A cento anni dalla morte di Cesare Lombroso, fondatore dell'antropologia criminale, Torino gli dedica un museo: il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”. L'inaugurazione avverrà il 27 novembre e sarà il risultato di un intento condiviso dall'università di Torino, dalla regione Piemonte e dalla città di Torino.
Le collezioni del nuovo museo comprendono preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi di reato e produzioni artigianali e artistiche, anche di pregio, realizzate da internati nei manicomi e da carcerati, ma anche da lui stesso sottratti in maniera più o meno contestabile con incursioni in diversi cimiteri. Lombroso iniziò a raccogliere questi materiali nel 1859 e fu aiutato da numerosi allievi e ammiratori che cominciarono ad avvicinarsi a lui da altri paesi europei. La raccolta subì numerosi traslochi e, alla fine, venne sistemata nel suo appartamento di Torino, dove viveva con la famiglia. La sistemazione attuale all'interno del palazzo degli Istituti Anatomici dell'Università di Torino può essere considerata un pregevole punto di arrivo.
Il museo non è una raccolta di strumenti di punizione né vuole offrire al pubblico una sequenza di grandi criminali e di delitti; vuole invece presentare la figura di uno scienziato interessato ai problemi della sua epoca e guidato da una profonda curiosità. Nel corso dell'allestimento, quindi, sono stati distribuiti anche numerosi approfondimenti per puntualizzare il contesto storico e culturale nel quale si svolse l'opera di Lombroso. Un altro elemento importante è stato quello di fornire al visitatore gli strumenti per comprendere come e perchè Lombroso formulò la teoria dell'atavismo criminale: lo scienziato, infatti, arrivò alla conclusione che i criminali portano tratti “anti-sociali” fin dalla nascita, per via ereditaria. Naturalmente tale tesi è oggi considerata del tutto infondata e l'esposizione aiuta a capire quali furono gli errori di metodo scientifico che portarono il grande studioso a concepire un tale pensiero.
Con l'apertura di questo nuovo museo, il polo museale del Palazzo degli Istituti Anatomici si arricchisce ulteriormente. Sono già fruibili, infatti, il Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” e il Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”.
da www.culturaitalia.it