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Libri alla maniera di Twitter

Mercoledí 19.11.2008 17:00

Di Elvira Pollina

Non si può certo dire che sia un mattone difficile da digerire. Small Places, romanzo del giornalista californiano Nick Belardes, ha capitoli brevissimi. Per la precisione, sono lunghi al massimo 140 battute ovvero,  la misura di un post su Twitter, il popolare servizio di microblogging. Small Places era stato concepito, inizialmente come un libro tradizionale, poi Belardes, assiduo frequentatore di Twitter, ha avuto l’illuminazione e ha pensato di riadattarlo in versione micro, pensando a tutti “quelli che se ne stanno seduti nei loro cubicoli grigi, leggendo Twitter”. A qualcuno sembrerà follia pura. Non la pensano così i circa 5mila utenti che si sono abbonati al cinguettìo letterario di Belardes, il cui profilo è entrato a fare parte dei 100 più visitati.

Lo scrittore californiano è un sostenitore della virtù della concisione, che ha in Twitter la massima espressione. Tramite i brevissimi post, le persone comunicano agli altri sensazioni, stati d’animo, flash della loro giornata. Mettendoli insieme ne escono delle storie postmoderne. Le uniche leggibili da chi passa ora e ore davanti al pc,  immerso in più attività contemporaneamente, da chi passa da una finestra all’altra con grande rapidità, spizzicando informazioni qua e là senza perdere troppo tempo.  

Small Places è pensato per questo target di lettori, le cui giornate sono scandite da ritmi frenetici che riducono i loro tempi  di attenzione sempre più brevi. Persone che non hanno più la forma mentis per aprire un romanzo e immergervisi completamente, ma sono interessate a una diversa fruizione della letteratura come dimostra il buon successo di Small Places e delle  rivisitazioni in chiave twitteriana delle opere di Melville o Shakespeare. Anche se in pillole, si tratta pur sempre di cultura.

 



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