la Battaglia di Anghiari cavallo

di Raffaello Carabini

 

Chi dice che Leonardo fu il genio più eclettico di ogni tempo? Tutti quanti, risposta scontata. In realtà quell’“homo senza lettere”, come amava definirsi con un’amara e orgogliosa convinzione che rivela appieno la sua coscienza delle proprie virtù e dei limiti da infrangere, possedeva una forma mentis, un’elaborazione dei processi mentali e degli strumenti di indagine, del tutto unitaria e autoriflettente nelle diverse discipline in cui il Vinciano si impegnava. Così il “corpo transparente” che disvela le strutture di cui l’architettura si compone è lo stesso involucro umano che contiene gli organi opportunamente collocati. Così le opere urbanistiche e le “macchine” per ogni uso sono quasi organismi viventi da scomporre nei loro “processi macchinali” esattamente come gli apparati anatomici umani e animali.

È questa uniformità che a volte lo portò ad errori – spesso corretti dall’esperienza, come l’idea che i fiumi avessero origine dal mare così come le vene l’hanno dal cuore – quella che si legge nei suoi Codici e nei disegni e negli appunti che li compongono. Uno dei più importanti e famosi è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, che per il 2019, anno in cui ricorre il cinquecentenario della morte dell’artista, partecipa alle celebrazioni con tre esposizioni, la prima delle quali (divisa in due tranche con 23 fogli esposti ciascuna, una aperta fino al 17 marzo, la seconda dal 19 marzo al 16 giugno) consiste proprio nel presentare i fogli più famosi del Codex Atlanticus nelle sale iniziali della suggestiva Pinacoteca, al termine del cui percorso – nell’imponente sala Federiciana, la prima aperta al pubblico nel 1609, dove sono altri disegni leonardeschi – spicca il magnifico Canestro di frutta caravaggesco.

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana propone, tra i 1119 fogli del Codice, di cui alcuni non ancora unanimemente interpretati, quelli con i disegni di maggiore impatto visivo: immagini affascinanti di estrema raffinatezza, opera di un genio sia come architetto, come ingegnere, come inventore, persino come rielaboratore di idee altrui. Di un grande artista, che ci mostra schizzi veloci ma anche elaborazioni raffinate da presentare al committente che gli aveva richiesto una determinata macchina o un certo marchingegno.

Nelle prime bacheche i quattro che presentano la Milano di Leonardo, a cominciare dalla celebre doppia pianta, tra cui quella vista a volo d’uccello, e il tiburio del Duomo in costruzione, al cui bando per il progetto aveva partecipato senza che la sua idea risultasse vincitrice, come si vede in un altro foglio. Poi c’è lo schizzo del monumento in onore di Francesco Sforza (il celebre cavallo di bronzo, mai realizzato – tranne la copia che si ammira all’ippodromo del galoppo di San Siro – perché il materiale a esso destinato fu depistato a costruire armi da fuoco da Ludovico il Moro), ci sono macchine belliche, tra cui la celebre bombarda multipla, alcuni disegni sul volo, persino punzonatrici e girarrosti automatici. E il famoso progetto del carrello semovente, la cosiddetta “automobile di Leonardo”, che era una delle macchine sceniche da lui elaborate per arricchire le feste dei nobili.

I successivi 23 fogli offerti al pubblico per la seconda parte dell’esposizione sono quasi esclusivamente dedicati ai congegni pensati da Leonardo in qualità di ingegnere civile, le macchine per l’edilizia oppure i congegni idraulici, che catturano la forza dell’acqua per renderla utile all’uomo e fonte energetica per marchingegni che ne automatizzano il lavoro. Perché l’uomo per il sommo maestro del Rinascimento ha un altro compito, come scrisse con echi danteschi e petrarcheschi: “O dormiente che cosa è sonno? Il sonno à similitudine colla morte. O perché non fai adunque tale opera che dopo la morte tu ahi similitudine di perfetto vivo che vivendo farsi chol sonno simile ai tristi morti?” Un messaggio che ciascuno di noi dovrebbe raccogliere.

 

Info mostra

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana

Biblioteca Ambrosiana – piazza Pio XI n. 2, Milano

fino al 17 marzo

(seconda parte dal 19 marzo al 16 giugno)

orari: martedì-domenica 10/18

biglietti: intero € 15; ridotto € 10 (over 65, ragazzi fino a 18 anni, universitari, associazioni varie); scuole € 5; gruppi € 11,50; gratuito fino a 14 anni accompagnati, disabili e accompagnatori, insegnanti con scolaresche

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