L'uomo va su Marte

 

NEWS/ Avvistamento ufo a Salerno. Un oggetto volante non identificato è stato filmato da un testimone. Il Presidente del Centro Ufologico Mediterraneo, Angelo Carannante, tiene subito a precisare che sebbene che siano state espletate approfondite indagini ed analisi, le ipotesi sulla natura dell’oggetto, sono tante. Venendo allo svolgimento dei fatti si è accertato quanto segue. La giornata dell’evento ufologico era poco nuvolosa.

 

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LA COLONIZZAZIONE DI MARTE - Una società olandese sta ponendo le basi per creare un insediamento umano su Marte. Quello che può sembrare uno scherzo, è un progetto serio e concreto: l'idea di formare "colonizzatori" del pianeta rosso è venuta all'organizzazione no-profit olandese Mars One, che vuole formare un gruppo di persone (per adesso si parla di 4) in grado di cominciare a colonizzare il pianeta a partire dal 2023.

Otto missioni robotiche cargo avranno luogo tra il 2016 e il 2021 per preparare la futura base umana sul pianeta. Mars One ha già predisposto un piano operativo preciso e realistico, basato interamente su tecnologie già esistenti. In questi giorni la società ha reso noti i requisiti di base per la selezione dei futuri astronauti, un primo passo verso il processo di selezione mondiale che avrà inizio nella prima metà di quest'anno.
 
Non è necessario avere una formazione militare né esperienza nel volo aereo e nemmeno una laurea scientifica. Ciò che occorre per mettere piede sull'ostile suolo marziano, è intelligenza e buona salute fisica e mentale. Ma soprattutto è necessario essere disposti a dedicare otto anni della propria vita alla formazione e all'apprendimento prima di intraprendere l'insidioso viaggio verso Marte. I rischi fisici e psichici infatti non sono trascurabili, dall'aumento dell'altezza alla perdita del tono muscolare, fino all'alterazione del sonno.
 
Norbert Kraft
, ex Research Associate della NASA e capo direttore medico di Mars One spiega: "Sono passati i tempi in cui erano il coraggio e il numero di ore a bordo di jet supersonici i criteri per selezionare gli astronauti. Adesso ci interessa di più come i potenziali astronauti lavorano e vivono insieme agli altri, durante il lungo tragitto dalla Terra a Marte e nelle sfide di ogni giorno".

CURIOSITY - Gli strumenti del robot laboratorio Curiosity hanno scoperto sicure tracce di molecole inorganiche, come composti a base di acqua, cloro e zolfo, ma resta un alone di incertezza attorno alla scoperta di molecole a base di carbonio, idrocarburi clorinati che potrebbero avere un’origine organica, ma che potrebbero anche non averla. Finora ''non c’è certezza assoluta'' che siano stati individuati materiali organici, ''ma continueremo a cercare in diversi ambienti del cratere Gale'', ha dichiarato il responsabile di uno degli strumenti del robot laboratorio Curiosity della Nasa, Paul Paul Mahaffy.

Per gli esperti della Nasa queste prime analisi del suolo marziano sono considerate una prova generale delle capacità degli strumenti di Curiosity di analizzare qualsiasi tipo di suolo e roccia: un lavoro che il robot dovrà eseguire ripetutamente nei prossimi due anni. Ad analizzare i primi campioni di suolo marziano sono stati gli strumenti Sam (Sample Analysis at Mars ) e CheMin (Chemistry and Mineralogy) instrument. Sono in grado di analizzare e riconoscere composti di qualsiasi tipo, compresi quelli organici a base di carbonio, considerati la principale spia della presenza di vita. I campioni di suolo appena studiati provengono da una zona sabbiosa chiamata Rocknest, che si tova in una zona relativamente pianeggiante del cratere e ancora lontana dall’area nella quale si concentrerà il lavoro di Curiosity, il misterioso Monte Sharp che si trova al centro del cratere e che potrebbe essere un deposito di materiale sedimentario, una sorta di archivio della storia geologica, e forse, biologica, marziana.

A stupire i ricercatori è anche la varietà di colori, dimensioni e forme dei cristalli analizzati. Molti elementi sono simili a quelli finora scoperti da altre missioni della Nasa su Marte, come quelle dei rover Spiriti e Opportunity. I composti finora individuati, ma la cui origine è tutta da chiarire, sono idrocarburi clorinati, ossia composti a base di carbonio che hanno reagito con il cloro. ‘’La loro origine può essere biologica, ma potrebbe anche non esserlo’’, ha detto Ernesto Di Mauro, del dipartimento di enetica e Biologia molecolare dell’università Sapienza di Roma. ''Composti di questo tipo - ha aggiunto - si possono trovare anche nelle meteoriti cosi’ come nei depositi di polvere interstellare''. Che siano composti di carbonio legati alla vita o meno, ha osservato l’esperto, ''la loro scoperta è interessante perchè significa che su Marte c’è una chimica del carbonio che si è sviluppata nel tempo e che si è conservata’’. Per il responsabile scientifico di Curiosity, John Grotzinger, è necessaria ancora ‘’una grande dosi di pazienza. Non sappiamo con certezza se i composti a base di carbonio hanno effettivamente origine su Marte’’.

 LA NUOVA SONDA - La Nasa si prepara a lanciare una seconda sonda simile a Curiosity, quella lanciata da Cape Canaveral (Florida) nel novembre 2011 e atterrata ad agosto proprio sul pianeta rosso. Lo avrebbe annunciato la Nasa stessa a San Francisco alla conferenza autunnale dell'American geophysical union, l'organizzazione no-profit focalizzata sul'avanzamento delle scienze geofisiche. L'obiettivo del lancio del «gemello» di Curiosity: collezionare materiale da analizzare.

In particolare, la notizia è emersa in un incontro con John Mace Grunsfeld, responsabile delle missioni scientifiche della Nasa. Secondo un tweet di Planetary Society, l'organizzazione che supporta e sponsorizza progetti per l'innovazione nelle tecnologie per lo spazio, la Nasa ha messo in conto di spendere 1,5 miliardi di dollari. Grunsfeld avrebbe dichiarato che la nuova missione non verrà pagata sottraendo fondi da altri progetti.

Non sono mancate le reazioni negative da parte della comunità scientifica sul costo di questa missione. L'idea è che la Nasa potrebbe spendere in modo migliore i fondi a disposizione destinandoli per esempio all'esplorazione di altri pianeti nel sistema solare.

 

 

"La scienza deve affrontare grossi problemi: la materia che osserviamo rappresenta solo il 4%, il 23 % è oscura cioè non emette energia. Il 72% invece è energia che accellera l'espansione dell'universo..."

Parola di Margherita Hack, che spiega ad Affari: "Il cielo stellato è come un immenso libro aperto nel quale gli uomini, fin dall'antichità, hanno trovato le conoscenze più utili alla loro sopravvivenza. Osservando il cielo hanno imparato a orientarsi in mare o nei deserti, a costruire orologi e calendari, a sfruttare i cicli stagionali per i lavori nei campi".

Poi l'astrofisica spiega ad Affari Italiani la possibilità di altre infinite Terre: "Il sole è una stella comunissima. Pensare che le condizioni per la formazione della vita si siano verificate solo sulla terra è assurdo. Sappiamo che ci sono miliardi di pianeti: dal '95 a oggi ne abbiamo scoperti oltre 300, sappiamo anche che quasi tutte le stelle (come il sole) hanno dei sistemi planetari quindi è ipotizzabile che ci siano miliardi di terre solo nella nostra galassia. Se contiamo che ci sono miliardi di galassie...

Parla di forme di vita intelligenti? "Certo. Ci sono stelle molto più vecchie del sole che ha 5 miliardi di anni. Quindi è facile che le civiltà extraterrestri siano molto più evolute di noi".

Ma perché la scienza non l'ha ancora provato? "E' molto complesso. Il pianeta scoperto più simile alla terra dista da noi venti anni luce. Per raggiungerlo e verificare servirebbe un'astronave capace di viaggiare almeno a un centesimo della velocità della luce e ci vorrebbero comunque 2000 anni. L'alternativa reale è il progetto SETI: dal '64 dei telescopi sono puntati su pianeti simili alla terra e aspettano dei possibili segnali intelligenti. Ma la probabilità di captarli è bassa poiché per comunicare serve che il livello di sviluppo delle civiltà sia circa lo stesso e la nostra è troppo giovane".

Lei è nota per essere molto critica riguardo agli oroscopi e all'astrologia...
"Certo sono una stupidaggine. Oggi conosciamo talmente bene certi particolari delle costellazioni che vengono a cadere completamente i presupposti. Siamo in grado di quantificare perfettamente l'azione degli astri su di noi... Certo una volta si credeva che i pianeti fossero Dei, ma siamo nell'ambito del mito..."


LE IMMAGINI

E sulla condizione della scienza in Italia: "Il problema è la mancanza di fondi per la ricerca. Si spende per creare dei ricercatori e quando sono pronti per produrre li si regala all'estero.

 

 

 

 

 

 


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