Luigi Spagnol: "Trevi allo Strega è la risposta all'omologazione..."

IL PERSONAGGIO/ Luigi Spagnol, figlio di Mario, è presidente di Salani, Ponte alle Grazie, Vallardi e La Coccinella. Con Stefano Mauri è a capo del gruppo GeMS (fondato nel 2005). Spagnol, milanese classe '61, con Affaritaliani.it parla del presente e del futuro dell'editoria libraria ("La rivoluzione digitale non credo che cambierà questo mestiere"), della crisi del mercato ("i successi di Gramellini e Nuzzi hanno fatto sì che in questi mesi il GeMS la sentisse meno"), dei libri di punta dell'autunno ("Per Salani avremo "Il cerchio", prima parte di una trilogia che in Svezia ha avuto un successo paragonabile a quello della saga di Harry Potter". A proposito di quest'ultima, l'atteso nuovo libro di J.K. Rowling "uscirà in Italia tra fine '12 e inizio '13..."). Ma Luigi Spagnol parla anche di Emanuele Trevi, tra i favoriti per la vittoria del premio Strega (e che di recente si è rotto una costola, "ma non è stato Carofiglio!", specifica con una battuta l'editore): "Mi trovo particolarmente a mio agio a lavorare con un autore che sfugge all'omologazione come Trevi... ma devo anche ammettere che sono un po' preoccupato... si sente dire che il suo libro non è un romanzo, e per alcuni intellettuali e alcuni librai ciò è sinonimo di libro meno fruibile e quindi meno vendibile. Ma chiedo: è meglio che vinca un bel libro o un romanzo meno bello? E ancora: ma la letteratura è fatta solo di romanzi 'puri'? Io spero che Trevi, che finora ha venduto circa 15mila copie, vinca lo Strega proprio perché il suo è un libro diverso dagli altri". L'editore quindi lancia l'allarme: "Il sistema dell'editoria, e faccio mea culpa anch'io, tende all'omologazione. Si cerca di inseguire il successo sicuro e si tenta di replicare i bestseller del momento. Spesso manca il coraggio di fare scelte rischiose. Ma la ragione principale per cui hanno avuto straordinario successo la saga di 'Harry Potter', 'Il Codice da Vinci' di Dan Brown o lo stesso 'Fai bei sogni' di Gramellini, è che si tratta di libri non assomigliavano ad altri...". Nell'intervista si parla anche di "libroidi" ed editoria di varia, del ruolo della scuola e dei lettori di domani, di un marchio solo apparentemente difficile da definire come Ponte alle Grazie e di molto altro ancora...

Lunedì, 2 luglio 2012 - 10:30:00

di Antonio Prudenzano


 

Gems LuigiSpagnol

Quella del gruppo editoriale Mauri Spagnol è la storia dell'incontro tra due famiglie innamorate dei libri. E Luigi Spagnol, figlio di Mario, dal padre ha ineluttabilmente ereditato quest'amore. Oggi, con Stefano Mauri, è l'amministratore delegato del gruppo GeMS, fondato a Milano il 13 ottobre 2005.

Nato nel capoluogo lombardo nel 1961, Spagnol dal 1986 al 1988 ha lavorato all’ufficio diritti della Longanesi, e a partire dal 1989 ha preso la responsabilità editoriale della Salani, di cui è Presidente. Dal 1997 si occupa anche di Ponte alle Grazie, che insieme a Magazzini Salani, Ape Junior e Nord-Sud Edizioni, fa oggi parte della Salani. Dal 2009, inoltre, è anche Presidente di Vallardi e de La Coccinella.

Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio milanese, a pochi giorni dall'assegnazione dello Strega. E infatti a un certo punto la conversazione sarà interrotta proprio da una telefonata legata all'ambitissimo premio. "Scaramanzia a parte, ovviamente ci farebbe molto piacere se la vittoria andasse al nostro candidato, Emanuele Trevi. In ogni caso, quest'edizione dello Strega credo sia piuttosto positiva dal punto di vista della qualità letteraria dei libri finalisti. Certo, devo anche ammettere che sono un po' preoccupato... si sente dire che il libro di Trevi non è un romanzo, e per alcuni intellettuali e alcuni librai ciò è sinonimo di libro meno fruibile e quindi meno vendibile. Ma chiedo: è meglio che vinca un bel libro o un romanzo meno bello? E ancora: ma la letteratura è fatta solo di romanzi 'puri'? Io spero che Trevi vinca lo Strega proprio perché il suo è un libro diverso dagli altri". Ed ad allarmare Spagnol è proprio questa sfida all'omologazione che contagia (anche) il mercato librario.

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LA VIGILIA DELLO STREGA

 

I RETROSCENA/ Giovedì, al Ninfeo di Villa Giulia, a quanto risulta ad Affaritaliani.it, Carofiglio e Trevi si giocheranno la vittoria all'ultimo voto, ma le quotazioni dell'ex magistrato sono in ascesa. Quanto a Piperno, difficilmente il candidato di Einaudi, Fois, si "svuoterà" del tutto a vantaggio di quello Mondadori...

I favoriti per la vittoria dello Strega si preparano a tornare in libreria (e le vendite sarebbero "trainate" dall'eventuale trionfo nella notte romana): dopo l'estate Piperno pubblicherà un saggio per Fandango dal titolo "Contro la memoria", mentre Trevi tornerà in libreria a inizio 2013 per Einaudi Stile Libero (ma ha anche un contratto per un altro libro con Ponte alle Grazie, che dovrebbe uscire nel 2014). Quanto a Carofiglio, prima di Natale uscirà con un romanzo breve per Rizzoli. Protagonista un ragazzo del Sud... - LEGGI TUTTE LE INDISCREZIONI

 

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EmanueleTrevi

"Finora il libro di Trevi ha venduto circa 15mila copie, e naturalmente l'ingresso in cinquina tende a far lievitare le vendite. Certo, Carofiglio a parte, i libri in finale allo Strega quest'anno, al momento, non hanno venduto tantissimo. Questo però non è un problema del premio, ma del mercato rispetto alla letteratura. Ed è una questione che parte da lontano: negli ultimi quindici anni si fa fatica a ricordare voci letterarie che hanno fatto registrare numeri davvero importanti. E la colpa è dell'intero sistema dell'editoria, che tende all'omologazione. Si cerca di inseguire il successo sicuro e si tenta di replicare i bestseller del momento. Spesso manca il coraggio di fare scelte rischiose, e anch'io faccio mea culpa". Spagnol prosegue il suo sfogo spiegando che "la ragione principale per cui hanno avuto straordinario successo la saga di 'Harry Potter', 'Il Codice da Vinci' di Dan Brown o lo stesso 'Fai bei sogni' di Gramellini, è che si tratta di libri non assomigliavano ad altri!".

E' seriamente preoccupato il tono del presidente di Salani, Ponte alle Grazie e Vallardi. Al quale, essendo anche un esperto di "varia" (Spagnol ha portato al successo, tra gli altri, Benedetta Parodi, poi passata a Rizzoli), chiediamo un parere sul successo dei "libroidi", così come Gian Arturo Ferrari ha definito i libri di calciatori, attori, personaggi tv che negli ultimi mesi hanno scalato le classifiche: "In Italia si sta ripetendo quello che è già successo in Inghilterra, dove la top ten è dominata dai libri di celebrities. Si torna inevitabilmente al discorso di prima, il mercato librario rifiuta le novità, non rischia, gli stessi editori si sono adattati a cercano di far sembrare tutto un po' uguale. Un circolo vizioso dal quale è difficile venire fuori, e che porta al disastro". A questo punto però Spagnol s'interrompe: "Non voglio neanche apparire uno snob, sia chiaro". E tornando alla varia, sottolinea che "è un termometro della cultura di un Paese, e se ha successo significa che le persone cercano delle risposte nei libri, un grande merito. Sbagliano, quindi, gli intellettuali che snobbano questi testi".

Resta il fatto che, in un'Italia in recessione, il mercato librario (che fa i conti anche con la cosiddetta rivoluzione digitale) già da qualche mese ha decisamente rallentato. "GeMS finora ha sentito meno la crisi, anche grazie ai successi di Gramellini e Nuzzi". Quanto all'evoluzione del mondo del libro alla luce della (lenta) crescita del fenomeno e-book, invece, Spagnol crede che il mestiere dell'editore "non cambierà più di tanto. Se guardo a ciò che accade all'estero, ad esempio nel mercato svedese in cui i libri si vendono soprattutto online, l'editore lì non ha cambiato il suo compito principale, avvicinare al pubblico dei lettori un autore in cui crede".

Nonostante non manchino i pessimisti, c'è attesa per capire se il mercato si riprenderà dopo l'estate. E tutti gli editori stanno preparando uscite importanti in vista del Natale. In casa GeMS a settembre "Salani pubblicherà la prima parte di una trilogia svedese, 'Il cerchio'. In patria ha avuto uno straordinario successo, paragonabile a quello di 'Harry Potter'. Un romanzo sull'adolescenza in cui non mancano elementi sovrannaturali. Ci puntiamo molto". E non è finita: "Anche in casa Ponte alle Grazie avremo tante novità, anche di narrativa, come ad esempio il nuovo libro di Laura Pugno. Ponte alle Grazie è solo apparentemente un marchio difficile da  definire. In realtà è quello per cui, rifacendo di recente il sito del gruppo, ci è venuto più facile trovare uno slogan che definisse il marchio, che pubblica 'libri per cambiare idea', che siano essi inchieste, romanzi, testi di varia, o testi ibridi e difficilmente classificabili. Tornando a Trevi, a questo proposito, 'Qualcosa di scritto' è un libro 'molto Ponte alle Grazie'. Sì, mi trovo particolarmente a mio agio a lavorare con un autore che sfugge all'omologazione come lui". E a questo punto Luigi Spagnol si concede una battuta scherzosa sulle "rivalità stregate": "Trevi si è anche rotto una costola, di recente. No, non è stato Carofiglio... E' sì un esperto di arti marziali, ma è soprattutto una persona buona, non farebbe male a nessuno!". Tornando alle uscite di punta dei prossimi mesi, c'è grande attesa per "A Casual Vacancy", il nuovo libro di J.K. Rowling (l'inventrice di "Harry Potter"), che uscirà in inglese il 27 settembre: "Dovrebbe essere nelle librerie italiane tra fine 2012 e inizio 2013. Aspettiamo ancora di leggerlo, appena l'avremo in mano decideremo quale sarà il marchio GeMS più adatto ad ospitarlo".

La chiacchierata si conclude parlando di scuola, perché un editore non può non pensare ai lettori di domani: "Gli insegnanti, sottopagati, spesso attaccati ingiustamente, svolgono un ruolo fondamentale, in silenzio. Ma la scuola italiana compie un errore di base, magari in buona fede: propone ai ragazzi testi che insegnano qualcos'altro, e quasi mai libri che insegnano a leggere, che fanno innamorare gli adolescenti della lettura. Per fortuna ci sono le eccezioni...".


 



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