Mario Bonaldi, editor di Isbn, ad Affaritaliani.it: "Trovare scrittori italiani esordienti di qualità? Difficilissmo..."

Dopo il 'boom' di Paolo Giordano si è tornati a parlare di esordienti italiani. Tutte, o quasi, le case editrici sono 'a caccia' di giovani autori, come ai tempi di 'Jack Frusciante è uscito dal gruppo' di Brizzi... E' la moda che ritorna. Ma ci sono le eccezioni. La casa editrice Isbn dal 2004 ne ha pubblicati 10, e altri 2 sono in arrivo a breve. A sceglierli (con grande fatica, come vedremo...), l'editor (giovanissimo anche lui) Mario Bonaldi. Affaritaliani.it l'ha incontrato: "In Italia la situazione è desolante...". Bonaldi ne ha per tutti, compresi gli scrittori 'da salotto'... Poi l'annuncio: "Con Romeo, il prossimo autore italiano che pubblicheremo, ci apriremo a un pubblico più ampio". E Affaritaliani.it fa un primo 'bilancio' del percorso di Isbn...

Venerdì, 5 febbraio 2010 - 08:30:00

Il commento all'intervista

Scrittori esordienti? Tra gli addetti ai lavori c'è scetticismo... Dopo l'intervista a Mario Bonaldi la responsabile del commerciale di Avagliano Stefania Leo scrive ad Affaritaliani.it

L'ANALISI/ ISBN VERSO IL DECENNALE. ALTI E BASSI DI UN PERCORSO TUTTO TRANNE CHE  'ITALIANO'...

Alla fine del 2004 è nata a Milano una casa editrice diversa dalle altre, almeno nelle intenzioni... La Isbn (prima legata a Il Saggiatore e che di recente si è trasformata in una s.r.l garantendosi  l'indipendenza) di Massimo Coppola e Luca Formenton (il primo in viste di direttore il secondo di presidente) pubblica testi fin troppo riconoscibili graficamente e non solo. Alto e basso che si ibridano e quasi mai il connubio è apparso forzato, libri allo stesso tempo 'pop' e filosofici (inevitabili le voci critiche che parlano di snobismo esasperato...) che spaziano dalla saggistica alternativa ("Contro Ratzinger" e "I Simpson e la filosofia", tanto per fare i due esempi più noti) alla narrativa italiana e straniera più intransigente e sovversiva (dal recente "Il nemico" di Emanuele Tonon a "Una donna senza fortuna" di Richard Brautigan), senza rifiutare sconfinamenti extra-letterari nei mondi della musica e del cinema. Quattro collane (saggistica, narrativa, varia e la recente Novecento Italiano) e un Manifesto che fin da subito ha parlato chiaro. Il nono dei dieci comandamenti di Coppola & soci, tanto per capirci, affermava e afferma: "Ciò che sta per accadere è già accaduto. Riconoscere il nuovo è dissezionarlo". 

Non sempre Isbn ha mantenuto le aspettative iniziali, e non sono stati pochi i titoli per nulla riusciti, ma questo era preventivabile. Di sicuro ha però il merito di aver fatto scoprire e (ri)scoprire al lettore italiano autori di oggi e di ieri in cui molti altri editori ben più navigati non hanno creduto. E, soprattutto, è stata brava a forgiare uno zoccolo duro di fan fedelissimi, operazione (non solo di marketing) riuscita solo a un'altra giovane realtà editoriale nostrana, Chiarelettere, in un ambito diverso e con numeri decisamente maggiori. Un processo di identificazione che le riconoscibilissime copertine delle due case editrici contribuiscono a rafforzare. Per fortuna, però, oltre alle copertine spesso ci sono anche testi importanti, che prima dell'avvento di Isbn (la casa editrice italiana meno italiana in circolazione) non avremmo mai letto.

(di Antonio Prudenzano)

 

IL FONDATORE DI ISBN

massimo coppola
Massimo Coppola

Massimo Coppola, il 'filosofo-editore', oltre che regista e conduttore tv... (e soprattutto direttore e fondatore di Isbn edizioni) spiega ad Affaritaliani.it: "Isbn ha rotto tanti tabù...". E aggiunge: "Non sopporto gli autori che esordiscono con un piccolo editore e poi lo lasciano per uno grande". LEGGI L'INTERVISTA

 

LO SPECIALE

Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

Michela Murgia ("Il mondo deve sapere"), Ilaria Bernardini ("La fine dell'amore"), Omar Di Monopoli ("Uomini e cani", "Ferro e fuoco" e il romanzo che chiuderà la trilogia in arrivo entro l'estate), Michele Vaccari ("Italian fiction"), Biagio Autieri ("L'insolita rumba"), Emanuele Tonon ("Il nemico"), Paolo Caredda ("Altri giorni, altri alberi"), Gabriele Reggi ("Liberaci dagli sbirri"). Sono, in rigoroso ordine cronologico di sbarco in libreria, gli 'italiani' di Isbn. E, tra poche settimane, a questo gruppo si aggiungeranno anche Amedeo Romeo con "Non piangere coglione" (di cui si dice un gran bene) e Matteo Sartori con "Gli inerti".

caredda libri
Il romanzo di Paolo Caredda "Altri giorni, altri alberi". Leggi la recensione e l'intervista di Affaritaliani.it all'autore ligure

Mario Bonaldi, giovanissimo editor Isbn classe '79 (dal 2005 in casa editrice, inizialmente come redattore), ha il compito (affascinante, rischioso, ingrato e conturbante allo stesso tempo) di selezionare le decine di manoscritti che ogni giorno arrivano via mail o via posta. E' lui (e non ha frequentato scuole o master di editoria in passato) a occuparsi e ad aver scelto, in particolare a partire dall'ultimo periodo,  gli italiani di Isbn prima citati. Ed è lui, quindi, ad avere poche pagine e pochi minuti a disposizione per rendersi conto se il testo dello sconosciuto aspirante esordiente che ha davanti merita il cestino (reale o virtuale) o una maggiore attenzione, una rilettura o, addirittura (ma prima passeranno molto tempo e molte meditazioni), la pubblicazione. Insomma, c'è da non dormirci la notte...

mario bonaldi isbn
Mario Bonaldi

Affaritaliani.it ha incontrato Bonaldi per parlare del suo lavoro alla Isbn, dei libri italiani finora pubblicati dalla casa editrice milanese e di quelli che arriveranno e, più in generale, delle direzioni che sta prendendo la nuova narrativa italiana...

emanuele tonon
Emanuele Tonon firma una copia de "Il nemico". Leggi la recensione di Affaritaliani.it del suo romanzo

Bonaldi, quanti manoscritti di aspiranti esordienti italiani riceve al giorno?
"Dipende. In media cinque o sei. Poi ci sono periodi dell'anno, e penso all'estate e al Natale, in cui a quanto pare gli italiani hanno più voglia di pubblicare...".

Non l'è ancora venuta la 'nausea'?
"No, è comunque sempre interessante. Certo, un po' fa specie questa mancanza di pudore. Quasi tutti dicono di scrivere solo per se stessi, ma la realtà è che la maggior parte delle persone che scrive ha in mente la pubblicazione".

Quante pagine le servono per giudicare il testo che ha davanti?
"A volte può bastarmi anche il titolo. In genere, chiediamo sempre una sinossi, e già quella dice molto. Visto che, per comodità ed ecologia, preferisco ricevere i manoscritti via mail, quando le prime righe mi incuriosiscono stampo la prima parte del libro. Ma dipende. Spesso arrivo anche alla fine. Nella selezione, in ogni caso, devo tenere conto della linea editoriale. Qualche volta capita anche qualche bel manoscritto che però non è adatto a Isbn".

monopoli
'Autoritratto' di Omar Di Monopoli che, in un articolo scritto in esclusiva per Affaritaliani.it, parla della nuova letteratura dal Salento, leggilo qui

A proposito di linea editoriale, come definirebbe quella di Isbn?
"Noi cerchiamo testi in grado di sorprenderci, con un punto di vista e una lingua originali. In realtà non abbiamo grandi paletti, le nostra linea editoriale è abbastanza eclettica. Sarà una banalità, ma pubblichiamo quello che ci piace. In generale, preferiamo autori esordienti e giovani. Scrittori come Di Monopoli, Autieri, Reggi, lo stesso Romeo, a loro volta, sono accumunati da una sensibilità cinematografica che ci interessa molto, ma questo è solo un esempio".

Isbn si affida alla prima scrematura delle agenzie letterarie o preferisce scegliersi da sè gli autori, senza mediazioni?
"All'inizio preferivamo evitare le agenzie letterarie perché avevamo la sensazione che proponessero libri in fondo tutti uguali. Poi ci siamo in parte ricreduti. Dipende da cosa ci propongono. Reggi, l'ultimo autore pubblicato, e Romeo, il prossimo (in arrivo a inizio marzo, ndr), ci sono stati entrambi proposti da un'agenzia. Continuiamo comunque a preferire le proposte spontanee".

Qual è la scoperta di cui va più orgoglioso?
"Per motivi diversi sono orgoglioso di tutti. Però, forse sarà anche perché è l'ultimo, 'Non piangere coglione' di Romeo è qualcosa di diverso. Finora abbiamo quasi sempre pubblicato testi ricercati, sguardi letterari particolari, complessi, destinati forse inevitabilmente a un pubblico di lettori ristretto. Penso allo stesso Tonon, ad esempio. Romeo, invece, è sì raffinato e originale, ma allo stesso tempo anche popolare. Potenzialmente 'Non piangere coglione' può aspirare a un pubblico ampio".".

Immaginiamo che non farà nomi. Ci basta un sì o un no. Si è pentito di uno degli autori che ha contribuito a far esordire?
"Sinceramente no. Certo, ci sono stati libri che hanno rivevuto meno attenzione di quanto ci aspettassimo, ma non mi sono nè ci siamo mai ricreduti".

 

liberaci dagli sbirri libri
Gabriele Reggi, l'ultimo italiano pubblicato a gennaio 2010 Isbn. La recensione del romanzo, attualissimo 'ai tempi di Rosarno', di Affaritaliani.it

Ma scrittori italiani bravi in giro ce ne sono molti?
"Ieri sono andato in libreria in cerca di qualche romanzo di autori italiani contemporanei da comprare, ma non ne ho trovato neppure uno che mi convincesse. La situazione è desolante. In Italia non trovo una 'potenza' della scrittura. L'ultima cosa potente che mi ricordo di aver letto è stata 'Rondini sul filo' di Michele Mari. La verità è che noi di Isbn pubblichiamo pochi italiani semplicemente perché facciamo fatica a trovare autori meritevoli, in grado di rappresentare una novità. E non è un caso che preferiamo gente fuori dal giro dei salotti, come Tonon o Reggi tanto per intenderci, perché con tutti questi scrittori che si incontrano e parlano dei libri che stanno scrivendo si finisce per trovare in libreria sempre gli stessi romanzi".

In questo panorama 'desolante', quali case editrici lavorano bene sugli italiani?
"Le oasi felici sono poche. Apprezzo molto le edizioni Coniglio, come pure Transeuropa. Ovviamente anche la collana Nichel di Minimum Fax (curata da Nicola Lagioia, ndr), che ha il merito di fare scouting e che ogni tanto tira fuori qualcosa di interessante".

E Fandango?
"La loro collana I Quindici, quello voluta da Baricco e tanto pubblicizzata, non mi convince, manca di originalità (LEGGI QUI L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT A MARIO DESIATI, SCRITTORE ED EDITOR 'DEGLI ITALIANI' DI FANDANGO.)".  

Con tutti i manoscritti che legge o sfoglia, si sarà fatta un'idea delle direzioni che sta prendendo la nuova narrativa italiana. Premesso che ogni voce letteraria è diversa dalle altre, alla maniera di Pier Vittorio Tondelli nelle imperdibili prefazioni alle antologie di culto da lui curate negli anni '80, se la sente di provare a 'classificare' gli aspiranti scrittori di oggi? Ci sono dei temi e delle tendenze stilistiche ricorrenti?
"Parlerei di due grandi gruppi. Gli aspiranti scrittori 'fan' del cosiddetto New Italian Epic, che propongono storie ambientate negli anni '70 o '80 o saghe che coprono più decenni. Si tratta di grandi narrazioni quasi mai convincenti. Leggermente meglio va con chi punta sul cosiddetto New Italian Realism. Storie contemporanee sul lavoro, sulle nevrosi della quotidianità, sulle morti sul lavoro o sull'immigrazione. Peccato che anche in questi casi molto raramente l'autore di turno faccia il salto di qualità necessario. L'impasse tragica in cui naviga l'Italia si ritrova anche in questi manoscritti. Non si riesce a immaginare un futuro, si ricade nelle banalità, manca la fantasia, non si resta quasi mai sorpresi. E poi è lampante e risaputo che gli aspiranti scrittori italiani non sanno quasi mai raccontare bene una storia, che dovrebbe essere in ogni caso la premessa necessaria".

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